martedì 5 giugno 2012

Cibi per l'infanzia: ma sono davvero per l'infanzia?


Baby food ma per adulti. Non è un controsenso, perché spesso viene spacciato come "cibo per l'infanzia" quello che invece è destinato agli adulti, con pochi ritocchi soprattutto di marketing e il rischio che gli alimenti destinati ai più piccoli contengano pesticidi, metalli pesanti, micotossine di cui invece dovrebbero essere privi. L'allarme è stato lanciato dalla Federazione dei Medici Pediatri (Fimp). I pediatri hanno messo in moto un sistema di monitoraggio e di analisi su tutta una serie di prodotti per adulti che vengono mascherati da baby food, come biscotti e merende, succhi di frutta e pasta.

"L'Italia regola con una normativa più stringente e puntuale l'alimentazione per l'infanzia. La legge tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi - spiegano i pediatri - Ma distingue tra adulti e 'children' (da 0 a 3 anni). Imponendo per questi ultimi limiti molto più ristrettivi vicini allo zero analitico. Con un ulteriore distinguo: solo i prodotti specificamente dedicati a questa fascia (baby food), e soggetti a notifica ministeriale, devono rispettare i limiti per i children". Nel caso del deossinivalenolo, ad esempio, "è ammessa una dose fino a 750 parti per miliardo (microgrammi/chilo) per l'adulto, mentre per i 'children' il tetto scende a 200 ppb".

L'allerta sul fenomeno era stato lanciato già a maggio dal settimanale Il Salvagente, che aveva analizzato una serie di campioni di pasta e pastina per bambini. E suscita la preoccupazione del Moige - Movimento genitori, che ha chiesto oggi un intervento del Ministero della Salute. "La presenza denunciata dai medici pediatri della Fimp di micotossine oltre la soglia stabilita per legge nei prodotti presentati e venduti come baby food ci preoccupa moltissimo", ha detto il presidente Moige Maria Rita Munizzi.
"Riteniamo che i prodotti alimentari destinati all'infanzia debbano essere rigorosamente conformi ai dettami normativi. La legislazione italiana in materia è, d'altra parte, all'avanguardia in Europa, assicurando elevati standard qualitativi. La salute dei bambini viene prima di tutto e non può essere secondaria a logiche di mercato. Aspettiamo con grande interesse i risultati del sistema di monitoraggio messo in atto dalla Fimp - conclude Munizzi - ma allo stesso tempo chiediamo un intervento urgente del Ministero della Salute, affinché sia fatta chiarezza nella distinzione tra i cibi per l'infanzia (per bambini 0-3) e quelli per adulti promossi come baby food. Non vogliamo che i nostri figli corrano dei rischi, per questo è importante che anche le famiglie, talvolta poco informate, siano messe al corrente dei limiti previsti".

Ufficio Stampa Help Consumatori

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