Il paradosso della bromelina: salva i ragazzi di Crans-Montana ma è introvabile negli ospedali


 

Se esistesse un mondo ideale dove la scienza fosse davvero al servizio della collettività, quando si trova una molecola con proprietà terapeutiche importanti, la si studia, la si confronta, la si utilizza nell'interesse della salute pubblica. Ma questo sarebbe il mondo in cui la scienza fa la scienza ed è al servizio dell'umanità. Nel nostro mondo invece si trova una molecola, se ne intuiscono le proprietà e si chiamano i contabili per calcolare quanto ci si potrebbe guadagnare — e quanto si potrebbe perdere se il mercato non rispondesse. La differenza fra costi e ricavi decide il futuro di quella molecola. È quello che è accaduto alla bromelina.

La notizia sensazionalistica: Crans-Montana e i titoli sui giornali

Poi ci si mette la stampa, quella attenta ai titoli sensazionalistici: unisce un fatto di cronaca gravissimo all'unione di un integratore con un antibiotico, come se fosse una novità assoluta — quando invece esiste da decenni — e confonde le idee al lettore. Confuso, il lettore non distingue più dove inizia la verità e dove comincia il marketing. Come in questo caso.

Il 1° gennaio 2026 un incendio divampa in una struttura turistica di Crans-Montana, elegante località sciistica nel cantone Vallese. Dodici italiani rimangono gravemente ustionati e vengono trasferiti d'urgenza al Centro Grandi Ustionati del Niguarda di Milano. I giornali titolano pochi giorni dopo: "Bromelina e nuovi antibiotici, i farmaci che stanno salvando i ragazzi di Crans-Montana". La narrazione è perfetta: dramma, eroismo medico, scienza al servizio della vita. Peccato che dietro questa storia ci sia un paradosso che nessun titolista ha voluto raccontare.

Ananase contro NexoBrid: stessa molecola, destini opposti

Per oltre mezzo secolo la bromelina è stata nel cassetto del medico, sotto forma di Ananase. Chi non se lo ricorda? Ma era trattata con distacco, prescritta come palliativo, spesso più per non dire no al paziente che per reale convinzione terapeutica. Dopo cinquant'anni quella stessa molecola, guardata con sufficienza dalla medicina, diventa salvifica al punto da meritarsi titoloni in prima pagina. Dove sta il miracolo?

O meglio: dove sta il trucco?

Nel nome, innanzitutto. Non è più "bromelina". È NexoBrid, gel brevettato prodotto dall'azienda israeliana MediWound, autorizzato da EMA e FDA, celebrato come alternativa non chirurgica alla debridazione delle ustioni. Stessa pianta d'origine (Ananas comosus), stesso principio enzimatico — ma un destino radicalmente diverso. Perché?

La risposta non sta nella chimica. Sta nel brevetto - Perché la bromelina non è stata studiata prima?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare: sistemata così, la bromelina è più efficace, meglio dosata. Ma come mai tutto ciò non è avvenuto prima? Perché gli studi che meritava non sono stati fatti per decenni? Perché l'intuizione della sua azione selettiva sul collagene denaturato dell'escara è arrivata così tardi?

Poi arrivano i dati: lo studio DETECT, randomizzato su 175 pazienti, mostra che il 93,3% dei trattati con NexoBrid raggiunge una rimozione completa dell'escara contro il misero 4% del placebo. Il tempo mediano di debridazione scende da 6 giorni a 1. Sono numeri solidi, non folklore da erboristeria.

Ma qui scatta la contraddizione: perché questi stessi dati non sono mai stati richiesti — né ottenuti — per la bromelina "tradizionale"? Perché nessuno ha mai finanziato trial randomizzati su dosaggi, indicazioni precise, profilo di sicurezza della bromelina in compresse? La risposta è disarmante: non era brevettabile. Senza brevetto, nessun ritorno economico. Senza ritorno, nessun investimento. Senza investimento, nessuna autorizzazione regolatoria. Senza autorizzazione, nessuna legittimazione scientifica. E così la bromelina è rimasta per decenni nel limbo: né carne né pesce, tollerata ma mai celebrata.

NexoBrid: il vestito nuovo della bromelina

Poi arriva MediWound. Non inventa nulla di nuovo — ma brevetta una formulazione, standardizza un processo, conduce trial clinici costosi, ottiene l'approvazione regolatoria. E improvvisamente la bromelina — quella stessa molecola ignorata per anni — diventa "innovazione biotech", "alternativa al bisturi", "salvavita". Non è cambiata la scienza: è cambiato il vestito sociale. Da integratore marginale a farmaco ospedaliero. E con il vestito nuovo arriva la cronaca: articoli su Univadis, interviste ai chirurghi plastici, titoli sui quotidiani che parlano di "ragazzi salvati dalla bromelina".

