domenica 19 gennaio 2014

Aspartame: siamo sicuri che è sicuro?





L’aspartame è sicuro per il consumo umano: ai livelli di esposizione attuali, il dolcificante e i suoi prodotti di degradazione (fenilalanina, metanolo e acido aspartico) sono sicuri. Escluso il rischio che l’aspartame possa essere cancerogeno o in grado di causare danni ai geni o al cervello. 

E’
quanto sostiene l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha portato a termine la valutazione completa del rischio associato all’aspartame dopo la richiesta di una rivalutazione dei rischi fatta dalla Commissione europea nel 2011.

Per eseguire la valutazione l’Efsa ha condotto l’esame di tutte le ricerche scientifiche disponibili sull’aspartame e sui suoi prodotti di degradazione, compresi studi sugli animali e sull’uomo. Il gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (gruppo ANS), spiega l’Autorità, “ha preso in esame tutte le informazioni disponibili e, in seguito a un’analisi dettagliata, ha concluso che l’attuale dose giornaliera ammissibile (DGA) di 40 mg/kg di peso corporeo/die è in grado di tutelare la popolazione generale. La DGA non è tuttavia valida per i pazienti affetti dalla patologia denominata fenilchetonuria (PKU), che richiede la stretta osservanza di una dieta a ridotto tenore di fenilalanina (un aminoacido presente nelle proteine)”.

Dopo aver esaminato studi condotti sugli animali e sull’uomo, prosegue l’Efsa, “gli esperti hanno escluso il potenziale rischio collegato all’aspartame di causare danno ai geni e indurre il cancro. Gli esperti dell’Efsa hanno inoltre concluso che l’aspartame non causa danni al cervello. Per quanto concerne la gravidanza, il gruppo di esperti scientifici ha sottolineato l’assenza, per il feto in via di sviluppo, di rischi dovuti all’esposizione alla fenilalanina derivata dall’aspartame, stante la DGA corrente (fatta eccezione per le donne affette da PKU)”. I prodotti di degradazione dell’aspartame, spiega il parere scientifico, sono presenti naturalmente anche in altri alimenti ma il loro contributo all’esposizione complessiva tramite la dieta è basso.

L’esame esaustivo condotto dal gruppo di esperti scientifici ANS è stato reso possibile grazie a due inviti pubblici a presentare dati, che hanno fornito una grande raccolta d’informazioni scientifiche, comprendenti dati e studi sia pubblicati sia inediti. Durante la consultazione pubblica sulla bozza di parere (tenutasi dal 9 gennaio 2013 al 15 febbraio 2013) l’Efsa ha ricevuto oltre 200 osservazioni, tutte prese in considerazione. Commenta Alicja Mortensen, presidente del gruppo ANS: “Questo parere rappresenta una delle più complete valutazioni del rischio associato all’aspartame mai intraprese. È un passo avanti per rafforzare la fiducia del consumatore nei fondamenti scientifici del sistema di sicurezza alimentare dell’UE e nel sistema di regolamentazione degli additivi alimentari”.

Ufficio Stampa Help Consumatori

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