L'acqua che bevi: o sei un detective o uno che vorrebbe solo stare tranquillo!

 

Facile come bere un bicchiere d’acqua! Facile? Un corno! Un tempo, forse. Ma noi, che ci siamo sofisticati sempre di più, di facile non abbiamo più neanche l’atto di allacciarci le scarpe (infatti abbiamo inventato i mocassini). Bere un bicchiere d’acqua è diventato tutt’altro che facile. Tutto questo perché? Perché viviamo in perenne conflitto fra salutisti ad oltranza, persone pragmatiche e persone che se ne fregano dei residui fissi, dei minerali e degli ioni galleggianti: bevono e basta.
Poi ci sono quelli che, appena torni con una cassetta d’acqua acquistata al supermercato, ti fanno maledire il momento in cui hai dato un passaggio in ascensore al vicino di casa. In quel breve tragitto, lui ti decanta la bontà dell’acqua del rubinetto solo perché il sindaco — che non ha nemmeno votato perché il giorno delle elezioni era allo stadio — ha detto che chi beve acqua in bottiglia uccide le tartarughe della Groenlandia. Ti assicura che l’acqua del rubinetto è sana, sanissima... proprio come la raccolta differenziata che ha reso l’ingresso di casa tua una discarica degna di una suburra.

Dall’altro lato, non mancherà l’altra vicina che sa tutto dell’acqua in bottiglia: sa leggere le etichette meglio di un chimico del CNR. Ma riusciamo, qualche volta, a fregarcene degli uni e degli altri? Ci proviamo. Intanto, una riflessione tocca farla. 

Perché l'acqua al supermercato è un paradosso

Dovrebbero promulgare una legge che vieta la vendita dell’acqua in bottiglia al supermercato. I motivi? Almeno due. È diventata un farmaco: a sentire i produttori e a leggere le etichette, la bottiglia d’acqua cura, aiuta, previene, è controindicata, può avere effetti avversi, lievi! Insomma, è un medicinale; e se tale è, solo la farmacia dovrebbe venderla.

È una missione segreta: provate a fare lo slalom al supermercato, dove l’acqua è nascosta al pari delle sostanze stupefacenti. Collocarla sugli scaffali giusti deve essere un segreto di Stato, tant’è che il personale, prima di darti l'informazione sulla corsia del giorno, consulta il Sole 24 Ore per conoscere l’andamento delle consegne.

E poi ci sono i produttori. Perché per leggere le etichette devi prendere almeno tre lauree? Leggerle è uno sforzo inaudito che spiega perché solitamente la spesa unisce le famiglie: non perché sia bello stare insieme, ma perché più si è, più aumentano le probabilità che qualcuno ci veda ancora bene! Fateci caso: le bottiglie passano di mano in mano finché non si trova chi riesce a decifrare quel miracolo della miniaturizzazione che è l'etichetta. E quando finalmente capiamo di che si parla, ci troviamo davanti a un prodotto che ha passato più tempo all'università a fare esami di uno studente fuori corso.

Ma, scherzi a parte, visto che ci siamo dotati di una lente d’ingrandimento degna di Sherlock Holmes, vogliamo fare un po’ di luce?

Analisi, residuo fisso, ioni furbetti e sali inebetiti

Intanto una premessa. Guardate l’immagine di quell’acqua cristallina che fuoriesce allegra dalle valli alpine innevate e poi leggete che è imbottigliata a Pantelleria (scritto piccolissimo, ovviamente!). Sulla bottiglia c’è scritto "Analisi Chimica". Sembra il compito di matematica di terza media. Tu la salti sempre. Male. Lì c’è scritto se stai bevendo oro liquido o acqua stantia. Ci sono solo 3 cose che contano davvero. Il resto è scenografia:

Il residuo fisso (Il Re) - Il pH (Il Bugiardo) - Gli ioni (La Gang)

1. Il residuo fisso: la verità che resta

Questa è la voce più importante. Punto. Sull'etichetta la trovi scritta come: "Residuo Fisso a 180°C". Significa questo: prendono un litro della tua acqua e lo fanno bollire finché non evapora tutto. Quella polverina bianca che resta sul fondo? Sono i sali minerali (calcio, magnesio, sodio). Qui le acque si separano come fece Mosè col Mar Rosso.

Acqua minimamente mineralizzata (meno di 50 mg/l)
Esempi: Levissima, San Benedetto Pure, Sant'Anna.

