AGGIORNAMENTO 2026
Se c’è una condizione che toglie il sonno alle donne — più per la paura che per i sintomi — è il fibroma uterino. Appena sentono la parola “tumore”, anche se seguita da “benigno”, scatta l’allarme: bisturi, sala operatoria, isterectomia… e con essa, la sensazione di perdere qualcosa di essenziale: la femminilità, la fertilità, il controllo sul proprio corpo. Ma la realtà? È molto meno drammatica. I fibromi (o miomi, come li chiamano i ginecologi) sono estremamente comuni: colpiscono fino al 70% delle donne nel corso della vita. E nella stragrande maggioranza dei casi, non richiedono alcun intervento chirurgico.
Perché? Perché non tutti i fibromi sono uguali. Chiamarli tutti allo stesso modo è come definire ogni mal di testa “emicrania”. Non è solo impreciso: è fuorviante.
Dove stanno, fa la differenza
I miomi si classificano per posizione:
Sottomucosi: dentro la cavità uterina: causano mestruazioni abbondanti, anemia, infertilità
Intramurali: nel muscolo uterino: possono far ingrossare l’utero, causare senso di peso
Sottosierosi: verso l’esterno: spesso asintomatici, scoperti per caso durante un’ecografia
Il punto cruciale: solo alcuni tipi danno sintomi. Molti restano ospiti silenziosi per anni — senza crescere, senza disturbare. Non sono bombe a orologeria. Sono semplicemente… presenti.
Quando preoccuparsi? Solo se ci sono sintomi veri
Non basta un referto. Conta come ti senti. I veri campanelli d’allarme sono:
Mestruazioni così abbondanti da dover cambiare assorbente ogni ora. Perdite fuori ciclo che durano giorni. Dolore pelvico costante (non solo mestruale). Pressione sulla vescica (pipì frequente) o sull’intestino (stipsi).
Attenzione: in perimenopausa, qualsiasi sanguinamento anomalo va approfondito — non per i fibromi, ma per escludere alterazioni endometriali. A quell’età, il corpo manda segnali che vanno ascoltati con cura.
La vera rivoluzione: oggi si preserva, non si rimuove
Un tempo, alla diagnosi di fibroma seguiva quasi sempre una data per l’intervento — spesso con isterectomia. Oggi? L’isterectomia è l’ultima opzione, non la prima. Perché sappiamo che:
L’utero non è un organo “usa e getta”
La chirurgia ha rischi, tempi di recupero, impatto psicologico Spesso, basta gestire i sintomi, non eliminare l’organo. Opzioni moderne: graduali, personalizzate, rispettose
1. DIU al progesterone (LNG-IUS)
Riduce drasticamente il sanguinamento… ma solo se il fibroma non deforma la cavità uterina. Non cura il fibroma, ma il suo sintomo principale.
2. Farmaci mirati (niente estrogeni!)
Gli estrogeni alimentano i fibromi. Oggi si usano: Modulatori del progesterone (es. ulipristal — con monitoraggio epatico)
Antagonisti del GnRH (es. elagolix): bloccano gli ormoni che li nutrono
Progesterone in gel o pillola: per ridurre il flusso
Nessuno li fa sparire per sempre. Ma aiutano a conviverci.
3. Tecniche mini-invasive - Se serve intervenire:
Miomectomia laparoscopica: si toglie solo il fibroma
Embolizzazione arteriosa: si “affama” il fibroma
FUS-MRI: ultrasuoni focalizzati, zero cicatrici
Niente più “apri e togli tutto”. Oggi si preserva, si personalizza, si rispetta.
E l’isterectomia? Esiste ancora — ma non è la regola
È indicata solo in casi specifici:
Fibromi giganti. Sanguinamento invalidante non controllabile. Donna in post-menopausa con sintomi gravi. Ma non è “la fine”. E soprattutto: non è l’unica via. Chi dice “tanto lo devi togliere” senza valutare alternative… forse non è aggiornato.
Miti da sfatare (con le fonti)
“I fibromi diventano maligni.”
Falso. Il leiomioma maligno è rarissimo (1 su 1000) e non deriva dai fibromi benigni. (ESHRE 2023)
“Se li hai, non puoi avere figli.”
Dipende dalla sede. Solo i sottomucosi interferiscono con la fertilità. (SIGO 2024)
“La pillola li fa passare.”
No. Quella classica (con estrogeni) li peggiora. (ACOG 2025)
“Basta mangiare bio e passano.”
La dieta aiuta la salute generale, ma non dissolve i fibromi.
La domanda che decide tutto: vuoi figli?
Questa è la chiave. Se sì: si evita l’isterectomia, si sceglie la miomectomia o terapie mediche. Se no: si valuta l’opzione più efficace per i sintomi — anche l’isterectomia, se necessaria Ma mai, mai una decisione senza questa domanda.
Conclusione: non drammatizzare è la prima regola
Avere un fibroma non è una malattia. È una variante anatomica comune — come avere i capelli ricci o gli occhi verdi. Diventa un problema solo se dà sintomi. E anche allora, oggi abbiamo strumenti per gestirlo senza eroismi, senza paure, senza rimuovere organi a casaccio. Quindi: Non ignorare i sintomi. Non farti terrorizzare da un referto. Chiedi sempre: “Quali sono le opzioni per me?” E ricorda: il tuo utero non è un difetto da correggere. È parte di te.
Se vuoi vedere come si approciavano clinicamente i fibromi nell'ormai lontano 2012 ecco un esempio sempre su questo blog
V I S I T E
DISCLAIMER
Nota importante Questo contenuto è pensato per informare, non per diagnosticare. Ogni persona è unica, e solo un medico può valutare la tua situazione in modo completo. Se hai dubbi o sintomi, parlane con un medico o con qualsiasi altro professionista della salute: la salute merita ascolto, competenza e cura personalizzata.
Fonti scientifiche (2023–2026)
ESHRE – Guidelines on the management of fibroids (2023)
SIGO – Linee Guida sui Fibromi Uterini (2024)
ACOG – Practice Bulletin No. 228: Uterine Fibroids (2025)
AIFA – Schede tecniche di elagolix, ulipristal, LNG-IUS

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