martedì 20 giugno 2023

Matrimonio: le persone sposate vivono meglio e più a lungo

 


Con buona pace degli eterni scapoloni, studi recenti annettono invece una grande importanza al matrimonio, ovviamente quello giusto, considerato come un legame che aiuta a stare meglio e a vivere più a lungo. La particolarità dei recenti studi è che, a differenza di un tempo, quando la scienza si interessava dell’argomento coinvolgendo solo coppie sposate, adesso l’ha fatto più volte esaminando i single e la loro storia.

Cominciamo col dire che gli scienziati che hanno studiato il legame che si istaura col matrimonio sono giunti nella determinazione di asserire che persone più agiate economicamente e più sane, hanno più probabilità di sposarsi di quelle che si trovano nella condizione opposta, ma questo sarebbe pure intuibile. Quel che avrebbero anche stabilito è che, proprio le persone più ricche e sane, solitamente trovano partner più ricchi e sani della media e solitamente i legami durano di più e vanno incontro a meno divorzi. Gli scienziati chiamano quest’evidenza come atto di autoselezione.

Sempre seguendo gli studi scientifici che si sono avvicendati sul matrimonio, si scopre anche che, grazie a quello che viene definito senso di appartenenza, che si traduce in una forma di integrazione sociale dei soggetti che si uniscono in questo legame, entrambi i coniugi ricevono un beneficio a livello psicofisico, diradando quelli che sono i sentimenti di solitudine che a volte colgono coloro che non vivono in coppia. Ne deriva che quest'ultimi hanno più possibilità di impegnarsi socialmente in relazioni e attività sociali col risultato di meglio fronteggiare malattie quali ipertensione arteriosa, patologie cardiovascolari, depressione e rischio di suicidio. Parliamo sempre di matrimoni riusciti e non di certo di matrimoni che finiscono per rivelarsi in chi li vive una trappola mortale. Se a questo si aggiunge le regole della vita coniugale che solitamente dovrebbero coincidere con pasti regolari, più accurata scelta degli alimenti, si capisce bene che anche da questo punto di vista il matrimonio può risultare vincente rispetto al fatto di restare single.

Uno degli ultimi studi sull’argomento ha di contro evidenziato come la solitudine, connessa anche con la mancanza di un legame fisso, sia correlata ad una più alta incidenza di infiammazioni, anche croniche, quest’ultime solitamente di pertinenza delle malattie autoimmuni e quindi, artriti, lupus o infiammazioni associate e non a malattie cardiache e neoplastiche. Su 7.400 studi effettuati, racchiusi in 14 articoli scientifici, si sarebbe evidenziata la maggiore associazione con più alti livelli di PCR (Proteine C Reattiva), interleuchina 6, e Fibrinogeno in soggetti single adulti che, indipendentemente dal fatto di essere sposati o meno, comunque non intrattenevano relazioni strette e stabili con rispettivi compagni di vita. Anche la longevità sarebbe associata al matrimonio, con un aumento dell’aspettativa di vita di due anni in più ed oltre, tutto a favore delle persone sposate o comunque in coppia.

Quando si parla di matrimonio questo non deve per forza intendersi come l’unione di due persone soltanto uniti da un vincolo giuridico e/o religioso. Si parla di rapporti di coppia stabili e duraturi nel tempo come accade anche a chi convive, sia pure senza nessun vincolo giuridico. Così come non è detto che i single devono, per il fatto di essere rimasti single, pensare che la loro vita sia costellata da malattie e minore aspettativa di vita. Solo che, seguendo sempre i risultati dei lavori scientifici, sembrerebbe che solo quei single che mantengono forti legami sociali, oppure inseriti saldamente all’interno di una comunità propria ottengono gli stessi benefici che di solito sono ascrivibili alle coppie, indipendentemente se sposate o che vivono la convivenza.

Fonte: Priyanka Sharma-Sindhar – Sciencedirect - Sage-Journals



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