Il marketing: "Purissima, leggera, perfetta per i neonati".

La realtà: È così pura da aver perso tutto. È un'acqua "affamata": siccome non ha minerali, appena la bevi te li ruba, al pari di una borseggiatrice in metro, per osmosi dalle ossa e dai muscoli.

Va bene? SÌ se hai calcoli renali gravi. 
NO se sei una persona normale (ti deruba)
NO se fai sport (rischi l'iponatriemia).
Per spiegarci meglio: È come aggiungere acqua in continuazione a un sugo già sciapo: alla fine non sa più di niente. E quando il tuo sangue diventa troppo "sciapo" (iponatriemia), il corpo va in tilt: i muscoli non ricevono più i segnali giusti, arrivano i crampi e, se esageri, ti gira la testa così tanto che vedi le tartarughe della Groenlandia di cui parlava il tuo vicino.

Verdetto: Da evitare tutti i giorni. È acqua egoista.

Acqua medio-minerale (tra 500 e 800 mg/l)

Esempi: Uliveto, Lete, Rocchetta. La verità: Questa è l'acqua vera. È il punto di equilibrio. Ha abbastanza minerali da non rubarteli, ma non così tanti da incrostarti i reni. Ti idrata davvero. Va bene? SEMPRE. È l'acqua da battaglia. Se devi sceglierne una per tutta la vita, sceglila qui. Verdetto: Il Santo Graal. Compra e stai zitto.

Acqua ricca di sali (più di 1000 mg/l)

Esempi: Donat Mg, Sangemini.
La verità: È una bomba chimica. C'è più roba qui dentro che in una bistecca maledetta dai vegani! Va bene? SÌ se sei stitico cronico (il magnesio ti pulisce l'intestino in 4 ore meglio di un clistere). NO se hai problemi renali o pressione alta.

Verdetto: Da usare come medicina, non come acqua. Un bicchiere al giorno, non di più.

2. Il pH: la bufala del secolo

Tutti ne parlano come fosse la sigla di una provincia, ma è un segreto del nostro organismo che la natura protegge ferocemente. Sull'etichetta leggi: "pH 9.5 Alcalina". Costa un botto. Ti dicono: "Alcalinizza il corpo, il cancro vive nell'acido!". Peccato che lo stomaco sia una vasca di acido cloridrico (pH 1.5). Appena l'acqua alcalina arriva lì... pffft, neutralizzata.

Il pH dell'acqua non cambia il pH del sangue. Se lo facesse, saresti morto. L'unica eccezione? Se hai il reflusso, un'acqua bicarbonata può aiutare a tamponare l'acido che risale. Per gli altri? Soldi buttati.
3. Gli ioni: chi è buono e chi è cattivo Sotto il residuo fisso, c'è la lista della spesa. Ecco come leggerla:


Il trucco: Vuoi Calcio e Magnesio ALTI, ma Sodio BASSO. Esempio A: Calcio 400, Magnesio 50, Sodio 2 quindi… COMPRA.

Esempio B: Calcio 80, Magnesio 5, Sodio 150 - pertanto… LASCIA PERDERE.

Il grande inganno: "Minerale Naturale" vs "Acqua da Tavola"

Attenzione a quello che c'è scritto in piccolo.
Acqua Minerale Naturale: Esce dalla falda, la imbottigliano. Fine

Acqua da Tavola: Non è minerale. È acqua del rubinetto filtrata (spogliata di tutto) a cui poi buttano
dentro due sali per darle sapore. È l'acqua del sindaco, quello della perfetta raccolta differenziata, "travestita". Spesso la trovi al discount a 19 centesimi. Non è un affare, è una fregatura.


Il vademecum del detective (Salva questa lista)

Regola d'oro finale: 

Se l'etichetta non ha il Residuo Fisso scritto chiaro... posa la bottiglia e scappa! 

Conclusione? 

Se sei giunto fino a qui, non hai speranza: benvenuto nel club dei fanatici che perdono più tempo a leggere le etichette che a capire il senso della vita!

V I S I T E 

contatori internet


DISCLAIMER

I marchi citati in questo articolo sono riportati a puro titolo esemplificativo per aiutare il lettore a orientarsi tra le diverse categorie merceologiche. I dati tecnici (residuo fisso, pH, ioni) fanno riferimento alle etichette pubbliche e possono variare nel tempo a seconda della produzione. Questo testo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un medico o di uno specialista. Insomma, usate la testa (e leggete le etichette)!




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