Come accade con altre
malattie, spesso siamo indotti a ritenere che una serie ripetuta di colpi di
tosse durante la giornata, siano l’inizio di una bronchite, una patologia dei
bronchi caratterizzata da un’infiammazione acuta o cronica cui quest’organi possono
andare soggetti a seguito di diversi fattori spesso concomitanti fra di loro.
Ma se la tosse è uno dei sintomi principali della bronchite, non è detto che
tossire con una certa frequenza e per un
periodo di tempo limitato debba, gioco forza, significare che siamo affetti da
bronchite. Generalmente questa infiammazione ha origini e sintomi più precisi
che converrebbe interpretare per meglio riferirli al medico.
La bronchite è quasi sempre
determinata da una flogosi a carico dei bronchi, dei segmenti tubolari che
portano l’aria dalla trachea fino ai polmoni. Quando questi vengono attaccati
da germi patogeni che possono essere batteri, virus o funghi o quando sono
esposti a sostanze irritanti possono infiammarsi dando luogo a quella che si
definisce, appunto, bronchite. Una forma di bronchite più comune è quella
dipendente dall’attacco di batteri quali lo streptococco, o lo Pseudomonas, ma
anche il virus influenzale gioca la sua parte nel determinare tale
infiammazione. Ciò non significa comunque che in condizioni normali l’organismo
non si imbatta con una certa regolarità con questi agenti esterni, perché avvenga
la malattia tuttavia occorrono diversi fattori concomitanti non soltanto
rappresentati dai germi, quanto anche dalle condizioni generali dell’individuo
e dai cosiddetti fattori esogeni.
I fattori esogeni
Per fattori esogeni si
intendono quegli agenti esterni che entrano in gioco nel determinare la
malattia indipendentemente da eventuali germi patogeni che attaccano gli organi. Pensiamo al fumo di sigaretta, uno degli imputati più importanti che apre la porta alla bronchite e lo può fare in due modi. Il primo, esercitando nel tempo quei processi irritativi che infiammano anche solo per questo fatto tali organi, il secondo, creando condizioni tali che i bronchi subiscano l’attacco di batteri o virus, in quanto indeboliti dalla causa primaria, Ciò avviene in quanto il fumo di sigaretta con le migliaia di sostanze inalate altera il movimento delle cosiddette ciglia bronchiali, elementi che spostano con la loro attività le particelle estranee verso l’esterno del corpo grazie alla respirazione. Quando tali particelle perdono elasticità, fino a giungere alla paralisi, ciò che andrebbe rimosso con l’azione fisiologica delle ciglia bronchiali resta fissato ai bronchi causando anche solo per questa ragione la loro infiammazione. Lo stesso fumo di sigaretta agisce sulle ghiandole che producono muco aumentando la loro secrezione accompagnata da tosse continua e costante quella che spesso lamentano i fumatori incalliti. Un effetto analogo al fumo è quello prodotto dagli agenti inquinanti dell’aria che si riscontrano nelle città soprattutto a ridosso di insediamenti industriali o soggette ad alto traffico veicolare.
malattia indipendentemente da eventuali germi patogeni che attaccano gli organi. Pensiamo al fumo di sigaretta, uno degli imputati più importanti che apre la porta alla bronchite e lo può fare in due modi. Il primo, esercitando nel tempo quei processi irritativi che infiammano anche solo per questo fatto tali organi, il secondo, creando condizioni tali che i bronchi subiscano l’attacco di batteri o virus, in quanto indeboliti dalla causa primaria, Ciò avviene in quanto il fumo di sigaretta con le migliaia di sostanze inalate altera il movimento delle cosiddette ciglia bronchiali, elementi che spostano con la loro attività le particelle estranee verso l’esterno del corpo grazie alla respirazione. Quando tali particelle perdono elasticità, fino a giungere alla paralisi, ciò che andrebbe rimosso con l’azione fisiologica delle ciglia bronchiali resta fissato ai bronchi causando anche solo per questa ragione la loro infiammazione. Lo stesso fumo di sigaretta agisce sulle ghiandole che producono muco aumentando la loro secrezione accompagnata da tosse continua e costante quella che spesso lamentano i fumatori incalliti. Un effetto analogo al fumo è quello prodotto dagli agenti inquinanti dell’aria che si riscontrano nelle città soprattutto a ridosso di insediamenti industriali o soggette ad alto traffico veicolare.
