lunedì 13 febbraio 2023

Smartphone e Social: suicidi, depressione, ansia, cyberbullismo nei giovanissimi

 




In un periodo come l'attuale, quando la tecnologia sempre più esasperata ha preso il sopravvento su tutte le nostre attività, non possiamo non considerare l’impatto che questa sta avendo sui giovani ma sopratutto sui giovanissimi, persino sui bambini. In questo caso parliamo di dispositivi multimediali e guardando il rapporto Censis 2021 ci accorgiamo di una situazione inquietante, per gli effetti nefasti che sta riverberando sulle persone e sui giovani in particolar modo.

Seguendo tale rapporto si constata come l’utilizzo degli smartphone nella fascia costituita dagli adolescenti sia schizzato a vertici cui mai si era assistito fin'adesso, si pensi soltanto che su 100 adolescenti almeno 95 usano lo smartphone e non solo, dopo la pandemia di Covid 19 oltre ad una impennata nell’utilizzo dei dispositivi si è assistito anche ad una maggiore permanenza di collegamento che supera di parecchio le tre ore al giorno per intervistato.


Lo Studio che chiama in causa i Social

Interessante è notare che gli adolescenti e fin'anche i bambini sono soliti navigare da soli, senza la presenza di un adulto che possa controllarli e canali preferiti dai ragazzi sono i Social quali Instagram, TikTok, Youtube con tutte le conseguenze determinate dalla mancanza di controllo da parte degli adulti a causa della vulnerabilità cui sono soggetti i ragazzi a quell’età. Non è un caso che di pari passo con l’uso incontrollato degli smartphone in aumento si assiste anche ad una progressione dell’utilizzo di alcol, e droga, oltre a fenomeni di cyberbullismo, con conseguenziale aumento dell’aggressività e della violenza. Interessante risulta una recente analisi della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista “International Journal of Environmental Research and Public Health” che esamina uno ad uno i rischi per gli adolescenti e l’elenco è lungo, anzi lunghissimo: 

depressione, disturbi alimentari, cefalea, disturbi visivi, disturbi posturali, cyberbullismo, problemi psicologici, disturbi del sonno, dipendenza, ansia, problemi legati alla sfera sessuale, problemi comportamentali, distorsione della percezione del proprio corpo, ridotta attività fisica, carie dentali e grooming online. La review ha analizzato 68 lavori scientifici condotti dal 2004 al 2022 con l’obiettivo di indagare i rischi correlati all’uso dei social media negli under 18, in particolare nel pre e post Covid-19.

Un altro aspetto clinico che si è palesato con quest’uso incongruo degli smartphone è l’avere assistito a manifestazioni cliniche che un tempo non erano per nulla di pertinenza in questa fascia di età. In un'età dove a prevalere dovrebbe essere la salute ed il benessere, ci si riferisce a pazienti pediatrici che devono misurarsi con patologie che non dovrebbero di certo essere di loro interesse. Parliamo della cefalea che parrebbe persino collegata ai tempi di permanenza davanti al video dello smartphone, tant’è che si palesa un maggiore esordio del sintomo nelle fasce di adolescenti che trascorrono più di tre ore davanti lo smartphone a smanettare rispetto a quelli che lo usano per non più di due ore, al giorno, stessa cosa per i disturbi visivi che si correlano all’uso intensivo dei dispositivi associati ed a vizi posturali che poi sfociano nei disturbi di cui sopra. A questo si sommano tendiniti, Pollice da sms e sopratutto e questo è il fenomeno che preoccupa di più, s’è fatta strada la depressione associata all’uso eccessivo dei Social media. A questo punto si tratta di capire se sono i Social a indurre depressione o se ci troviamo di fronte ad una generazione di depressi che cerca di mitigare le forme depressive con l’utilizzo massivo dei Social media.