La carenza di NexoBrid in Italia: il dato che nessuno racconta

Poi arrivano i giornaloni che santificano ciò che fa notizia: una tragedia, il lavoro indefesso di medici e ricercatori e una sostanza che fino al giorno prima nessuno si filava diventa improvvisamente salva-vita. In tutta questa magnificenza manca un dato importante: nonostante l'approvazione EMA risalga al 2012, NexoBrid oggi è carente in Italia. L'AIFA lo ha inserito nell'elenco dei farmaci irreperibili: il dosaggio da 2 grammi è cessato definitivamente dalla commercializzazione nell'ottobre 2025; quello da 5 grammi soffre di "problemi produttivi". Per trattare i ragazzi di Crans-Montana, il Niguarda ha dovuto chiedere in prestito 15 fiale a Villa Scassi di Genova — per un valore di circa 20.000 euro. Farmaco "salvavita", sì — ma introvabile nei nostri ospedali. Eppure nessun giornale titola: "Bromelina brevettata: efficace ma assente dal SSN". La narrazione preferisce l'eroismo della rete ospedaliera ("intensa collaborazione tra centri") piuttosto che interrogarsi sul perché un farmaco approvato da oltre un decennio sia oggi irreperibile. Questo è il segno evidente che non è importante informare il lettore: è importante stupirlo a suon di titoloni.

Serrapeptasi e altri enzimi dimenticati

E qui si apre una riflessione più ampia: quanti altri principi naturali sono stati trascurati non per inefficacia, ma per mancanza di business model? Pensiamo alla serrapeptasi — l'enzima del vecchio Danzen, ricavato dal batterio Serratia marcescens nell'intestino del baco da seta. non necessariamente per mancanza di efficacia, ma per la carenza di studi clinici che soddisfino i rigidi protocolli regolatori occidentali (nonostante l'ampia letteratura prodotta in Giappone e India. Negli anni '80 era prescritto per traumi, sinusiti, edemi post-operatori. Poi è sparito: non per mancanza di efficacia (esistono studi giapponesi e indiani), ma perché privo di brevetto forte, con evidenze cliniche deboli per gli standard occidentali, e soprattutto senza un'industria disposta a investire. Oggi la serrapeptasi è relegata in un angolino nascosto negli scaffali delle farmacie, nel reparto integratori. Chissà che domani qualcuno, cambiandogli il nome, aggiungendo qualcosa, brevettandolo, non la traduca in strumento immancabile nella borsa del medico. Chissà.

NexoBrid è un farmaco orfano: numeri e realtà

Non stiamo dicendo che NexoBrid non funzioni — funziona, e gli studi lo confermano. Stiamo dicendo che la medicina non giudica le molecole in astratto: le giudica attraverso il filtro del brevetto, del mercato, della regolazione. E questo filtro distorce la percezione collettiva di cosa è "scientifico" e cosa è "folklore". La bromelina non è diventata miracolosa quando è entrata in NexoBrid: è diventata visibile. Prima era invisibile non perché inefficace, ma perché economicamente irrilevante.

C'è poi un ultimo dettaglio che l'articolo originale sorvola: NexoBrid è un farmaco orfano. Destinato a una patologia rara (ustioni gravi), gode di incentivi regolatori ma ha un mercato limitato. I 16.000 pazienti trattati in 45 Paesi in oltre 12 anni sono, in realtà, un numero esiguo — segno che l'uso resta confinato a centri d'eccellenza, non diffuso nella pratica clinica quotidiana. Eppure la narrazione giornalistica lo dipinge come "salvavita universale", come se ogni ospedale italiano ne avesse scorte illimitate. Non è così. Ed è proprio questa discrepanza tra narrazione e realtà a meritare attenzione critica.

Bromelina e antibiotico: due cose diverse unite per fare notizia

Ma poteva mancare la chicca finale? Assolutamente no. Un lettore che legge "bromelina" magari ricorda lo scaffale del supermercato dove l'ha trovata in un'insalata di altre sostanze e potrebbe non prendere sul serio la notizia. Serviva un farmaco che trainasse il tutto: un antibiotico. Nella notizia sembra un nuovo antibiotico — e così non è — ma accoppiato alla bromelina diventa salvifico, quasi una nuova terapia. "Bromelina e nuovi antibiotici", come se fossero due facce della stessa medaglia. In realtà sono due cose radicalmente diverse. La bromelina (in NexoBrid) serve per la debridazione enzimatica dell'escara — cioè per pulire la ferita. L'antibiotico citato (Xacduro, cioè sulbactam-durlobactam) serve per combattere infezioni da Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi — cioè per evitare la sepsi. Due momenti terapeutici distinti, due meccanismi d'azione separati, due storie industriali differenti. Ma il giornalismo medico ama le sintesi semplicistiche: "bromelina + antibiotico = salvezza". Peccato che la realtà clinica sia più complessa — e che la bromelina, da sola, non salva nessuno. Salva un approccio multidisciplinare: chirurgia plastica, terapia intensiva, nutrizione, riabilitazione. Ma questo non fa titolo.

