lunedì 4 marzo 2019

Giovani: il suicidio seconda causa di morte




Sotto gli occhi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gli adolescenti per i quali si è lanciato l’allarme. In un’epoca come la nostra infatti, questa fascia d’età è quella più colpita da eventi avversi, malattie comprese e, secondo l’Organizzazione, almeno la metà degli eventi patologici inizierebbero proprio a quest’età a causa di stili di vita che sarebbero deleteri per tutti, ma lo sono ancor di più a quell’età.



La causa primaria di eventi avversi anche gravi, riguarda

l’uso da parte dei giovanissimi dell’alcol, cui i ragazzi si stanno sempre più accostando sempre di più ed ad un’ età sempre più vicina all’infanzia che all’adolescenza. A seguire le sostanze stupefacenti che preoccupano medici e le famiglie, stante il fatto che nell’adolescenza una vasta fetta di giovani ne fa uso quasi abituale. Il risultato sorprendente e angosciante al contempo è che la fascia di ragazzi e giovani dai 15 ai 29 anni è funestata da episodi suicidari tanto frequente che a quell’età risultano essere la seconda causa di morte. L’uso di sostanze stupefacenti è causa oltretutto di incidenti stradali, così come la tossicodipendenza apre anche la strada al sesso praticato senza alcuna precauzione e, quindi, non sicuro riguardo le malattie sessualmente trasmissibili. Il risultato è che la percentuale di insorgenza di malattie a seguito di queste condotte di vita errate, nei giovanissimi si assesta al 16% del carico globale di patologie, così come analoga percentuale di andare incontro a lesioni o infortuni riguarda la fascia d’età fra i 10 e i 19 anni.

Paradossalmente nei giovanissimi si fanno strada pure le malattie mentali, un problema questo fino a qualche decennio fa nemmeno descritto in

letteratura scientifica per una popolazione così giovane. Aumentano anche i livelli di stress nei giovani e nei giovanissimi, complice la tecnologia esasperata con una connessione sempre aperta verso dispositivi quali smartphone, pc, tablet e quant’altro, che induce i ragazzi a restare continuamente collegati ai social network, sia di giorno che di notte, sottraendo ore di sonno sempre maggiori con le conseguenze immaginabili a quell’età. Insomma, la medicina deve attrezzarsi per trattare casi di patologie mentali in soggetti tanto giovani, ma prima di arrivare alle cure bisognerebbe trattare queste fasce della popolazione da un punto di vista preventivo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prevenzione deve iniziare con la consapevolezza e la comprensione dei primi segnali e sintomi di una malattia mentale. Anche perché l’Organizzazione rileva come la metà delle malattie mentali inizia a 14 anni ma nella maggior parte dei casi non sono riconosciute e quindi curate. Si fa appello quindi alla famiglia, alla scuola e agli stessi Governi dei diversi Paesi, che dovranno investire in comunicazione e programmi che concernono il settore sociale, sanitario e dell’istruzione volto ad aumentare la consapevolezza degli adolescenti e degli adulti rispetto ad una malattia mentale e al supporto nei confronti dei loro compagni, genitori e insegnanti.

Fonte: Help Consumatori

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