Emorroidi: la fine di un mito e il ritorno alla realtà

 


È caduto un altro mito: quello che un tempo vedeva nelle emorroidi una sorta di punizione dall’Alto per i nostri comportamenti incoscienti e dediti al vizio. Le emorroidi — tenute celate come un segreto di Stato — non "castigano" solo chi fa vita sedentaria. Non sono la condanna per chi lavora chiuso in ufficio, seduto al punto da tenere un frigo bar a portata di mano per non alzarsi mai.

Non sono il fio di una vita dissoluta tra salumi, dolciumi e poco moto e alimentazione strampalata. Le emorroidi raccontano una storia che attraversa atleti, asceti, bulimici e anoressici. Sono tutto meno quello che si credeva fino a quindici anni fa.

Cosa sono davvero (non sono vene rotte)

Dimentica quello che leggevi nel 2012. Le emorroidi non sono vene malate. Sono cuscinetti di tessuto vascolare che abbiamo tutti: servono a sigillare il canale anale come "guarnizioni biologiche". Quando perdono tono per stitichezza cronica, sforzi o gravidanza, prolassano. Non è una malattia infettiva, è un crollo strutturale. Come un viadotto autostradale che collassa per incuria: per aggiustarlo non basta un po' di cemento superficiale, bisogna agire sulle fondamenta.

Il rischio del "fai da te" e delle autodiagnosi

Il vero problema è la nostra incrollabile fiducia nell’autodiagnosi. Vediamo sangue sulla carta igienica e pensiamo subito: "Ah, le solite emorroidi". Chiamiamo il medico già convinti della diagnosi e lui, magari conoscendoci poco, ci prescrive la ricetta senza approfondire.

Ma il sangue rettale può significare molte cose: ragadi, diverticoli, infiammazioni intestinali e, purtroppo, anche tumori. Non serve spaventarsi per un episodio isolato dopo uno sforzo immane, ma bisogna capire che non esiste il "solito sangue". Esiste solo il sangue che va valutato. Un proctologo non ti giudicherà, anzi, ti ringrazierà per non aver perso tempo. Le emorroidi non uccidono; ignorare altre cause, invece, può farlo.

La vera cura: fibra, acqua e tempo

Sembra noioso, lo so. Ma la triade magica composta da fibra solubile (avena, psyllium, mele con buccia), almeno 1,5 litri d'acqua al giorno e 5 minuti in bagno senza fretta funziona nel 70% dei casi lievi. Questo approccio rompe il circolo vizioso: stipsi più sforzo quindi prolasso, dolore, paura di andare in bagno, peggioramento della stipsi. Ecco come agire:

Gestione Alimentare e Idratazione: I Pilastri della Prevenzione

La gestione delle emorroidi non può prescindere da un intervento sulla consistenza delle feci. Non si tratta di applicazione esterna (come impacchi), ma di una strategia bio-meccanica basata sull'ingestione di specifici nutrienti:

  • Fibra Solubile (Avena, Psyllium, Mele con buccia): A differenza della fibra insolubile, quella solubile ha la capacità di legarsi all'acqua nel tratto digerente, trasformandosi in un gel viscoso. Questo processo aumenta il volume fecale e ne mantiene la morbidezza, riducendo drasticamente il trauma meccanico e la pressione sulle vene emorroidarie durante l'evacuazione.

  • Idratazione (Almeno 1,5 litri d'acqua al giorno): L'acqua è il "carburante" necessario affinché la fibra possa agire. Senza un apporto idrico costante, la fibra (in particolare lo psyllium) rischia di compattarsi eccessivamente nel colon, ottenendo l'effetto opposto alla mobilità intestinale desiderata.

Nota Tecnica: L'integrazione di fibre deve essere graduale per permettere al microbiota intestinale di adattarsi, riducendo il rischio di meteorismo o tensione addominale.

E gli integratori? 