Conclusione: la storia la scrivono i brevettatori

Allora, torniamo a Crans-Montana. Quei dodici ragazzi sono stati curati con competenza, dedizione, e sì — anche con NexoBrid. Ma la narrazione che ne è seguita — "la bromelina li sta salvando" — è una semplificazione pericolosa. Nasconde il paradosso di un farmaco approvato da anni ma oggi carente. Nasconde il destino di altri enzimi dimenticati come la serrapeptasi. Nasconde il fatto che la scienza riconosce solo ciò che può essere incasellato, brevettato, fatturato.

E mentre i titoli celebrano il miracolo della bromelina a Crans-Montana, qualche vecchio medico di campagna sorride tra sé, ricordando quando prescriveva l'ananase con un sospiro. Stessa pianta. Destini opposti. E la storia, come sempre, la scrivono i brevettatori — non le molecole.

FAQ

Cos'è NexoBrid?

NexoBrid è un gel farmaceutico a base di bromelina purificata (Debridase®), autorizzato da EMA e FDA per la debridazione enzimatica delle ustioni gravi. È prodotto dall'azienda israeliana MediWound.

Cos'è la bromelina?

La bromelina è un enzima proteolitico estratto dall'ananas (Ananas comosus). Per decenni è stata usata come integratore (Ananase) per proprietà antinfiammatorie. In forma purificata e brevettata diventa il principio attivo di NexoBrid.

Perché la bromelina non è stata studiata prima?

Perché non era brevettabile nella sua forma naturale. Senza brevetto, nessun investimento industriale. Senza investimento, nessuno studio clinico randomizzato su larga scala.

NexoBrid è disponibile in Italia?

No. Dal 2025 è carente: l'AIFA lo ha inserito nell'elenco dei farmaci irreperibili. Il dosaggio da 2g è cessato definitivamente; quello da 5g soffre di problemi produttivi.

Cos'è la serrapeptasi?

La serrapeptasi (o serratiopeptidasi) è un enzima proteolitico del vecchio farmaco Danzen, ricavato dal batterio Serratia marcescens. Era usata per traumi e infiammazioni, oggi relegata agli integratori.

Perché i giornali parlano di "bromelina e nuovi antibiotici"?

Per semplificazione giornalistica. La bromelina (NexoBrid) serve per pulire l'escara; l'antibiotico (Xacduro) serve per combattere infezioni. Sono due terapie distinte, unite in un unico titolo sensazionalistico.

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DISCLAIMER


  • Nota importante Questo contenuto è pensato per informare, non per diagnosticare. Ogni persona è unica, e solo un medico può valutare la tua situazione in modo completo. Se hai dubbi o sintomi, parlane con un medico o con qualsiasi altro professionista della salute: la salute merita ascolto, competenza e cura personalizzata.

1. Fonti Scientifiche e Istituzionali

  • Sull'efficacia di NexoBrid (Studio DETECT): Rosenberg L, et al. "Efficacy and safety of a specialized bromelain-based concentrate for enzymatic debridement (NexoBrid) in adults with deep partial- and full-thickness burns: A central review of the DETECT phase 3 randomized controlled trial". Burns, 2022.

  • Sull'approvazione EMA: European Medicines Agency (EMA), NexoBrid (Bromelain enriched proteolytic enzyme concentrate). Documentazione pubblica europea di valutazione (EPAR).

  • Sulla carenza in Italia: Portale AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) - Elenco dei farmaci carenti. È qui che puoi citare la nota sulla cessata commercializzazione del dosaggio da 2g (ottobre 2025) e i problemi produttivi della versione da 5g.

  • Sull'antibiotico Xacduro: FDA News Release (Maggio 2023) o AIFA per l'approvazione del combinato Sulbactam-Durlobactam contro l'Acinetobacter baumannii.

  • Sulla Serrapeptasi: Bhagat S, et al. "Serratiopeptidase: A systematic review of the existing evidence". International Journal of Surgery, 2013 (che evidenzia proprio la necessità di trial più robusti secondo gli standard moderni).



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