giovedì 31 gennaio 2019

La nuova pelle rigenerante: Terminator insegna!




Chi non ricorda la pelle intercambiabile di Terminator nelle diverse serie di film che si sono avvicendate nel tempo. Certo, solo fantascienza ed effetti cinematografici, d'accordo, ma se dalla fantascienza si giungesse alla realtà? Se riuscissimo ad immaginare una pelle da cyborg in grado di ricomporsi, risanandosi in pochi secondi quando qualcosa l'ha danneggiata?


Questa non è più fantascienza, è invece ciò che si sta verificando presso i diversi laboratori chimico biologici nel mondo impegnati quanto mai a  sviluppare un tessuto quale di fatto è la pelle in grado di risanarsi ogni qualvolta, per un qualsiasi evento, dovesse danneggiarsi.

Questa inedita pelle elettronica avrà poche ma uniche caratteristiche ovvero quella di essere autorigenerante, quindi si ripara da sola, malleabile ed elastica, quindi la si può rimodellare quando serve e sopratutto interamente rìciclabile. A realizzarla un equipe di ricercatori dell'University of Colorado Boulder. Si tratta di immaginare gli impieghi che una pelle artificiale tanto vicina a quella umana può avere. Attualmente gli studi sono volti a ricreare un tessuto epidermico a quelle strutture utilizzate come le protesi che verrebbero foderate con un materiale sottile del tutto simile alla pelle umana. La particolare pelle creata in America e i cui risultati della ricerca e della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica "Science Advances" detiene anche altre particolarità che di fatto la rendono unica al mondo a partire dalla presenza di particolari sensori che adattandosi alle diverse situazioni ambientali rigenerano quelle porzioni che non solo potrebbero danneggiarsi da eventuali traumi, ma anche dalle intemperie. 

I componenti essenziali della particolare cute sono l'etanolo, le nanoparticella d'argento, tutti composti questi che hanno la caratteristica di detenere massima resistenza meccanica e conducibilità elettrica. Lo studio riveste infine una notevole importanza non solo per gli usi che ne derivano sulle protesi, ma sarà possibile "rammendare" in questo modo anche tessuti umani che si fossero danneggiati a seguito di patologie o eventi traumatici, anche se su questo ultimo punto non si è ancora giunti ad un perfezionamento delle tecniche di impianto

Fonte: Pharmakronos



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