domenica 26 maggio 2019

Asma: sempre più casi e sempre più drammatici




Due elementi contraddistinguono l’asma nel mondo e per quel che ci riguarda più da vicino in Europa. Il fatto di essere una patologia in costante aumento, da una parte e il fatto che le previsioni riguardo alla possibilità di ammalarsi, nel tempo sono destinate a crescere vertiginosamente. Ci sarebbe un terzo elemento che per la verità è spesso sottaciuto. E’ vero che questa patologia si riesce a tenerla sotto controllo con i farmaci, ma resta il fatto che in presenza di esacerbazione della malattia o di fenomeni improvvisi in soggetti che pure non hanno avuto a che fare con l’asma direttamente, la patologia può avere esiti a volte persino mortali.



Non da tutti i medici e non in tutte le Nazioni l’approccio con l’asma è unanime, ne deriva che la malattia è spesso sottovalutata e se pensiamo al fatto che, come in premessa, la malattia è in aumento, inquieta non poco il fatto di sapere che nella sola Italia a farne i conti sono ben 3 milioni di persone, il 5% della popolazione ed in Europa si sale fino a 30 milioni, oltre il 30% della popolazione europea. Discorde il numero di pazienti affetti da asma nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbero intorno a 150 milioni gli individui della terra che soffrono di asma, ma se si da uno sguardo ai dati ripresi da “ TheGlobal Initiative for Asthma (GINA), un Ente internazionale che riunisce le associazioni impegnate a sensibilizzare i cittadini, migliorare l’assistenza ai malati e offrire supporto a familiari, amici e operatori sanitari e che monitora l’evoluzione di questa patologia, nel mondo sarebbero oltre 300 milioni i pazienti in tutto il pianeta a soffrire di questa malattia.

Ma cosa è l’asma

Si tratta quindi di capire di che malattia stiamo parlando, quando ci riferiamo all’asma.

L’asma è

una malattia cronica che interessa le vie aeree dei polmoni. La mucosa che riveste i bronchi si infiamma e si “gonfia”, le ghiandole della mucosa producono del muco denso, i muscoli della parete dei bronchi si contraggono. Ne risulta una riduzione di calibro dei bronchi, con difficoltà al passaggio dell’aria, sintomo principale dell’asma. Si tratta di capire se allo stato delle nostre conoscenze questa patologia è curabile e sopratutto come si faccia a riconoscerla per tempo evitando quelle esacerbazioni che potrebbero complicarla fino a mettere a repentaglio la stessa vita del paziente.
Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, Epicentro, l’asma
genera un aumento della responsività bronchiale che, a sua volta, causa episodi ricorrenti (i cosiddetti ‘attacchi d’asma’) di crisi respiratorie, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante gli attacchi, che possono essere improvvisi o graduali, peggiorano i sintomi e la funzionalità respiratoria. Parliamo pur sempre di una malattia cronica che non è possibile debellare, almeno allo stato attuale delle conoscenze mediche, tuttavia è sicuramente possibile controllarne il decorso, riducendo gli attacchi d’asma e le loro conseguenze, come i sibili e la tosse, e le difficoltà respiratorie. Gioca così un ruolo fondamentale, un controllo adeguato e costante del paziente e soprattutto una diagnosi precoce, al fine di evitarne la cronicità. In sostanza, gli asmatici possono avere una vita “normale”, a patto che tengano sotto costante controllo la patologia cronica. Se non trattati in modo adeguato, gli attacchi possono essere anche molto gravi e addirittura fatali.

Poichè si parlava anche dell’asma ad esito infausto, è indispensabile che il paziente al primo episodio o laddove la sintomatologia sia pure sfumata potesse ascriversi all’asma, si rechi dal medico in modo da istituire quelle cure che consentono al paziente una vita normale controllando al meglio tutti quegli episodi anche gravi che finiscono per trasformare l’asma in un evento infausto. Ciò in quanto i decessi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono quasi 200 mila all’anno. Ancora più inquietanti i dati dell’Istat che rileva come nella sola Italia si registrino due morti ogni tre giorni per crisi gravi di asma, il che si legge con 500 morti all’anno, dii cui la metà sono adulti. Nei bambini a cagionare un evento tragico dell’asma è l’asma allergica. Questa nei soggetti pediatrici prevale su tutte le altre forme d’asma, con una percentuale che è pari addirittura all’80%.

Perchè ci si ammala di asma

La genetica la fa da padrone. Lo dimostra il fatto che i figli di genitori allergici o asmatici sviluppano la malattia con una maggiore incidenza rispetto a quei soggetti in cui la genetica non è chiamata in causa. Ma non solo. Di grande rilevanza sono i fattori ambientali quali l’inquinamento atmosferico, all’aperto o al chiuso, compreso il contatto con la polvere e gli acari della polvere, con insetti e animali e domestici (cani e gatti), alla presenza di muffa nell’ambiente in cui si vive, a un eccesso di umidità ambientale, alla presenza di infezioni polmonari precoci.

Poichè l’asma si lega perfettamente con le allergie respiratorie, fatto questo che coinvolge nel nostro Paese quasi nove milioni di persone, ma la stima è in difetto, perché sfuggono a questo conteggio i nuovi casi diagnosticati di allergie, sopratutto sui giovani, possiamo tranquillamente concludere che ad essere affetti da allergie respiratorie che finiscono per sfociare nell’asma, nel nostro Paese sono finanche 12 milioni di persone. Sempre secondo l’Oms, ogni dieci anni il numero di malati aumenta del 50%, segno evidente che, genetica a parte, i fattori ambientali stanno avendo un peso sempre maggiore su questa patologia, vuoi per la vita sempre più in città che altrove, vuoi per il fatto di vivere gran parte del tempo in ambienti chiusi con poca circolazione di aria, più esposti alla polvere e agli acari e inseriti in situazioni urbane dall’elevato tasso di inquinamento.

Asma, quanto ci costi…

Quindi una malattia complessa, a volte anche drammaticamente pericolosa e che in qualche caso, invalida il paziente. Ma quali sono i costi perla collettività dell’asma? Secondo quanto riporta FederAMSA, questa patologia costituisce oggi la terza voce di spesa dell’assistenza sanitaria italiana. Quindi, non possiamo ovviamente trascurare il fattore genetico, tutt’altro, ma non possiamo di certo trascurare i corretti stili di vita e dell’alimentazione che giocano un ruolo centrale nei confronti della malattia, così come non è possibile sottacere sulle cause ambientali che hanno fatto assurgere l’asma in alto delle classifiche in fatto di incidenza e di morbilità. Se quindi, prevenire è meglio che curare, oltre alle cure essenziali per l’asma, non si devono trascurare di focalizzare quei fattori che la scatenano l’evento, intervenedo dove possibile, anche con accorgimenti individuali per evitare quelle cause che fanno di questa patologia una vera e propria piaga sociale, fastidiosa, pericolosa e costosa per le casse pubbliche.

Fonte: Help Consumatori

5 commenti:

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