mercoledì 9 gennaio 2019

Anziani e animali: un legame sempre più indissolubile




Un mondo che sta cambiando e per fortuna in meglio, basti pensare che  poco meno di 4 anni fa, quasi quattro anziani su dieci avevano un animale da compagnia in casa.Ma uno sguardo allo scorso anno ci dimostra di come la percentuale si sia elevata al punto che oltre un anziano su due ha un compagno animale in casa e non per forza a quattro zampe. Segno tangibile che più si va avanti negli anni e più sentita è la necessità di circondarsi di un amico, diciamo così “peloso”.


Sarà che nella fase senior della vita di norma si sono sistemate molte cose che da giovani ci levavano il sonno e, quindi si ha più tempo per se stessi e da dedicare agli altri, fossero pure animali.



Sarà che dopo i 60/65 anni di età solitamente i figli sono autonomi e bisogna provvedere in maniera diversa a loro, fatto sta che un amico animale prende sempre più posto accanto alle persone anziane e meno anziane. Il risultato è che in Italia esiste un animale per ogni abitante del nostro paese, il rapporto insomma è di 1 a 1, ovvero, un pet per abitante.


L’animale più presente? Non è il cane



Poichè, quando pariamo di animali da compagnia pensiamo al cane, chi pensava che al primo posto primeggiava l’amato Fido, si sbagliava, il cane non è neanche al secondo posto, si colloca, con una percentuale di presenza pari all’11,50% al quarto posto, preceduto persino dal gatto al 12,4%. Ma allora chi detiene il primato di presenze? I pesci, con il 50% per cento seguiti con un certo distacco dagli uccellini al 21,3% e lontani nella classifica troviamo i piccoli mammiferi al 3% e i rettili al 2,3%.

Che gli italiani, sopratutto negli ultimi anni, si siano avvicinati al mondo animale e sopratutto agli animali d’affezione è fatto ormai noto, lo dimostrano le spese per l’alimentazione degli animali e degli articoli ad essi destinati. Forse non sapevamo del tutto che, probabilmente per un atteggiamento caratteriale dell’uomo, che si modifica negli anni, gli over 65 diventano del tutto inseparabili dai propri animali, una volta che l’hanno avuto in casa, al punto che una delle preoccupazioni maggiori di tanti anziani è l’idea di cosa succederà al proprio amico quando ci si dovesse ammalare, oppure quando si è deciso di andare a vivere in casa di riposo. Secondo una ricerca dal nome “Over 65 e animai da compagnia” quasi 7 persone su dieci, con un’età superiore o uguale ai 65 anni ritiene che il proprio animale domestico influenzi il proprio benessere fisico e mentale. Da qui l’idea di Senior Italia Federanziani e Anmvi di lanciare la campagna di sensibilizzazione Senior, adotta un senior! per incentivare l’adozione di cani adulti nei canili da parte degli over 65.

Questi animali – spiega Roberto Messina, presidente di Senior Italia Federanziani – hanno meno chance di uscire dal canile ma, allo stesso tempo, sono spesso dotati di una docilità e di una propensione al binomio affettivo che ben si conciliano con lo stile di vita del loro ‘coetaneo’ umano”. Messina sottolinea anche come la promozione del binomio pet-senior può portare a ricadute positive sul Sistema sanitario nazionale.

 “I nostri studi – afferma Messina – dimostrano che il possesso di un animale domestico, unito a una corretta alimentazione, è un ottimo alleato nella prevenzione sanitaria in età geriatrica. Basti pensare che camminare anche solo un’ora al giorno con il proprio cane ha molte conseguenze positive come l’abbassamento della pressione, la riduzione del colesterolo, il miglioramento della circolazione sanguigna, la riduzione di perdita ossea, la diminuzione dei valoridi glicemia”.

Che ormai l’animale in casa sia considerato un membro a tutti gli effetti del nucleo familiare lo dimostra la risposta che l’83% degli intervistati ha dato rispetto al desiderio, una volta ricoverati, di non privarsi delle visite periodiche da parte del proprio amico e compagno animale. Se poi pensiamo alle vacanze di queste persone rileviamo che con una percentuale che si approssima al 50%, gli anziani preferiscono trascorrere le proprie vacanze col proprio cane o col proprio gatto, nel 2015 era favorevole il 38% degli intervistati. Resta purtroppo ancora un sistema non del tutto pronto a soddisfare questi bisogni della popolazione se si considera che un buon 30% delle strutture ricettive nega l’ingresso agi animali sia pure accompagnati.

Rimane invece veramente serio il problema dei costi di mantenimento e di cura degli animali. In una nazione flagellata da oltre dieci anni da una crisi economica che non sembra darci pace, il costo di mantenimento e sopratutto di cura del proprio animale è per molti un argomento spinoso da affrontare. Se da una parte l’esigenza di disporre di medici veterinari preparati e attrezzati è molto sentita, di contro resta il costo per le cure veterinarie insopportabile per almeno il 78% degli intervistati, con tristi vicende di gente che limita il cibo per se stessa per non privare di una cura il proprio animale e, sovente, nonostante questo, una persona su tre confessa dolorosamente di non riuscire ad affrontare una spesa sanitaria veterinaria improvvisa magari perché dovuta ad una malattia inaspettata del proprio animale. Insomma, il nostro amico a quattro zampe che ci ha accompagnato in una parte del nostro percorso in terra, spesso è costretto a lasciarci anticipatamente perché non abbiamo i soldi per curarlo e questo è davvero molto triste!

Fonte: Help Consumatori

Nessun commento:

Posta un commento