mercoledì 9 gennaio 2019

Tatuaggio all'hennè: attenti alle allergie e alle dermatiti a volte gravi




 Il vantaggio dei t
atuaggi all’hennè è rappresentato dal fatto che sono facili da asportare, quindi, non sono definitivi come quelli tradizionali e, poi, cosa tutt’altro che indifferente, sono indolori quando si applicano. Ma per questo possiamo sostenere che sono innocui per la salute? A giudicare dai rimedi da utilizzarsi contro i danni da questi tatuaggi parrebbe proprio di no, al punto che questo tipo di tatuaggio rappresenta la causa maggiore, in età pediatrica e adolescenziale che poi coincide con la moda imperante per queste fasce d’età, di dermatiti da contatto, con tutto ciò che ne consegue, prurito, bruciore, bolle, febbre.


Sul banco degli imputati la para-fenilendiammina, una sostanza capace di dare colore alla pelle. La stessa sostanza spesso causa di manifestazione allergiche derivanti da questa pratica. Manifestazioni tanto più frequenti quando non siamo neanche in grado di capire da dove provengono i coloranti utilizzati, fatto che accade sovente in spiaggia con tatuatori improvvisati o quando ci serviamo di fornitori on line che non garantiscono neanche la provenienza del prodotto.

Da segnalare che la para-fenilendiammina (PPD), che spesso viene aggiunta all’hennè naturale per ottenere un colore

più scuro e duraturo, è anche capace di scatenare fenomeni allergici molto violenti, in qualche caso anche con vere e proprie crisi respiratorie e shock anafilattico che hanno richiesto il ricorso immediato al pronto soccorso mettendo a rischio la stessa vita del paziente. Nei casi meno seri, in chi ha una pelle molto sensibile e delicata, può dare origine a una dermatite irritativa più lieve, ma altrettanto fastidiosa. Che la nocività di questo tipo di tatuaggio è tutt’altro che secondaria lo dimostra il fatto che oltre ai sintomi a carico della pelle o sistemici come quelli descritti, quest’ultimi, sia pure rari, i fastidi, nonostante le cure del caso non si esauriscono con qualche ora di trattamento, ma permangono anche per settimane e per molto più tempo si è osservato ,ad un anno di distanza, una ipopigmentazione cutanea sulla zona dedicata al tatuaggio. Uno dei principali imputati è come detto la para-fenilendiammina (PPD), uno dei più potenti allergeni da contatto,un colorante blu scuro attualmente vietato, secondo la legislazione europea, per uso cosmetico ad eccezione delle tinture per capelli per le quali è consentita a basse concentrazioni, fino al 6%. Per concludere, l’ideale sarebbe non ricorrere mai a queste sostanze per dar sfogo alla sola libera vanità del singolo, ma per lo meno, dovendo ricorrere ad un tatuaggio all’hennè, che almeno si sappia da dove proviene il prodotto, chi lo utilizza e che almeno la confezione contenga tutte le raccomandazioni del caso, compreso del suo utilizzo e le sostanze contenute nel prodotto in vendita.

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