giovedì 18 agosto 2016

Facebook: crea dipendenza al pari delle sigarette o quasi!




Che Facebook sia entrato prepotentemente nella nostra vita non è un mistero per nessuno, ma che addirittura questo social network potesse trasformarsi in breve tempo un elemento di disturbo del nostro vivere quotidiano al punto da creare la stessa dipendenza che può creare il fumo di sigaretta, o quasi, forse sono in pochi ad immaginarlo eppure pare essere proprio così, come ha dimostrato uno studio che denuncia come la stragrande maggioranza di persone che usa Facebook lo fa più per assecondare una dipendenza che è in molte persone che per l'utilità del servizio stesso.

Il risultato dello studio per certi versi è persino sconcertante, infatti, non solo si usa Facebook perché ormai siamo intrisi dei suoi contenuti e al pari di qualsiasi altra dipendenza fisica o psicologica non riusciamo più a resistergli, ma addirittura, cosa ancora più allarmante, è che secondo i ricercatori la qualità della vita cui ci ha abituati l'ormai arcinoto servizio è peggiorata al punto che si vivrebbe molto meglio se Facebook non fosse stato mai inventato.


Gli effetti negativi del famoso social si hanno in primis sul lavoro. Secondo gli studiosi da quando esiste Facebook sul posto di lavoro si è meno produttivi di un tempo. Per quanto attiene la sfera del nostro vivere quotidiano, si ha la percezione che Facebook abbia finito per peggiorare la nostra vita sociale nei rapporti che intratteniamo con i componenti della nostra stessa famiglia con i quali tendiamo a distrarci seguendo gli avvicendamenti che avvengono su Facebook in tempo reale e persino la qualità del sonno è peggiorata con l'avvento di Facebook, visto che in molti si intrattengono all'interno del sito sottraendo ore al sonno. A giungere a queste conclusioni sono stati ricercatori della CornellInformaton Sience che hanno effettuato un lungo e complesso lavoro cercando di capire scientificamente se quanto qualcuno aveva ipotizzato empiricamente sulla base di semplici constatazioni rispondesse al vero oppure no. Per far ciò i ricercatori hanno effettuato una sorta di vero e proprio tour durato 99 giorni, i 99 days offreedom, ovvero, un periodo di totale disintossicazione da Facebook i cui partecipanti si dovevano impegnare a non entrare nel social network appunto per 99 giorni. Ebbene, la stragrande maggioranza dei volontari che si erano sottoposti a tale impegno ha desistito dopo le prime settimane, qualcuno dopo appena qualche giorno.
Il risultato è importante perché non solo si è scoperta una nuova astinenza fra le tante dipendenze che popolano la nostra Società, quella da Facebook, ma si è anche stilato un profilo del soggetto dipendente dal social network più in auge in questo momento.


Il profilo risponde ad una domanda: chi sono coloro i quali che non riescono a stare lontani da Facebook? 

In primis, coloro che non hanno altri profili in altre piattaforme sul modello di Facebook, ciò perché evidentemente, la distrazione derivante da siti analoghi rende meno penosa la privazione di Facebook.

Ma c'è un profilo di utente Facebook dipendente dal network che è molto singolare. Ovvero chi ritiene in cuor suo di essere dipendente da questo sito, paradossalmente, atteso che questa dipendenza non ha nessun raffronto con la ludopatia, chi asserisce di essere dipendente dal social network più in voga in questo momento è proprio chi non lo è, ma in qualche modo, nel tentativo di assecondare le proprie necessità finisce per comportarsi proprio come un Facebook-dipendente restando attaccati al Mi piace a tutti i costi.

Poi esiste un altro profilo di dipendenti dal sito in questione e sono coloro che cercano su Facebook un momento di distrazione dalla loro giornata storta. Pare che in queste persone l'illusione che collegandosi al sito si riesca a ritemprarsi è tale che ogni qualvolta qualcosa va storto nella loro vita hanno bisogno di scaricare le proprie tensioni su Facebook anche se questo, secondo lo studio effettuato, molto spesso partecipa a guastare ancor di più la giornata di queste persone e pur consapevoli di questo fatto, i Facebook dipendenti entrano lo stesso nel sito alla ricerca di quella valvola di scarico che in tutta la giornata non hanno trovato altrove.


Ed infine, esiste l'ultimo gruppo di Facebook-dipendenti, che comprende coloro il cui giudizio degli altri assume un'importanza eccessiva. Sono quelli che hanno scarsa autostima di sé e cercano di colmare questa loro mancanza cercando in rete ciò che a loro giudizio manca nella vita di tutti i giorni. Forse sono questi i profili più patologici perché se questi soggetti hanno bisogno di ricercare attenzioni che non riescono a trovare fuori da Facebook, vero è che in mancanza di questo social le cercherebbero altrove e poiché quest'ultimo rappresenta un modo semplice per trovarle è difficile che queste persone si scostino da Facebook che elargisce attenzioni a iosa a chi le cerca, almeno questa è l'impressione che molti ricevono. Forse come ogni dipendenza dovrebbe valere l'idea che non è tanto il mezzo che crea dipendenza, ma le cause che ci creano queste e tante altri legami, le stesse che forse oggi sono sempre più acuite dal fatto che nonostante abbiamo mille modi per comunicare, ci sentiamo ogni giorno sempre più soli!

Giuliano

Fonte: Zeussnews

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