Come si diagnostica una
bronchite
La tosse è uno dei sintomi
principali della bronchite. Non sempre tale sintomo è caratterizzato dall’eccesso
di produttività di muco. Sovente si assiste a forme di bronchite con tosse
secca o stizzosa e poco produttiva. Il paziente affetto da bronchite inoltre
lamenta un senso di costrizione a livello retro sternale, che nei casi più
impegnativi sembra opprimerlo. Quando la tosse è continua e la patologia più
seria, al muco può associarsi del sangue sotto forma di striature sparse. La
febbre è un altro importante segnale della malattia, così come lo stesso
respiro sibillante è una spia importante di questa patologia che se non curata
tende a cronicizzarsi e nei casi più gravi può causare una vera e propria insufficienza respiratoria che in
certi casi può avere esito infausto per il paziente.
Quest’ultima evenienza è
più probabile in quei soggetti defedati a causa di altre patologie cui sono
affetti, così come potrebbe accadere agli anziani che generalmente a causa
della bronchite si espongono ad altre complicazioni quasi sempre molto gravi.
Di norma infatti tale infiammazione è curabile ma laddove si assiste a
compromissione del sistema immunitario, come può accadere a soggetti già
esposti ad altre patologie, o a bambini molto piccoli, il decorso della
bronchite può essere maligno. Ecco perché i cosiddetti soggetti a rischio andrebbero
sempre vaccinati contro il virus influenzale che, come abbiamo visto, è uno
degli agenti patogeni più importanti per i bronchi.
Diagnosi e terapia
della bronchite
Il medico auscultando un
paziente affetto da bronchite è sempre in grado di individuare la malattia e
capire il grado di gravita della stessa. Dovendo agire poi con i farmaci per curarla,
quasi sempre antibiotici ed espettoranti, potrebbe richiedere il cosiddetto
antibiogramma. Un esame che serve a localizzare l’eventuale agente patogeno
intervenuto nella patologia e il corrispettivo antibiotico più adatto per
debellarlo. E’ chiaro dunque che i farmaci d’elezione per la cura della
bronchite sono rappresentati dagli antibiotici, quando la malattia è causata da
batteri, così come in certi casi, laddove si sospetti un’origine virale della
patologia, il ricorso agli antivirali potrebbe essere quanto mai necessario. Ai
farmaci basilari come quelli descritti si accompagnano presidi quali i
mucolitici che aiutano l’organismo a fluidificare ed allontanare il muco
evitando che ristagni e sia esso stesso causa di ulteriori infezioni.
Nelle
forme lievi, un minimo di precauzione, come quella di evitare gli sbalzi di
temperatura, il fumo di sigaretta ed i locali a loro volta fumosi, il riposo e
le bevande calde che oltretutto tendono a sedare la tosse ed eventualmente ad
abbassare la febbre se presente, sono sufficienti a riportare lo stato nella
normalità. Utile il ricorso agli antipiretici, farmaci in grado di abbassare la
temperatura, Aspirina e Paracetamolo sono quelli che funzionano al meglio in
questo senso. Tali farmaci possono servire anche per eliminare eventuali dolori
associati alla costrizione retro sternale causata dalla bronchite. Utile infine
ricordare che sovente una bronchite può avere origine da altri organi andati
essi stessi incontro ad infezioni. Come potrebbe capitare con eventuali flogosi
che abbiano avuto origine a livello della trachea, dall’orofaringe, o da
eventuali infezioni dentarie trascurate, in questo caso siamo di fronte a vere
e proprie complicanze cui la bronchite rappresenta in qualche caso la più
importante.
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