domenica 20 gennaio 2019

Alcol, droga, abusi: tutti i pericoli dei ragazzi e dei bambini di oggi






Poche cifre, ma che danno bene il senso di quanto sta avvenendo in Italia a proposito dell’uso di sostanze stupefacenti da parte di giovani e giovanissimi insieme al consumo abituale da parte di quest’ultimi, di alcol, sigarette, farmaci ansiolitici o sedativi. Un quadro tutt’altro che roseo se solo consideriamo che i consumatori di queste sostanze sono poco più che bambini che non si rendono neanche conto, vista l’età, dei rischi cui stando andando  incontro. L’Italia ha questo triste primato rispetto a tutti gli altri Stati dell’Europa.

Tutto questo senza trascurare un altra piaga che affligge sempre di più i nostri ragazzi, il cosiddetto binge drinking, ovvero, l’abbuffata di alcol consumata, un bicchiere dopo l’altro, spesso a stomaco vuoto in una sola serata e relativa ubriacatura. Un fenomeno allarmante che fa schizzare gli accessi ai Pronto Soccorso, spesso in codice rosso, di tutt’Italia, sopratutto nel week end con



casi anche di coma etilici tanto gravi che qualcuno ci perde la vita e che non solo riguarda una popolazione giovane che va dai 18 ai 24 anni, ma, cosa ancor più grave, si abbassa in modo molto preoccupante l’età di coloro che sperimentano questa abbuffata alcolica, visto che spesso vittime sono ragazzini, di ambo i sessi con un’età di appena 12 anni. Addirittura, se si confronta il dato relativo allo scorso anno, coloro i quali si son lasciati andare a questa abbuffata sono stati quasi 4 milioni di giovanissimi la cui età era di poco superiore agli 11 anni. Se guardiamo il dato Istat rileviamo come il fenomeno sia in crescita e se solo ci riferiamo aquello relativo al 2017 ci accorgiamo che ben il 65% di ragazzini di 11 di età, ha consumato almeno una bevanda alcolica, cosa che ha riguardato in maggior misura i maschi rispetto alle femmine, con un aumento esponenziale dei consumi da un anno ad un altro. Parlando del binge drinking, tale pratica ha riguardato l’11% dei ragazzini maschi e il 3% delle ragazzine di età non superiore agli 11 anni, da ricordare che gli adolescenti non dovrebbero neanche toccarlo l’alcol la cui vendita a quell’età è vietata dalla legge. Se parliamo di sostanze stupefacenti, citando la cannabis, un recente studio rileva che la provano il 21% dei giovani in Italia, in altri Stati europei la media è del 17% e la tendenza a provarci è sensibilmente aumentata nei pre-adolescenti.  


Questo fenomeno può avere conseguenze negative anche da un punto di vista neuropsicologico, afferma la dott.ssa Stefania Russo Responsabile Nazionale di progetto FIMP per i rapporti col Dipartimento Antidroga e col MIUR. Lo sviluppo plastico dell’encefalo si completa solo intorno ai 20 anni e quindi ogni sostanza d’abuso, assunta prima, può interferire nel normale processo di maturazione neuronale e dare il via a tutta una serie di effetti avversi come danni sulla memoria breve e riduzione della concentrazione. Esistono poi problemi sulla capacità di problem solving, sul controllo motorio e sul tempo di reazione. È dimostrato inoltre che l’uso precoce e frequente di droghe può aumentare l’insorgenza di disturbi dell’umore, come ansia e depressione, e favorire il rischio di dipendenza in età adulta”.

Un fenomeno in crescita si è detto che si va ad aggiungere all’altro pericolo rappresentato dal consumo di droghe acquistate via Internet. Ben 650 siti offrono sostanze psicoattive con facilità a chiunque le richieda e paghi per averle, anche se il potenziale cliente è rappresentato da un ragazzino che si trova a navigare su questi siti. Si tratta di prodotti legali e non a base di erbe o funghi che producono effetti simili a quelli di cannabis, ecstasy o allucinogeni, o addirittura cocaina, eroina anche molto pure, sono facilmente reperibili in rete. 

Altro tema caldo riguarda la violenza e gli abusi sessuali che hanno riguardato (circa il 5%), alle violenze fisiche (circa il 7%) a quelle psicologiche (più del 13%): nel nostro Paese oltre 91mila minorenni sono assistiti perché hanno subito maltrattamenti. Ma il numero reale di queste piccole vittime potrebbe essere molto più alto dal momento che solo un caso su nove viene individuato e preso in carico dai servizi sociali e sanitari. Insomma, una realtà che si colora sempre di più di drammi e dalle conseguenze imprevedibili e sempre meno gestibili dove occorre una presa di posizione da parte del mondo degli adulti, e delle Istituzioni, frenando loro stessi la scarsa consapevolezza dei rischi che è connotata in chi è poco più che un bambino.

Altre fonti: Help Consumatori

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