domenica 7 luglio 2013

Trapianto d'organi: adesso ce li "costruiamo" in laboratorio!


Non è mai semplice trovare un nuovo organo per un paziente che basa il proprio futuro proprio su un trapianto. Ma sappiamo che il ricorso ad un organo sano da un donatore è quasi sempre accompagnato da dolore per la dipartita del donatore e, comunque, etica a parte, è risaputo come sia arduo il ricorso a sempre nuovi organi sani. La soluzione? Ricreare in laboratorio l’organo che si vuole impiantare su un paziente.


E così, quella che sembrava pura fantascienza, diviene semplice  realtà, grazie all’apporto delle cellule staminali con le quali è già possibile ricreare in laboratorio il rene e presto anche il fegato. La procedura è… semplice, si tratta di sfruttare le cellule staminali plutipotenti indifferenziate dallo stesso individuo che abbisogna dell’organo nuovo ed il “gioco” è fatto!
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I ricercatori dell'Università di Yokohama, in Giappone, hanno sperimentato nei topi la possibilità di rigenerare il fegato, organo che in natura ha già una caratteristica rara, quella di poter ricrescere. Tanto che la chirurgia consente oggi di asportare fino al 75% della sua massa, conservando la funzionalità della ghiandola chiave per molte funzioni dell'organismo, dalla digestione al controllo degli zuccheri, fino alla depurazione di sostanze tossiche. Ma il fegato è anche un organo fittamente vascolarizzato e questa condizione è la vera sfida per gli scienziati e per la Medicina rigenerativa. “ll prossimo passo sarà quello di provare a infondere le gemme attraverso il flusso sanguigno”, spiega Takanori Takebe, che ha coordinato la ricerca. “Il trapianto di 'gemme' epatiche può essere una soluzione per l’insufficienza epatica – aggiunge Takebe –. Questa stessa tecnica si potrà sperimentare per pancreas, reni e polmoni”.
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