Diosmina, esperidina, centella... non sono inutili, ma non sono più la "soluzione definitiva" di un tempo. Possono aiutare nel breve termine, ma c'è un rischio: potrebbero mascherare i sintomi di un problema diverso, ritardando una diagnosi corretta.

Creme e chirurgia: istruzioni per l'uso

Le creme anestetiche o al cortisone danno sollievo immediato, ma vanno usate con criterio. Il cortisone usato per settimane assottiglia la mucosa, peggiorando la situazione nel tempo. E ricordiamoci: nessuna crema fa "rientrare" un prolasso.

Se dopo 3-6 mesi di approccio conservativo non ci sono miglioramenti, si valuta la chirurgia. Oggi esistono tecniche mini-invasive come:

  • THD (Legatura Doppler): sutura le arterie che irrorano i cuscinetti.

  • Laser: vaporizza il tessuto in eccesso.

  • PPH (Emorroidopessi): per casi selezionati.

Questi interventi hanno recuperi brevi, ma attenzione: se non cambiano le abitudini, le emorroidi tornano. Il bisturi non può nulla contro uno stile di vita sbagliato.

Miti da sfatare con ironia (ma seriamente)

  • "Colpiscono solo chi sta seduto": Falso. Colpiscono chi sforza. Puoi stare in piedi 12 ore e soffrirne comunque.

  • "Se non sanguini, non sono emorroidi": Falso. Possono dare solo prurito o fastidio.

  • "Basta evitare il peperoncino": Il peperoncino non le causa. Ma se sono già infiammate, brucia. Come mettere limone su una ferita.

  • "Solo gli anziani ne soffrono": Ci sono ventenni con problemi gravi causati da diete iperproteiche senza fibre e poca acqua.

Conclusione: smettiamo di sussurrare

Le emorroidi sono comuni e gestibili. Non richiedono eroismo, né segreti, né vergogna. Richiedono buon senso, una visita seria e pazienza. Se qualcuno ti guarda strano, rispondigli: "Sì, sono emorroidi. E allora?". La salute non è mai imbarazzante, è solo vita vissuta con un po' più di attenzione.

Box Approfondimento: Non tutte le fibre sono uguali

Tipo di FibraCosa fa nel tuo corpoDove la trovi (Esempi)Effetto sulle Emorroidi
Fibra SolubileAssorbe acqua e diventa una sorta di "gel". Rallenta la digestione e ammorbidisce le feci.Avena, mele (polpa), agrumi, carote, psyllium, legumi.Essenziale: Rende le feci soffici, evitando lo sforzo che causa il prolasso.
Fibra InsolubileNon si scioglie in acqua. Funziona come una "scopa" che accelera il passaggio del cibo nell'intestino.Crusca di frumento, cereali integrali, buccia della frutta, verdure a foglia verde.Utile: Previene la stitichezza "da pigrizia" intestinale, ma va accompagnata da molta acqua.
Il consiglio finale: Se passi da zero fibre a un carico eccessivo tutto in un colpo, preparati a gonfiori e gas. Introducile gradualmente e, soprattutto, bevi. Senza acqua, la fibra diventa un tappo di cemento, peggiorando proprio quello che volevi curare.

Fitoterapia e integratori: alleati o distrazioni?

Parliamo di fitoterapia. Spesso ci si lancia sui "rimedi naturali" con la stessa foga con cui si cerca un miracolo, ma nel caso delle emorroidi abbiamo visto che  non sono la cura definitiva, sicuramente un supporto più legato ai sintomi. Cosa significa ciò, che se dopo un primo miglioramento anche con la fitoterapia le emorroidi tornano è proprio il caso di approfondire. 

  • Diosmina e Bioflavonoidi: Sono i più comuni. Estratti spesso dagli agrumi, agiscono sul tono venoso e sulla permeabilità capillare. Possono aiutare a ridurre il gonfiore e il sanguinamento nelle fasi acute, ma non "curano" il prolasso. Se il tessuto è sceso, la diosmina non lo tira su.

