martedì 28 febbraio 2023

Caffè e latte: abbassa la pressione e agisce come antinfiammatorio naturale al pari di un farmaco

 




La bevanda più amata dagli italiani ed al contempo vanto degli stessi abitanti del bel Paese per il modo, unico al mondo, con cui la preparano. Ovviamente parliamo del caffè e parlandone non possiamo neanche fare a meno di esaltarne non solo i pregi per il nostro palato, ma anche le virtù che via, via, emergono da studi scientifici che ritengono, il caffè, un toccasana se assunto con moderazione e giudizio e con proprietà curative in certi casi al pari di un farmaco.

Che del caffè si conoscevano le virtù è cosa nota da tempo. Forse quel che non sapevamo è che associato al latte, nel classico cappuccino o semplicemente bevuto come caffè e latte al mattino esercita un’azione protettiva a livello cardiovascolare, per il solo fatto che abbassa la pressione, così come detiene importanti e se vogliamo inedite proprietà antinfiammatorie. Eppure pensavamo, almeno per quanto riguarda il cuore, che il caffè innalzasse la pressione e per questo andava quasi del tutto evitato da cardiopatici e ipertesi. Questo fino a quando due studi, il primo danese, avrebbe palesato come i polifenoli conenuti nel caffè già da soli, si oppongono ad una reazione infiammatoria che si sia verificata nell’organismo. Ma la vera scoperta è scaturita dall’unione dei polifenoli del caffè con le proteine del latte che, di fronte ad una reazione infiammatoria, raddoppiano il loro potere antinfiammatorio per un effetto sinergico dei componenti dell’uno e dell’altro alimento. Come si rileva dallo studio clinico danese pubblicato sul sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

Ma come avviene tutto ciò

Nella risposta infiammatoria ritroviamo la prostraglandina E, che è una proteina che si libera nel caso di infiammazione e che viene prodotta da macrofagi e linfociti T in risposta ad un processo infiammatorio, l’interleuchina 6 che è un’altra proteina che viene rilasciata in risposta anch'essa ad un processo infiammatorio a seguito di un danno tissutale o di un trauma, così come lo stesso Fattore di necrosi tumorale TNF, altra proteina prodotta dal sistema immunitario come conseguenza di un attacco da parte di virus e batteri che causano infezione ed infiammazione, nonché innalzamento della temperatura corporea fino a giungere alla febbre. Ebbene, tutti questi fattori si è ben visto come siano  stati inibiti dall'acido caffeico (CA) e dall'acido clorogenico (CGA) che sono acidi fenolici che si trovano comunemente negli alimenti e nelle bevande di origine vegetale. I loro corrispondenti sono stati rilevati in bevande contenenti caffè. Ecco che gli ingredienti del caffè svolgerebbero le funzioni che in genere sono dei fans, i farmaci antinfiammatori non steroidei, per capirci, ibuprofene, naprossene, ketoprofene, per citare i più noti, ma in modo del tutto naturale. Ovviamente ciò non significa abbandonare le terapie consigliate dal medico sostituendole col caffè!




TNF FATTORE DI NECROSI TUMORALE ALFA






INTERLEUCHINA 6





PROSTAGLANDINA 



Gli Studi Scientifici 

Lo Studio scientifico conferma tale azione dei polifenoli contenuti nel caffè che, come visto, aggiunto alle proteine del latte aumenta, fino a raddoppiare la risposta nei confronti di quelle proteine che inducono l’infiammazione. Tale scoperta non è solo importante perché ci offre un rimedio non farmacologico o di supporto ai farmaci nei riguardi delle infiammazioni, ma anche perché ci consente di stabilire i dosaggi ottimali per giungere a questa importante funzione da impiegarsi anche nell’industria alimentare, sia per aumentare la conservazione degli alimenti, sia perché, abbiamo appreso tramite questo studio, che l’interazione fra alimenti proteici vegetali è immediata, ciò potrebbe anche palesare l’importanza che alimenti che uniscono oltre il caffè anche il cacao, altro alimento ricco di polifenolo, con il latte, pensiamo ai cioccolatini, potrebbe risultare vincente. Ovviamente senza mai eccedere.

L'altro studio bolognese

Poichè si parlava di due studi scientifici, interessante lo studio condotto da ricercatori dell’universita di Bologna che ha trovato spazio nella rivista scientifica Nutriens e che è stato condotto su oltre 700 donne e 700 uomini e che è ancora in corso nonostante l’anno di inizio sia riferito al lontano 1972. Gli studiosi avrebbero osservato che nei consumatori abituali che assumono 2 ma anche 3 tazzine di caffè al giorno rispetto a coloro che non bevono caffè, la pressione arteriosa, ma anche quella aortica e periferica risultava più bassa e verso la normalità negli assuntori di caffè. La stessa cosa si verificava anche in coloro che assumevano più di tre tazzine di caffè al giorno. Il motivo di questa evidenza non è ancora stata scientificamente provata, ma pare quanto mai accertata, al punto che i ricercatori sono ormai giunti nella determinazione di poter affermare che se i livelli pressori di chi beve caffè, alle dosi citate sono sicuramente migliori rispetto a chi si astiene dal berlo, tale effetto positivo della bevanda anche questa volta si ricollega allo studio danese e afferisce al contenuto dei polifenoli nel caffè un ruolo benefico per cuore e vasi a seguito della comprovata azione antinfiammatoria di questi composti che viene esaltata quando si uniscono alle proteine del latte. Conclusione. Bere caffè, alle dosi appena viste fa bene, associarlo al latte, fa ancora meglio, ovviamente senza esagerare e al netto di eventuali restrizioni consigliate dal proprio medico di fiducia.


Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2090123219300025









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