Aumento degli accessi al Pronto Soccorso

La cosa che preoccupa molto e che dovrebbe preoccupare moltissimo le famiglie che tuttavia sembrano restare sordi al problema è un dato molto allarmante. In periodi di pandemia si registravano minori accessi in pediatria a causa di infortuni, causati da cadute accidentali o incidenti vari, ma si è assistito ad un aumento dell’84% di accessi al Pronto Soccorso per emergenze neuropsichiatriche e cosa gravissima, il dato relativo a richieste di aiuto da parte di famiglie preoccupate del fatto che i loro figli avevano ideato o provato a suicidarsi. Un indice che è balzato del 147% e in questa situazione le diagnosi di depressione in età adolescenziale è schizzata a 115%, anche per forme di ansia. Segno evidente che è solo un’illusione immaginare che il ragazzino o la ragazzina solo perché dispone di centinaia di contatti nei Social, solo perchè ha fatto della sua vita online l'unico interesse personale,si possa definire inserito in una comunità che resta pur sempre virtuale, quel che aumenta invece è l’isolamento sociale con le conseguenze che abbiamo visto e vediamo.


Alcol, droga e violenza

Questa escalation che ha investito tutti ma che presenta il conto sopratutto ai giovanissimi che non hanno ancora sviluppato un loro pensiero e sono in fase di crescita con il bagaglio di esperienze individuali ancora da completare, risente proprio di questo uso massivo della tecnologia che riguarda ormai tutte le nazioni. Ansia, depressione, ideazione suicidaria valgono per il nostro Paese e anche per gli altri, tant’è che in Svezia si sta montando una vera e propria crociata nel controllo delle ore da dedicare allo smartphone da quando si è visto che trascorrere più di 2 ore al giorno sui Social accende una spia inquietante di allarme a causa dell' aumento del rischio di depressione. In Egitto si è coniato un nuovo termine per indicare fenomeni allarmanti depressivi da uso smodato di Social, si parla infatti di “depressione da Facebook “ e si è visto che nei soggetti che ne sono affetti si registra un aumento di utilizzo di sostanze stupefacenti e di cyberbullismo sia come vittime che come autori. Anche l’alimentazione, che dovrebbe essere il cardine per una vita sana di questi giovani a quest’età ne risente moltissimo. Non si fanno più pasti completi, si abbandona la tavola e si preferiscono snack veloci e bevande gassate e zuccherate da consumarsi in fretta per non farsi distogliere dal collegamento allo smartphone. Insomma, ci si nutre distrattamente e per il minor tempo possibile pur di non staccarsi dai Social.


L'effetto "gregge"

Ecco che si fa strada l’obesità, il sovrappeso, le carie la minore esposizione alla luce naturale con le conseguenze che ciò determina. Se poi ad essere bombardati dai messaggi che si veicolano nei Social Media sono soggetti fragili e a quell’età non è difficile trovarne, si assiste a problemi di incompatibilità fra la propria immagine e quella veicolata dai Social e quindi, pur di porre rimedio a questa distorsione che viene veicolata al giovane non è raro vedere in molti il problema dell’anoressia, come fosse l’unica strada per modellare la propria immagine e quindi, venire  accettati. In siffatte condizioni, anche la libertà di pensiero che dovrebbe essere prerogativa dei giovani, risulta minata da sterotipi e si tende a ragionare con una sorta di pensiero unico che causa un effetto gregge, che nulla ha a che fare con la virologia. Come se non bastasse, si è posto l’indice nei confronti del groomingonline, una forma di abuso sessuale sui minori ad opera di un adulto, che sommato all’esposizione di contenuti violenti, viene identificato quale fattore di rischio per comportamenti aggressivi da parte degli adolescenti con livelli di aggressività direttamente proporzionali all’esposizione ed ai contenuti mediatici violenti. 

Insomma, grazie a questa esasperante tecnologia, la stessa ci sta restituendo una generazione mostruosa di adolescenti e giovani che si stanno via, via sempre più rovinando nel corpo e nella psiche e risulta molto arduo oggi intervenire sulle cause che stanno determinando il tutto, anche in considerazione del fatto che mai come in questo periodo molte famiglie hanno abdicato al ruolo di guida nei confronti dei figli, preferendo essere sostituiti da una tavoletta e da uno schermo che anche alla luce di questi risultati, sta facendo dei guasti inimmaginabili con conseguenze davvero disastrose per tutti.

Fonte: Società Italiana di Pediatria


1 commento:

  1. Giandomenico: concordo è un quadro sicuramente spaventolso quello che sta accadendo ai giovani

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