  • Ippocastano (Escina): Ha proprietà anti-edemigene, ovvero aiuta a drenare i liquidi che si accumulano nei cuscinetti infiammati.

  • Rusco e Centella Asiatica: Migliorano la resistenza dei vasi. Utili per dare sollievo alla sensazione di "pesantezza".

Il limite invalicabile: Il rischio reale di questi integratori è la distrazione. Se prendi una bustina e il sangue sparisce per qualche giorno, potresti sentirti rassicurato e rimandare la visita medica. Ma se dietro quel sangue c'è un'infiammazione cronica o qualcosa di peggio, hai solo "truccato" il sintomo perdendo tempo prezioso. Usali per il sollievo momentaneo, ma mai come scusa per non farti visitare.

Attenzione alle controindicazioni: il "naturale" non è innocuo

Quando parliamo di fitoterapia, l'errore più comune è pensare che "naturale" significhi "privo di rischi". Se una sostanza ha un effetto biologico, ha potenzialmente anche degli effetti collaterali o delle interazioni pericolose.

  • Interazioni con farmaci: Molti estratti usati per le emorroidi (come il Rusco o l'Ippocastano) possono interferire con i farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici. Se stai già seguendo una terapia per il cuore o la pressione, l'aggiunta di questi integratori senza controllo medico può aumentare il rischio di emorragie.

  • Gravidanza e Allattamento: Nonostante le emorroidi siano frequenti in queste fasi, l'uso di bioflavonoidi e derivati non è sempre raccomandato. Non ci sono abbastanza studi che ne garantiscano la totale sicurezza per il feto.

  • Effetti gastrointestinali: Dosi elevate di questi estratti possono causare nausea, bruciore di stomaco o diarrea. Paradossalmente, una diarrea indotta dall'integratore può irritare ulteriormente il canale anale, peggiorando il prolasso che volevi curare.

In sintesi: Prima di iniziare un ciclo di integratori, anche se acquistati liberamente, un passaggio dal medico è d’obbligo, specialmente se soffri di altre patologie. La fitoterapia è un supporto importante ma che va messo in mano a professionisti, medici, fitoterapisti, non una terapia sostitutiva "fai-da-te".

TUTTO BELLO VERO?

Ma alla fine quali sono i consigli per prevenire questo disagio?

Ecco quali sono le istruzioni pratiche e asettiche per far funzionare correttamente l'ingranaggio intestinale senza distruggere i cuscinetti emorroidari.

Possiamo riassumere lo stile di vita ottimale in quattro pilastri fisici (e non morali):

1. La Regola dei 5 Minuti (L'anti-stazionamento)

Il bagno non è una biblioteca né una sala giochi per lo smartphone.

  • Perché: La posizione seduta sul water, a causa della conformazione dell'asse rettale e della forza di gravità, favorisce il ristagno di sangue nei cuscinetti emorroidari. Più tempo passi seduto, più "pompi" sangue nelle emorroidi, facilitandone il prolasso.

  • L'azione: Entra solo quando lo stimolo è reale. Esci entro 5 minuti, che l'operazione sia conclusa o meno.

2. La Dinamica della Defecazione (Lo sgabello)

L'essere umano è progettato per evacuare in posizione accovacciata, non seduto a 90 gradi.

  • Perché: Da seduti, il muscolo pubo-rettale crea una sorta di "strozzatura" (un angolo) che ostacola il passaggio delle feci, costringendoti a spingere di più.

  • L'azione: Usa uno sgabello basso (15-20 cm) sotto i piedi mentre sei sul water. Elevando le ginocchia sopra il livello delle dita dei piedi, l'angolo retto-anale si appiattisce e le feci scivolano via con uno sforzo minimo.

3. La Gestione del Carico (Fibra e Acqua)

Come abbiamo già visto, non è una dieta dimagrante, è ingegneria dei materiali.

