domenica 22 ottobre 2023

Pubertà precoce: e se in ballo ci fosse anche il lockdown?

 


C’è un aumento preoccupante e se vogliamo pure strano della anomala maturazione sessuale delle bambine, quella che si definisce pubertà precoce che, ultimamente, si fa strada nelle giovanissime donne già dagli otto anni di età. Che si tratti di un fattore che desta preoccupazione lo testimonia l’allarme lanciato dai Centri di Endocrinologia sparsi in Italia che denunciano, senza mezzi termini, che si assiste ad un’impennata di casi che, se riferiti al 2019, deve leggersi come un aumento del 122%, in un solo anno.

Addirittura, i Centri di Endocrinologia italiani denunciano casi persino di bambini che si ritrovano a doversi confrontare con le mestruazioni prima di aver compiuto il settimo anno della loro vita. Il motivo? Non è del tutta accertata la causa, potendo concludere che trattasi di motivi all’apparenza inspiegabili.

Una delle ipotesi al vaglio dei medici è riferita alla trascorsa pandemia di Covid 19, non strettamente connessa al virus, quanto invece all’utilizzo di dispositivi elettronici che i bambini hanno utilizzato in più larga misura in quel periodo. Perchè se è vero che prima del periodo pandemico si assisteva già ad un uso incongruo e smodato di tablet, pc, smartphone anche da parte di ragazzine, con l’avvento del lockdown tale utilizzo è divenuto quasi obbligatorio per fini scolastici e lavorativi, ricordiamo la Dad, solo per citare una delle applicazioni che ha costretto la connessione ad Internet per un periodo più lungo nel corso della giornata, rispetto a quanto accadeva un tempo e se a questa aggiungiamo l’impossibilità degli italiani, ad uscire dalle proprie case, capiamo bene che l’unico modo che hanno avuto i giovanissimi per evitare l'isolamento totale, è stato quello di ricorrere ad apparecchiature elettroniche in grado di metterli in contatto con i loro coetanei.

E’ del tutto ovvio che per compensare la mancanza di libertà, l'impossibilità di muoversi in spazi aperti incontrando coetanei, il risultato è stato quello di assistere a forme di ansia e persino in qualche caso depressione e non solo, aggravato il tutto anche dal peggioramento evidente dell’alimentazione che ha costretto i giovanissimi ad ingurgitare qualsiasi cosa, anche cibo non del tutto conforme ad una sana alimentazione, pur di porre freno allo stato di ansia crescente e di stress esponenziale. Insomma, larga parte della pubertà precoce sarebbe attribuibile agli stili di vita praticati in quel periodo e non del tutto sani conseguenziali al lockdown, che potrebbero aver avuto un effetto riferito all’ormone ipotalamico che risente degli stimoli indotti da stress, ansia, abitudini e che si riflette poi sul rilascio di quei neurotramettitori cerebrali che determinano stati d'ansia, depressione e stress conseguenziale. 

Certo, il lockdown avrà avuto il suo peso, ma dimenticare che esistono tanti altri fattori che potrebbero predisporre ad una pubertà precoce, come gli effetti nel lungo periodo indotti dalle radiazioni delle frequenze utilizzate per l’utilizzo di smartphone, tablet, pc, oltre ad un vero e proprio surplus di sostanze chimiche provenienti dal consumo alimentare di alcuni prodotti industriali  finisce per far credere che, superata la pandemia, tutto potrà risultare superato; ma è davvero così? 



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