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Morti da vaccino Covid: fra conti correnti congelati e cuori mai aperti

 


L'illusione dei grandi numeri: perché lo studio canadese è una pagliacciata

È uscito uno studio in Canada (Ontario, marzo 2026) che analizza 6 milioni di persone tra i 12 e i 39 anni per dirci, con la freddezza di un foglio Excel, che non esiste correlazione tra vaccini e morti improvvise nei giovani sani. I titoli dei giornali sono già pronti a celebrare l'assoluzione definitiva. Ma se usiamo il microscopio del dubbio, la struttura di questa "verità" crolla sotto il peso di tre fatti che nessuno vi dirà.

1. Il ragazzo invisibile: se non cerchi, non trovi

Lo studio si basa su database amministrativi (ICES/Public Health Ontario). Significa che il computer legge quello che un burocrate ha scritto su un foglio. Se un ragazzo muore in casa e il sistema, per prassi o per fretta, archivia il caso come "arresto cardiaco" senza un'autopsia clinica specifica (quella istologica che cerca le cicatrici nel muscolo cardiaco), quel decesso ai fini della statistica è una "morte naturale". Dichiarare che "non ci sono prove" dopo aver deciso di non fare l'unica analisi (l'autopsia fisica e microscopica) che quelle prove potrebbe trovarle, non è scienza. È contabilità del silenzio.

2. Il paradosso dei freni: l'arbitro è il proprietario della squadra

Qui entriamo nel campo del conflitto di interesse più spudorato. Lo studio è finanziato e gestito dagli stessi enti governativi che hanno imposto gli obblighi. Immaginate una casa automobilistica che esegue i test di sicurezza sui propri freni difettosi. Se ammettesse il guasto, dovrebbe risarcire miliardi e chiudere i battenti. Secondo voi, quel test sarà mai davvero "asettico"? Ovviamente no. Non cercano la verità, ma una giustificazione per le scelte politiche fatte.

3. Il metodo Canada: dai conti correnti ai laboratori

Non possiamo dimenticare chi ha firmato questi studi. È lo stesso potere che, durante le proteste del "Freedom Convoy" degli autotrasportatori (febbraio 2022), ha usato il pugno di ferro burocratico arrivando a congelare i conti correnti e revocare targhe e assicurazioni dei mezzi a chi manifestava il proprio dissenso tramite l'invocazione dell'Emergencies Act. Un sistema che toglie il pane ai propri cittadini per piegarne la volontà ha perso ogni diritto di chiamarsi "neutrale". Quando la scienza diventa l'ufficio stampa di un governo coercitivo, smette di essere ricerca e diventa propaganda amministrativa.

Terremoto scala Richter: il funerale della logica e il divulgatore "pentito"

L'antipasto: Il professionista in ginocchio

In questi giorni abbiamo assistito a uno spettacolo deprimente:  "divulgatori" da social che chiedono quasi scusa. "Scusate se ho dubitato, ora la Scienza mi ha rassicurato". Vedere un uomo di scienza che chiede quasi scusa per aver esercitato il dubbio è come vedere un cane che chiede scusa perché sa abbaiare. Non si scusano perché hanno capito; si scusano perché hanno trovato un padrone (lo studio dell'Ontario) che gli permette di smettere di pensare.

Il corpo del reato: Il ragazzo che non esiste

Lo studio canadese è una pagliacciata perché si basa sul vuoto. Se un ragazzo di vent'anni muore nel sonno in Ontario, la burocrazia spesso mette una croce su "morte naturale". Fine. Nessuno apre quel torace. Nessuno va a cercare la miocardite o le proteine Spike tra le fibre del cuore. Poi arriva lo scienziato col camice bianco, accende il computer, vede che sul database c'è scritto "morte naturale" e conclude: "Visto? Il vaccino non c'entra". Grazie al cavolo! Se decidi di non guardare, non troverai mai nulla. È una scienza per ciechi voluta da chi ha interesse a non vedere.

Il pentimento del "cane da riporto"

Avete presente quando il vostro cane combina una marachella? Torna da voi strisciando, con la coda tra le gambe, implorando perdono. Ecco, vedere certi professionisti della salute oggi fa lo stesso effetto. Si scusano per aver "osato" dubitare del sistema. Ma c'è una differenza: il cane si pente perché vi vuole bene; questi "scienziati" si pentono perché hanno trovato un nuovo padrone che gli ha dato il permesso di smettere di pensare.

Il padrone gli ha lanciato l'osso: lo studio dell'Ontario. E loro, come bravi cani da riporto, lo portano in giro come fosse un trofeo di verità assoluta. Non si chiedono se quell'osso sia di plastica, o se chi glielo ha lanciato sia lo stesso che gli ha messo il guinzaglio corto congelandogli il conto in banca.

La dignità della bottega vs. il guinzaglio del potere In bottega, se un fornitore ti tira un pacco, non gli chiedi scusa se poi ti manda un foglio di carta dove dice che la merce era buona. Gli dici: "Fammi vedere i pezzi, fammi toccare con mano, perché io i soldi te li ho dati veri".

Conclusione: Oltre la pagliacciata Noi non vendiamo integratori e non vendiamo dogmi governativi. La salute è un "inestetismo complesso" che richiede pazienza e, soprattutto, verità clinica. Accettare uno studio che ignora i corpi dei ragazzi morti in casa e che viene pagato da chi ti blocca il conto in banca se protesti, significa rinunciare a capire.

La scienza è dubbio. Il resto è solo una pagliacciata burocratica scritta da chi ha il coltello dalla parte del manico. Continuate pure a scusarvi. Noi continuiamo a incazzarci.

V I S I T E 

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DISCLAIMER

  • Nota importante Questo contenuto è pensato per informare, non per diagnosticare. Ogni persona è unica, e solo un medico può valutare la tua situazione in modo completo. Se hai dubbi o sintomi, parlane con un medico o con qualsiasi altro professionista della salute: la salute merita ascolto, competenza e cura personalizzata.

Fonti e Riferimenti per il lettore:

  • Dati Studio Ontario 2026: Analisi osservazionale su database ICES (Institute for Clinical Evaluative Sciences) e Public Health Ontario riguardante i decessi improvvisi post-vaccinazione 2021-2025.

  • Contesto Politico: Invocazione dell'Emergencies Act (Canada, Febbraio 2022) e relazione finale della Public Order Emergency Commission sul congelamento dei beni finanziari dei manifestanti.

  • Nota Tecnica: Critica metodologica sull'uso dei codici ICD (International Classification of Diseases) in assenza di riscontri autoptici istologici sistematici per la diagnosi di miocardite.

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