lunedì 21 gennaio 2019

Sempre più riso e sempre meno pane e pasta: gli italiani cambiano i loro gusti a tavola





La pagnotta, quella che nell’immaginario collettivo era simbolo di sopravvivenza, che per i nonni dei nostri nonni spesso rappresentava l’unico alimento a disposizione, quando riuscivano a procurarselo, perde oggi sempre più posizioni nella lista dei consumi degli italiani. Risultato, mangiamo molto meno pane di un tempo e senza scomodare i nostri trisavoli, basta guardare quanto accaduto in dieci anni per comprendere come il consumo di questo genuino alimento si sia dimezzato in un solo decennio e non è il solo alimento a perdere terreno…


I consumi di pane infatti hanno raggiunto il minimo storico, consumiamo appena 85 grammi di pane a testa, rispetto al chilo e 100 grammi riferito al 1861, anno dell’Unità d’Italia e la pasta non è da meno, gli italiani, noti consumatori anche di pasta han deciso di rinunciarvi in massa, facendoci assistere ad una flessione storica anche di questo alimento, per lo meno, se ci riferiamo alla pasta di tipo tradizionale. Nell’ordine, si assiste ad una flessione dell’1,3% dei consumi di pasta del 3% di quelli riferiti al pane, facendo un confronto con il 2016. Ma di fronte ad una diminuzione di questi consumi, chi farà la parte del leone? Il riso, dove

si assiste ad un aumento dei consumi pari al 3%. Il riso piace sempre di più agli italiani, in quanto, a torto o a ragione, viene considerato alimento dietetico, spesso piatto unico anche freddo, si pensi all’insalata di riso, solo per fare un esempio.


Per quanto riguarda il consumo di pane e pasta, se da una parte assistiamo ad una flessione, come detto, dall’altra assistiamo all’aumento dell’interesse per il pane biologico da parte dei consumatori, per i prodotti senza glutine, purtroppo anche per chi non avrebbe bisogno e non soltanto per i celiaci, e per i prodotti a base di cereali alternativi quali farro e kamut. Per la pasta si assiste all’aumento
di consumi di questo alimento per quella costituita da grano italiano, integrale e, anche stavolta, quella privata del glutine. Insomma, gli italiani cambiano i consumi e le mode fanno la parte del leone anche in tavola.
Fonte: Coldiretti

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