martedì 3 dicembre 2013

Protesi mammarie: solo i chirurghi possono operare





Solo i veri chirurghi plastici potranno eseguire operazioni per aumentare il volume del seno: è la prima volta che si stabilisce per legge quali sono gli specialisti che possono eseguire un certo tipo di intervento”: è il commento di Giovanni Botti, presidente di Aicpe (Associazione italiana di Chirurgia Plastica Estetica) in merito all’entrata in vigore della legge sulle protesi mammarie. 

La legge, entrata in vigore, prevede l’istituzione dei
registri delle protesi mammarie, il divieto di operare minorenni per soli fini estetici e stabilisce chi sono gli specialisti autorizzati a eseguire l’intervento.

Le legge indica infatti che l’impianto di protesi al seno a fini estetici è

riservato a coloro che sono in possesso del titolo di specializzazione in chirurgia plastica, in chirurgia generale, ginecologia e ostetricia o chirurgia toracica o a chi, alla data di entrata in vigore della legge, può dimostrare di avere svolto un’attività equipollente a quella della chirurgia plastica negli ultimi cinque anni.

“Per noi – spiega il presidente Aicpe – questa è una rivoluzione epocale, in quanto sancisce il principio della competenza nel nostro campo, nel quale purtroppo abbondano i professionisti improvvisati. Ci risulta tuttavia difficilmente comprensibile quale rapporto possa esistere, in materia di protesi mammarie, tra la chirurgia plastica e quella toracica, che è una branca della chirurgia che si occupa di interventi su polmoni e altre grosse formazioni intratoraciche. Questa norma ha comunque un notevole rilievo per la nostra professione, anche di ordine pratico nei confronti dei direttori sanitari di cliniche e day hospital, i quali dovranno verificare l’idoneità dei chirurghi a effettuare mastoplastiche additive
nelle proprie strutture. I medici che operavano non avendo i requisiti, dovranno smettere di farlo: la legge non definisce la sanzione, ma di certo non avrebbero la copertura assicurativa nel caso in cui qualcosa andasse storto”. Ora è importante che le pazienti siano informate.


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