domenica 11 giugno 2023

Farmaci: attenzione alle insalate!

 

Cosa c’è di più pratico dell’assumere un farmaco per il raffreddore, per la tosse, oppure per lenire i sintomi più fastidiosi di un’influenza stagionale? Nulla, poi se consideriamo che siamo bombardati, sopratutto in autunno, da una pubblicità martellante su tutti i media, che propaganda farmaci alla stregua delle caramelle e che in farmacia c’è solo imbrazzo della scelta rispetto ai prodotti da banco da scegliere contro i sintomi più comuni delle malattie di cui sopra, si capisce bene che curarsi per le patologie da raffreddamento e non solo è cosa quanto mai facile e spesso lasciato al libero arbitrio del singolo paziente. Ma tale condotta,  è del tutto scevra da rischi anche gravi?

Intanto iniziamo col dire che nei due anni compresi fra il 2017 ed il 2019 solo negli Stati Uniti, sei persone su 1000 hanno dovuto far riferimento al Pronto Soccorso per cercare di rimediare ai problemi sulla salute per l’assunzione indiscriminata di farmaci da banco per curare i sintomi del raffreddore e similari. Quasi il 40 per cento di coloro che erano finiti al Pronto Soccorso, è stato ricoverato. La prevalenza di questi pazienti aveva un’età superiore ai 65 anni, ma non mancavano pure i giovani. A questa evidenza si aggiunge uno studio che stigmatizza come una popolazione di 26.735 pazienti era costretta a ricorrere alle cure del pronto intervento per eventi avversi da farmaci da banco, anticongestionanti e farmaci contro la tosse e, cosa curiosa, non tutti quei pazienti hanno utilizzato i farmaci per lo scopo per cui sono nati. Altri pazienti facevano ricorso alle cure d’urgenza per aver mischiato farmaci, prodotti di erboristeria, oppure fitofarmaci e qualcuno persino farmaci e certi alimenti.

Il mix di farmaci dagli effetti a volte seri

E’ del tutto ovvio che ogni farmaco ha un suo principio attivo, per cui se si decide di prendere un medicinale che presenta più principi attivi e solitamente proprio i farmaci per curare i sintomi delle malattie da raffreddamento presentano questo problema, bisogna considerare se si è allergici ad uno o più componenti del preparato, se uno dei principi attivi presenta controindicazioni individuali di cui siamo a conoscenza, così come è indispensabile che il medico sia messo a conoscenza della nostra decisione, sopratutto se si assumono altri farmaci per curare malattie per lo più croniche e questo spiega perché è la popolazione anziana la più esposta al pericolo. Così come, in presenza di terapie prescritte da medici fitoterapeuti, sia questi che il medico di medicina convenzionale, devono essere preventivamente informati, atteso che le sostanze naturali, sopratutto se assunte sotto forma di farmaci, si comportano alla stregua dei farmaci di sintesi, e le interazioni possono essere quanto mai serie.

E per i più piccoli?

Inutile dire che il quesito va posto al pediatra. Tuttavia occorre anche sottolineare il fatto che se i sintomi del raffreddore o dell’influenza non sono particolarmente difficili da gestire, è stato dimostrato che alimenti come il miele ha una buona azione contro questi sintomi, così come la soluzione salina nasale può essere un rimedio privo di effetti avversi contro la congestione nasale.

In gravidanza

E’ buona norma evitare il fai da te, sopratutto in gravidanza. Perchè di sicuro c’è, che è un po’ sfatato il mito secondo il quale nessun farmaco possa essere assunto in gravidanza, senza procurare rischi al nascituro, ma è sempre bene diffidare dai consigli a buon mercato e invece rivolgersi al proprio ginecologo che consiglierà la medicina giusta e l’eventualità che sia o meno il caso di assumerla.









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