venerdì 18 gennaio 2019

Il consumo regolare di frutta e verdura rende attivo il cervello anche da anziani




Fin da bambini ci veniva ripetuto continuamente di mangiare frutta e verdura, un refrain inculcato da genitori, nonni e adulti in generale. Ma forse neanche coloro che ci istillavano queste continue pillole di saggezza si rendevano bene conto dell’importanza di ciò che asserivano, basandosi su esperienze empiriche non avvalorate al tempo da supporti scientifici. Oggi più che mai ad avvalorare l’assunto, più frutta, più benessere, ci pensa la scienza con uno studio dettagliato e durato nel tempo che afferma come il consumo regolare di frutta e verdura migliori le performance cognitive nel tempo di chi si alimenta in questo modo, rallentando significativamente il decadimento cognitivo negli anni.

Ciò che emerge dallo studio dimostra che consumare frutta e verdura regolarmente crea le basi per un futuro, cognitivamente parlando, più favorevole anche da anziani potendo contare sui vantaggi derivanti dal consumo regolare avvenuto nei decenni. Si tratta di capire quali sono i vegetali che più di altri apportano benefici nel potenziamento cognitivo, cui occorre soffermarsi per meglio intendere cosa si vuole indicare.

Partendo dal presupposto che tutti, a meno di eventi negativi incorsi nel frattempo, invecchiamo, resta da stabilire come invecchiamo, ovvero, in che condizioni il nostro cervello si adatta alle diverse stagioni

della vita. E’ dimostrato infatti, che anche il cervello anziano continua ad essere plastico, ovvero, anche l’anziano può continuare ad apprendere e imparare beneficiando di quel che si indica come potenziamento cognitivo. Quando ci riferiamo al potenziamento cognitivo non possiamo non riferirci al funzionamento cognitivo, ovvero a tutte quelle abilità del cervello rappresentate dalla memoria, dall’attenzione, dal ragionamento, dal linguaggio e da tutte quelle funzioni che consentono alla persona, anche anziana, di prendersi ancora cura di se, restando autonomo, vigile e, magari impegnandosi in attività anche mentali alla stregua di come faceva da giovane, sia pur con tutti i limiti dell’età. Con l’invecchiamento il declino mentale avviene gradualmente e, tornando alla ricerca, il consumo regolare di frutta e verdura iniziato da giovani fa si che si benefici anche da adulti e poi da anziani del ritardo di quel declino fisiologico individuale e, perchè no, si creano le basi, insieme ai risultati della ricerca medica sempre più sofisticata, per partecipare all'allontanamento del rischio di ammalarsi di Morbo di Alzheimer.  Se genericamente parlando di consumo di frutta e verdura si ottengono sicuri benefici, si tratta di capire quali sono i prodotti ortofrutticoli che più di altri apportano beneficio alle performance cognitive nel lungo periodo. Secondo lo studio scientifico finanziato dal National Institutes of Health che si è appena concluso e che ha coinvolto una popolazione di 27.842 uomini di età media di 51 anni monitorati per tutta la durata dello studio stesso che è iniziato nel lontano 1986, gli alimenti che più di altri apporterebbero beneficio maggiore sono i vegetali a foglia verde, quelli ricchi di carotenoidi, i frutti di bosco e il succo d’arancia, quest’ultimo raggiunge i massimi benefici se consumato giornalmente, così come si sarebbe evidenziato che nell’età compresa fra i 18 e i 22 anni, il maggior consumo nella dieta di vegetali, migliora le performance mentali anche a tarda età. 

Pur con i limiti di uno studio scientifico settorializzato ad una sola popolazione di iscritti con caratteristiche comuni, maschi tutti più o meno della stessa età e tutti scelti fra professionisti, tale lavoro scientifico risulta

ugualmente valido perché volto a dimostrare che ancora una volta una dieta sana costituisce un valido apporto sulla funzione cognitiva, anche se i ricercatori tendono a sottolineare che occorreranno altri studi nel lungo periodo per conclamare quanto oggi sembra un fatto assodato, ovvero, che frutta e verdura garantiscono nel tempo una performance cognitiva ottimale anche nelle persone non più giovani.

Bibliografia e riferimenti
Yuan C, Fondell E, et al. Long-term intake of vegetables and fruits and subjective cognitive function in US men. Neurology 2019.



1 commento:

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