venerdì 11 gennaio 2019

Amanti del tè, delle tisane e del miele? Attenzione ai rischi che correte!




Se vi piace il tè in grandi quantità e non disdegnate neanche i tanti infusi a base di erbe e, perché no, non vi tirate indietro di fronte a quegli integratori alimentari a base di piante, vi occorrerà sapere che correte qualche rischio nel medio lungo termine per la salute.




Nessun allarme, sia chiaro, ma i ricercatori hanno posto l’indice su almeno sei mila specie diverse di piante che entrano nella composizione del tè, ma anche delle infusioni a base di erbe e, perché no, anche nella composizione di diversi integratori alimentari ricavati da alcune piante fra quelle attenzionate dagli studiosi. Un motivo in più per ricordare come la natura non sia sempre benigna nel confronto con la chimica. Spesso i prodotti naturali che molti considerano innocui in quanto naturali,presentano, eccome, i propri veleni, alcuni potenti che agiscono all’istante, altri più subdoli che agiscono nel tempo e che possono reperirsi nella catena alimentare, quindi, in questo caso, reperibili nel tè, a grandi dosi, in alcuni integratori e in alcuni infusi a base di erbe.



Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), tali sostanze sono rappresentate da alcaloidi pirrolizidinici pericolosi se ingeriti a lungo ed in quantità eccessiva a causa del potenziale effetto cancerogeno di queste sostanze. Il fatto più inquietante è che tali sostanze potrebbero dar luogo anche a livelli di esposizione tali da causare una tossicità nel breve periodo con conseguenti effetti avversi sulla salute, dice l’Efsa, che ha aggiornato una precedente consulenza del 2011 sui rischi a cui è esposta la salute umana e degli animali a causa degli alcaloidi pirrolizidinici, vasto gruppo di tossine prodotte da diverse specie vegetali e presenti nella filiera alimentare in modo accidentale.

Tali tossine, almeno secondo gli aggiornamenti dell’EFSA, si sarebbero repertati anche nel miele, oltre che negli alimenti già citati. La

comparazione con lo studio condotto nel 2011 e quello più recente condotto lo scorso anno, avrebbe fatto emergere che già da allora era raccomandata attenzione per quei bambini, anche molto piccoli che facevano scorpacciate di miele, mentre in atto, sulla scorta delle nuove acquisizioni, si è ampliata la schiera di alimenti ed integratori dove si è riscontrata traccia di queste tossine.  
I 17 alcaloidi pirrolizidinici, riscontrati dall’EFSA sono ancora oggetto di studio stante l’evidenza del loro effetto cancerogeno nel tempo. Con questo non si vuole certo lanciare alcun allarme, chi fa uso di tè, di miele e di infusi a base di erbe, potrà continuare a farlo, purché il consumo, ma forse come ogni altra cosa, non sia smodato. Così come dovrà risultare utile lo studio condotto affinché nel tempo si evitino quelle piante il cui contenuto di queste tossine risulti oltremodo eccessivo.

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