Chi di noi non è stato dal proprio medico di base, magari per una sciocchezza, un raffreddore che tardava a guarire o quel fastidioso mal di gola resistente a ogni collutorio? Alla fine abbiamo pensato: vediamo di risolvere il problema con una visita medica. Certo, le file non piacciono a nessuno, ma dal proprio medico è quasi imprescindibile andare. Poi, una volta arrivato il nostro turno, ti trovi al cospetto del dottore che capisce subito il tuo disturbo e, senza neanche darti troppa retta, si china sul ricettario e ti porge la prescrizione. Inutili i tentativi di dilungarsi su altri sintomi; ormai il medico ha decretato che quello è il tuo farmaco, anche se hai fastidi qua e là — orecchie, gola, naso, lingua. Tutto è un fastidio generalizzato, ma non c’è verso: la decisione è presa.
Ma il bello viene dopo, alla voce: "Effetti collaterali lievi". “Vedrai, è leggero. Ha pochi effetti collaterali. E sono quasi tutti lievi”. Ti sembra di risentire le parole del tuo medico.
L’anatomia della prima bugia
Lievi. Come il soffio gradevole di un venticello primaverile, come la carezza di una farfalla che ha sbagliato fiore e si è posata sul tuo viso (che male può fare?), o come una piuma che ti sfiora il volto. Innocua. Vediamoli allora, questi effetti lievi. Ma basta poco per capire che la piuma si è trasformata in un mattone spigoloso e quel "lieve" assume la minaccia, tutt’altro che silenziosa, di un TIR che ti investe in autostrada. Di lieve c’è ben poco. Ed è qui che ti prende l’angoscia: ma le case farmaceutiche parlano la nostra lingua o ne hanno una tutta loro?
Nausea: Sì, potrebbe essere prevista. E non è detto che sia solo "lieve"; sono riscontrati casi di vomito incoercibile che richiedono assistenza medica immediata. Ma non era lieve? Se per un periodo non fai altro che vomitare al solo pensiero del cibo che cucina il vicino, o se il caffè del collega ti fa l’effetto di una lavanda gastrica, beh, non è il caso di definirla "lieve". Oppure sì, è lieve perché... almeno non è un’ulcera perforata!
Insonnia: Vengono riferiti casi di "lieve insonnia" all'inizio del trattamento. Lieve? Ci sono pazienti che hanno trascorso l’intera notte a tradurre dal kazako il manuale di una lavatrice smart sperando di addormentarsi per la noia e al mattino erano ancora all’indice senza averci capito niente. Alla faccia della lieve insonnia.
Cefalea: Strano questo bugiardino: nelle indicazioni era formidabile per sconfiggere la cefalea, ma eccola che si ripresenta come effetto collaterale. Se ho già il mal di testa e prendo il farmaco, cosa devo aspettarmi? La somma delle due cefalee o le due forze si annullano? Perché chi l'ha provata dice che tanto lieve non era. E se viene, che faccio? Aumento le dosi per far passare la cefalea originaria o prendo un altro farmaco per sopprimere le due cefalee sperando in una "lieve" emicrania? Scrivetelo, accidenti! Ma alla fine ho capito perché scrivono "lieve": perché non è un’emorragia cerebrale.
Ansia: Avete mai letto gli effetti avversi di un ansiolitico? È previsto che il farmaco per ridurre l’ansia possa, in rari casi, aumentarla. Immaginate se fosse così nella realtà: comprate un estintore e il produttore scrive: "In rari casi può spruzzare benzina. Ma in maniera lieve, s'intende".
Il paradosso della scatola vuota
Spesso accade con gli antidepressivi: ti danno il farmaco perché sei affetto da "lieve" depressione. Effetto collaterale? Ideazione suicidaria. E meno male che doveva tirarmi su! Prendi l’ipnoinduttore per dormire? Effetto collaterale: sonnambulismo lieve e attività notturne inconsapevoli. “E qui non sto scherzando: è scritto davvero così, nero su bianco.” Ti svegli al mattino con la carta di credito scarica perché di notte hai acquistato l'impossibile su Amazon senza chiudere occhio. È come chiamare l’idraulico per un tubo che perde in bagno e ritrovarsi la cucina allagata perché, per riparare quello, ha rotto l'altro. L'incarico l'ha svolto, nulla da dire. Ma lieve per chi?
Il dizionario delle case farmaceutiche
"Molto comune" (≥1/10): Ti succederà quasi sicuramente. Preparati.
"Comune" (≥1/100): Una persona su dieci o cento. In un condominio di 50 appartamenti, qualcuno ce l'ha di sicuro. Alla faccia della solitudine dei condomini!
"Raro" (1 su 1.000): In Italia significa circa 60.000 persone. Una città intera, come Pordenone. C’è un’intera "Pordenone" che in questo momento ha il fegato spappolato o un ictus per l'effetto "raro", ma che te ne frega? Tanto tu vivi ad Agrigento. La sfiga non è mai rara, è una certezza matematica.
"Frequenza non nota": Traduzione: "Succede, ma non abbiamo voglia di dirti quanto spesso".
Psicosomatico: la parola magica
Se la cura non funziona e stai peggio, il medico alza lo sguardo e sentenzia: "È psicosomatico, lei è solo suggestionato". Suggestionato? Passo le giornate in bagno con la diarrea profusa, ho la tachicardia da un mese, vomito dalla mattina alla sera e ora è colpa della mia mente? Ma no, è solo "un po' d'ansia".
Quando diventi un cocktail bar (La cascade prescrittiva)
Se il medico ti chiede di fare movimento, forse è solo per sortire l’effetto "shaker", utile per far funzionare tutte le pasticche che hai ingurgitato. Inizi con la Pasticca A, che ti dà il tremore B. Allora prendi la Pasticca C per il tremore, che ti dà l'insonnia D. Allora vai di Pasticca E per dormire, che ti dà la stitichezza F. E giù di lassativo, che ti dà la diarrea G. La mattina fai colazione con 8 pasticche di colori diversi: sembri un semaforo. Non sei più una persona, sei un sistema di distribuzione farmaci. E se per caso sei donna, è probabile che debba assumere l’ennesima compressa in posizione eretta come se suonassero l’Inno di Mameli ogni mattina. Si non puoi rischiare di distenderti nel letto e non per oltraggio alla bandiera, ma per non irritarti l’esofago. Una cosa è certa, ogni volta che aggiungi una pasticca, aggiungi una riga alla lista degli “effetti lievi”. È un castello di carte. E quando crolla, ti seppellisce vivo.
CONCLUSIONE: IL TIR È PASSATO, E ORA?
Alla fine cosa ci resta? Un foglietto piegato in quattro che guardiamo con terrore. La certezza che per le case farmaceutiche "lieve" è una presa in giro alla stregua di "ti richiamo io". La prossima volta che il dottore vi dice "tranquillo", sorridete e pensate a quel TIR. Stavolta ho esagerato, lo ammetto, ma ho appena preso una pastiglia per il mal di gola e mi sa che l’effetto "lieve" si sta già manifestando.
Disclaimer (che non leggerà nessuno): Questo non è un consiglio medico. Se state male, andate dal dottore. Ma portatevi un avvocato.
V I S I T E

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