Un controllo di routine che diventa un incubo
Immagina di essere fermato per un normale controllo stradale. Soffi nell’etilometro, aspettando con tranquillità il risultato. Poi la sorpresa: tasso alcolemico altissimo. Scatta tutto: ritiro della patente, verbale, possibili conseguenze penali.Tu però non bevi da anni. Lo ripeti, lo giuri, lo confermano persino i tuoi familiari. Eppure nessuno ti crede. Anzi, qualcuno sorride, convinto che tu stia solo cercando una scusa. Sembra una barzelletta, vero?
Alcoltest positivo senza bere: il caso che ha fatto il giro del mondo
Uno degli episodi più discussi riguarda una donna tedesca fermata a un posto di blocco. L’etilometro segnava un valore altissimo. La donna negava con fermezza: non beveva da anni per motivi religiosi. Il marito e il figlio confermavano la sua versione. Nonostante ciò, la sanzione fu applicata sul momento. Solo l’intervento successivo di un giudice, dopo aver esaminato la documentazione clinica, permise di chiarire la verità: la donna era affetta da Auto‑Brewery Syndrome, una condizione che può far risultare positivi all’alcoltest anche senza aver bevuto.
Che cos’è la Auto‑Brewery Syndrome (ABS)
La sindrome della fermentazione intestinale è una condizione rara in cui l’organismo produce alcol dall’interno, senza che la persona assuma bevande alcoliche.
Il meccanismo è sorprendente: alcuni microrganismi presenti nell’intestino fermentano i carboidrati introdotti con la dieta e producono etanolo, lo stesso alcol presente nelle bevande alcoliche.
I principali responsabili sono:
Saccharomyces cerevisiae (il lievito della birra)
Candida albicans e altre specie di Candida
alcuni batteri come Klebsiella pneumoniae
Quando questi microrganismi proliferano in modo eccessivo, la fermentazione interna può diventare significativa, fino a generare livelli di alcol misurabili nel sangue.
Fermentazione intestinale: un fenomeno raro ma reale
Una minima produzione di alcol nel nostro intestino è normale: fa parte dei processi fisiologici. Nella Auto‑Brewery Syndrome, però, questo processo diventa anomalo e incontrollato. La condizione è rara, ma documentata in letteratura scientifica. Non è una “scusa” per evitare una multa: è una sindrome riconoscibile e diagnosticabile attraverso esami specifici.
Perché si sviluppa la sindrome della fermentazione intestinale
Le cause non sono completamente comprese, ma diversi fattori possono contribuire:
1. Dieta ricca di carboidrati
Pane, pasta, dolci, zuccheri semplici: sono il carburante perfetto per i microrganismi fermentatori.
2. Alterazioni del microbiota intestinale
Antibiotici ripetuti, infezioni intestinali o terapie prolungate possono modificare l’equilibrio dei batteri intestinali.
3. Predisposizione genetica
Alcune persone metabolizzano l’alcol in modo meno efficiente, favorendo l’accumulo di etanolo endogeno.
4. Patologie preesistenti
La letteratura segnala associazioni con:
diabete mellito
malattie epatiche
disturbi della motilità intestinale
malattie infiammatorie croniche intestinali
Queste condizioni possono alterare l’ambiente intestinale e favorire la proliferazione di lieviti e batteri fermentatori.
Il caso clinico di Toronto: un esempio emblematico
Un altro caso significativo riguarda una donna di 50 anni di Toronto. Per due anni si era presentata più volte al Pronto Soccorso con sintomi compatibili con un’intossicazione alcolica:
sonnolenza improvvisa
difficoltà a mantenere l’attenzione
episodi in cui si addormentava durante attività quotidiane
cadute frequenti
Ogni volta, gli esami mostravano livelli elevati di alcol nel sangue. E ogni volta, la donna negava di aver bevuto. Una negazione credibile, confermata dai parenti della donna. La sua storia clinica rivelava un dettaglio importante: aveva sofferto per anni di infezioni urinarie ricorrenti, trattate con antibiotici come ciprofloxacina e nitrofurantoina. Assumeva inoltre un farmaco per il reflusso gastroesofageo. Questi elementi possono alterare profondamente il microbiota intestinale, favorendo la proliferazione di microrganismi fermentatori.
Come si diagnostica la Auto‑Brewery Syndrome
La diagnosi richiede una valutazione specialistica e può includere:
analisi del microbiota intestinale
test di fermentazione controllata
monitoraggio dei livelli di alcol dopo l’assunzione di carboidrati
esclusione di altre cause
È una diagnosi complessa, che non può essere improvvisata.
Alcoltest e ABS: perché non è una scusa valida
È fondamentale chiarire un punto: non basta dichiarare di avere la ABS per evitare le conseguenze di un alcoltest positivo. La sindrome è rara, documentabile e richiede esami specifici. Le Forze dell’Ordine applicano la legge sulla base del risultato dell’etilometro; eventuali contestazioni devono essere affrontate successivamente, con documentazione clinica.
Sintomi della fermentazione intestinale anomala
La Auto‑Brewery Syndrome può manifestarsi con:
sensazione di ubriachezza senza aver bevuto
confusione
sonnolenza
difficoltà di concentrazione
mal di testa
irritabilità
disturbi gastrointestinali
In alcuni casi, la persona non si rende nemmeno conto di ciò che sta accadendo.
Come si affronta la sindrome della fermentazione intestinale
Il trattamento dipende dalla causa e può includere:
modifiche dietetiche
probiotici
antifungini o antibiotici mirati
gestione delle condizioni associate
Il percorso deve essere sempre seguito da professionisti sanitari.
Perché questo tema è importante per la salute e il benessere
La Auto‑Brewery Syndrome è un esempio perfetto di quanto il nostro corpo sia complesso e di come il microbiota intestinale influenzi aspetti che non immagineremmo mai.
Raccontare queste storie significa:
aumentare la consapevolezza
combattere i pregiudizi
ricordare che non tutto è come sembra
sottolineare l’importanza dell’equilibrio intestinale
È un tema che unisce scienza, curiosità e salute quotidiana.
Conclusione
Essere fermati e risultare positivi all’alcoltest senza aver bevuto può sembrare impossibile, ma la Auto‑Brewery Syndrome dimostra che il nostro organismo può sorprenderci. Pur essendo rara, è una condizione reale, diagnosticabile e trattabile. E soprattutto, ci ricorda quanto sia fondamentale ascoltare il proprio corpo e non sottovalutare segnali insoliti.
V I S I T E
Fonti e approfondimenti
BMJ Open Gastroenterology (2019) – Case report su ABS
Journal of Clinical Medicine (2020) – Studio sulla fermentazione endogena
Canadian Journal of Gastroenterology (2018) – Caso clinico femminile
BBC News (2019) – Articolo divulgativo su ABS
The Guardian (2020) – Approfondimento giornalistico
CNN Health (2019) – Caso documentato
Cleveland Clinic – Scheda informativa sulla Auto‑Brewery Syndrome

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