  • Perché: Feci dure richiedono la manovra di Valsalva (la spinta a glottide chiusa), che aumenta la pressione intraddominale e "spara" i cuscinetti verso l'esterno.

  • L'azione: * Acqua: Almeno 1,5/2 litri. Senza acqua, la fibra crea un blocco solido.

    • Fibra Solubile: 25-30 grammi al giorno. Se non arrivi con la dieta, lo Psyllium è lo standard scientifico: crea un gel che lubrifica il transito.

4. L'Attività Fisica "Amica"

Non tutto il moto è uguale per chi ha problemi emorroidari.

  • Cosa evitare: Sollevamento pesi estremo (bodybuilding pesante) o ciclismo intenso su selle strette e rigide durante le fasi acute, poiché aumentano la pressione pelvica o il trauma locale.

  • Cosa fare: Camminata veloce, nuoto o ginnastica dolce. Il movimento stimola la peristalsi naturale dell'intestino, riducendo il tempo di permanenza delle feci nel colon (dove perdono acqua e diventano dure).

A proposito: se ami l'archeologia editoriale, guarda cosa dicevamo 14 anni, in questo articolo sulle emorroidi;  sembra un secolo, ma le acquisizioni scientifiche sono andate vanti molto velocemente.

V I S I T E:


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DISCLAIMER


  • Nota importante Questo contenuto è pensato per informare, non per diagnosticare. Ogni persona è unica, e solo un medico può valutare la tua situazione in modo completo. Se hai dubbi o sintomi, parlane con un medico o con qualsiasi altro professionista della salute: la salute merita ascolto, competenza e cura personalizzata.
FONTI: Per chi vuole approfondire: Bibliografia Scientifica"

1. Sulla natura delle emorroidi (Non vene varicose, ma cuscinetti)

  • Fonte: Thomson, W. H. (1975). "The nature of haemorrhoids". British Journal of Surgery. * Perché è importante: È lo studio storico che ha cambiato la medicina, dimostrando che le emorroidi sono cuscinetti vascolari normali che prolassano e non "vene rotte".

  • Fonte: Loder, P. B., et al. (1994). "Haemorrhoids: pathology, pathophysiology and aetiology". British Journal of Surgery.

2. Sull'efficacia della fibra e dell'idratazione (La "Triade")

  • Fonte: Alonso-Coello, P., et al. (2005). "Fiber for the treatment of hemorrhoids: a Cochrane systematic review".

    • Perché è importante: La Cochrane Review è il "gold standard" della prova scientifica. Questo studio conferma che l'integrazione di fibre dimezza il rischio di persistenza dei sintomi e sanguinamento.

  • Fonte: Garg, P. (2018). "Effect of dietary fiber on hemorrhoids: A direct correlation". World Journal of Gastroenterology.

3. Sull'uso di flavonoidi (Diosmina, Esperidina)

  • Fonte: Caperle, M., et al. (2014). "Efficacy of a mixture of diosmin, troxerutin and hesperidin in the treatment of hemorrhoids".

    • Perché è importante: Conferma che i flavonoidi aiutano nei sintomi acuti (dolore e sanguinamento), ma non risolvono la causa meccanica del prolasso.

4. Sulla posizione e lo sforzo (Lo "sgabello" e la pressione)

  • Fonte: Sikirov, D. (2003). "Comparison of straining during defecation in three positions: results and implications for human health". Digestive Diseases and Sciences.

    • Perché è importante: Dimostra scientificamente che la posizione seduta classica (90°) aumenta lo sforzo necessario rispetto alla posizione accovacciata (o con sgabello).

5. Linee Guida Internazionali (Il riferimento per i medici)

  • Fonte: American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS). "Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids" (aggiornate 2018/2020).

  • Fonte: European Society of Coloproctology (ESCP). "Hemorrhoidal Disease: A Joint Position Statement" (2019).












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