lunedì 24 dicembre 2018

Morbo di Crohn: diremo addio ai biologici?




Forse è ancora presto per immaginare uno stravolgimento dell’approccio terapeutico nei confronti del Morbo di Crohn, ma forse qualcosa sta cambiando nei confronti di questa temibile malattia autoimmune, con l’avvento di un nuovo farmaco, ancora sperimentale, ma che nei prossimi mesi potrebbe fare la comparsa anche in Italia.



Il nuovo farmaco, almeno a detta degli scienziati che, tuttavia, inducono alla prudenza nelle aspettative, potrebbe garantire una remissione dei sintomi anche in ragione del 75% in soli due anni. La ricerca medica avrebbe infatti scoperto una sostanza farmacologica che potrebbe agire direttamente sulla flora batterica intestinale, manipolandola adeguatamente, in sinergia con l’utilizzo delle cellule staminali in grado di riparare i danni che la malattia ha prodotto nei tessuti degli organi coinvolti.

Verrebbe in questo modo stravolto l’approccio terapeutico della medicina nei confronti del Morbo di Crohn, passando dall’utilizzo dei biologici, scarso per la verità in Italia rispetto agli altri Stati d’Europa, ad un trattamento come quello appena visto? E’ ancora presto per dirlo, ma la strada imboccata sembrerebbe quella giusta al punto che potrebbe ipotizzarsi un approccio terapeutico combinato con cellule staminali e relativo trapianto fecale i cui risultati non sono ancora stati del tutto confermati e con un farmaco che agisce a monte ovvero sulla flora batterica a tutto vantaggio del paziente. Qualora si riuscisse a passare dalla teoria ai fatti, il nuovo farmaco potrebbe entrare in commercio nel volgere di due anni.

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