giovedì 24 gennaio 2019

Dolore da neuropatia? Mettiti a dieta subito!


Esiste un dolore subdolo, silenzioso perché non sempre si riesce a comprendere, di primo acchito, cosa vi sia alla base di questo che per certi versi è un fastidio, per altri una sofferenza vera e propria, perché chi ne è affetto riferisce spesso di avvertire un dolore vivo, urente, come se ci si scottasse con la piastra calda di un ferro da stiro. Parliamo del dolore neuropatico. Questa che può essere una vera e propria patologia anche a se stante è tanto impegnativa da curare quanto frustrante per medici e pazienti perché il dolore neuropatico non sempre è attivato da un’infiammazione, da una patologia sottostante che ne giustifica la sensazione algica. Molto spesso sono le stesse fibre nervose a trasmettere lo stimolo doloroso senza motivo o ad esasperare la sindrome dolorosa a fronte di un impegno patologico d’organo di rilevanza minore.


Quello che di fatto è accertato è che ci sono diverse patologie, vedi la neuropatia diabetica, la neuropatia post herpetica che si manifestano con questo dolore di difficile approccio terapeutico, una manifestazione dolorosa che si palesa anche dopo amputazioni, ad esempio di una gamba dove il paziente avverte dolore, movimenti, spostamenti dell’arto come se l’arto esistesse ancora, difatti parliamo della sindrome dell’arto fantasma, anche questa riconducibile al dolore da neuropatia. Quindi una sindrome difficile da curare, difficile da controllare se non con dei farmaci di diverso tipo, che impiegano spesso principi attivi non del tutto scevri da effetti collaterali spiacevoli e cosa ancor più grave è che spesso non si riesce a giungere ad una definizione della cura con relativa remissione efficace dei sintomi.

La cura: una dieta che limiti le calorie, gli esiti di uno studio italiano

Il tutto parte dalla constatazione di come un minore apporto di calorie seguito da apposita dieta abbia determinato un meccanismo fisiologico anti infiammatorio che in qualche modo non solo ha limitato il dolore neuropatico ma ne ha persino evitato la sua cronicizzazione. Sono giunti a questa conclusione ricercatori dell’Istituto di Biologia cellulare e neurobiologica del CNR e della Fondazione Santa Lucia di concerto con studiosi dell’Università di Chieti e di Milano che

sfruttando questa osservazione circa i benefici di una dieta ipocalorica, hanno anche posto in essere possibili nuovi farmaci nel contrasto della sindrome neuropatica, come si evince dallo studiopubblicato sulla rivista Plos One.

Nei nostri esperimenti abbiamo constatato che dopo un danno nervoso periferico al nervo sciatico, un regime dietetico con un ridotto apporto calorico giornaliero agisce come potente stimolo metabolico ed attivatore di un fondamentale meccanismo di sopravvivenza e ricambio cellulare, noto come autofagia (la cellula ingloba parti di sé danneggiate)”, spiega Sara Marinelli del Cnr-Ibcn,coordinatrice del progetto. I ricercatori hanno evidenziato lo stesso recupero dal dolore neuropatico anche in animali che mostrano una bassa capacità di rinnovamento cellulare. “Questi animali con ridotta capacità di autofagia presentano alterazioni metaboliche di fondo di tipo diabetico che aggravano la condizione di neuropatia”, prosegue Roberto Coccurello del Cnr-Ibcn. “Ebbene, anche con queste complicanze, una limitazione delle calorie assunte può contrastare il decorso e l’intensità del dolore neuropatico, ristabilendo un equilibrio metabolico, riducendo i processi infiammatori e facilitando la rigenerazione nervosa attraverso la stimolazione dell’autofagia. Tutto ciò in assenza di manifesti effetti collaterali, come nel caso di ricorso continuato al solo approccio farmacologico. Si tratta di un risultato che apre la strada a una concreta e innovativa strategia terapeutica”.

Lo stesso studio è propedeutico per un’altra evidenza scientifica e relativa diagnosi associata. Si potrà infatti giungere all’individuazione di appositi marcatori biologici in grado di allertare il medico sulla possibilità che il paziente presenti a breve una neuropatia associata a dolore, ancor prima che essa si presenti. Tale vantaggio consentirà l’utilizzo di appositi farmaci che possano agire prevenendo il manifestarsi della sindrome stessa.

Fonte: Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn); Irccs Fondazione Santa Lucia; Università di Chieti; Università di Milano - Studio sulla riduzione dell’apporto calorico come efficace strategia analgesica ed anti-infiammatoria; 'Effects of caloric restriction on neuropathic pain, peripheral nerve degeneration and inflammation in normometabolic and autophagy defective prediabetic Ambra1 mice', pubblicata su PLOS One
Ricercatori: Sara Marinelli, Cnr-Ibcn, Roberto Coccurello, Cnr-Ibcn, Ufficio stampa Cnr: Cecilia Migali

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