martedì 17 gennaio 2023

Obesità: l'insonnia potrebbe esserne la causa

 

Fino adesso, quando ci si riferiva al sovrappeso o peggio ancora all’obesità, si guardava solo alla quantità di calorie assunte, al tipo di alimento ingerito, all’eventuale o minore attività fisica e al famigerato ago della bilancia per constatare gli eventuali progressi fatti. Adesso tutto ciò è solo una parte della riuscita o meno di una dieta, adesso si guarda oltre, molto oltre.




Secondo recenti studi scientifici a interagire sul nostro peso e, quindi sulla possibilità o meno di divenire obesi, entra in scena anche il riposo notturno, il sonno nello specifico. Nei fatti, se dormi poco, male e soffri di risvegli continui notturni, rischi l’obesità e persino il diabete, riguardo quest’ultima condizione, si riscontra iperglicemia a digiuno, insulina resistenza e ridotta tolleranza glucidica. Ad entrare in campo, nel peggioramento della qualità del sonno e spesso della stessa insonnia, per poi conclamare nei disturbi di cui sopra, l’apnea notturna, sopratutto ostruttiva, quella condizione che costringe il soggetto che ne soffre a problemi respiratori a causa di un’interruzione del respiro per diverse decine di secondi per volta ripetute durante tutta la notte. Quest’ultima condizione oltre a far sprofondare in uno stato di angoscia il paziente che avverte uno stato di soffocamento e si sveglia repentinamente per tale ragione, ha ripercussioni anche nelle ore di veglia con ricadute importanti sulla qualità della vita stessa di chi ne soffre, oltre ad essere causa di diversi incidenti anche gravi per via di microsonni cui il soggetto va incontro di giorno.

La privazione del sonno interagisce negativamente sul metabolismo

Secondo studi scientifici condotti in tutto il mondo, la privazione di sonno causa una maggiore secrezione di orexine, un neurotrasmettitore che agisce sul sonno ma anche su umore e appetito, così come la privazione del sonno è anche responsabile della minore secrezione di leptina, che è l’ormone che induce la sazietà nell’individuo, mentre di contro, induce maggiore produzione di ghrellina che è quell’ormone che induce la fameCiò che verrebbe da chiedersi a questo punto è. Se dormo meno, consumerò più calorie per il solo fatto di stare in movimento per più ore al giorno. Ebbene, anche questo è stato smentito dagli studi scientifici in essere. Il maggiore dispendio di energia, che dovrebbe riguardare le persone che dormono meno, sono vanificati da tutte le situazioni che si vengono a creare con la perdita di sonno come quelle appena viste.

Fonte: societaitalianadiendocrinologia

Cecilia Mancini1, Eleonora Poggiogalle1,Caterina Lombardo2

1 Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sapienza Università di Roma, Roma, Italia
2 Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma, Roma, Italiat





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