venerdì 17 agosto 2012

Bambini: i tappetini gioco sono tossici?



L’inchiesta svolta col solito piglio che contraddistingue tutte le altre effettuate da Altroconsumo è precisa e puntuale e riguarda i tappetini gioco per i bambini. Apparentemente si tratta di articoli che farebbero escludere ogni rischio per i piccoli eppure i pericoli, a quanto pare, esistono eccome, visto che tali oggetti, vera delizia di bambini e di adulti che glieli regalano, contengono sostanze pericolose, per il semplice fatto che il bambino vi gattona sopra, li tocca, li sposta, lecca le manine spesso dopo averci giocato e assume sostanze tossiche, troppo spesso presenti in questi oggetti.

La ricerca di Altroconsumo era volta ad un tipo di tappetino esaminato, ma, considerato che l’inchiesta non è recente, immaginiamo che l’azienda coinvolta abbia provveduto a modificare la composizione di tali articoli e dunque non citiamoli produttore dell’articolo “incriminato”. In questa sede però ci interessa conoscere cosa contengono quei tappetini che non rispettano la Normativa che ne regola le vendite ed in questo caso, il rischio di imbattersi in articoli che detengano sostanze addirittura cancerogene per il piccolo è davvero inaccettabile.

Secondo Altroconsumo nell’inchiesta effettuata poco più di un anno fa, è risultato che sette tappetini su nove contengono formamide, un solvente altamente cancerogeno, ma anche metalli pesanti e coloranti potenzialmente con effetti allergizzanti. Quest’anno, a meno di ulteriori deroghe, le norme europee metteranno al bando quegli articoli che non rispettino le norme e che dunque continuano a detenere sostanze tossiche nella loro costituzione. Resta però il rischio per quei prodotti fabbricati in quelle Nazioni che trasgrediscono qualsiasi normativa, per non contare il fatto che in attesa che le norme europee divengano operative, il rischio di imbattersi in tappetini pericolosi esistono eccome e l’incognita è tutt’altro che trascurabile, visto che ci si deve confrontare con articoli in grado di migrare attraverso la pelle del bambino, la saliva, quando il piccolo lecca le mani o il tappetino stesso, per non contare le emissioni di ammoniaca che tutti gli articoli rilasciano, anche se occorre dire che spesso queste emissioni si abbattono col tempo. Resta il fatto che secondo Altroconsumo non esiste nessuno di questi articoli sicuro al cento per cento, escluso un solo prodotto venduto in Spagna che è indenne da sostanze chimiche e dunque può ritenersi davvero incolume.

Le sostanze pericolose

In questi tappetini l’indagine di Altroconsumo ha rilevato la presenza di sostanze chimiche utilizzate per nascondere l’odore della plastica, ma se da una parte tali sostanze rendono più gradevole all’olfatto il tappetino, dall’alt5ro intossicano il bimbo. Il guaio è che è la stessa Legge a presentarsi con maglie troppo larghe, si guardi alla Norma Europea in vigore, ovvero alla Direttiva 88/378/CEE che ammette l’utilizzo di tali sostanze anche se potenzialmente cancerogene, purchè entro certi limiti ritenuti dai test effettuati, del tutto insoddisfacenti. Proprio la nuova Direttiva Europea che entrerà in vigore quest’anno, dovrebbe mettere fine a questo intollerabile comportamento da parte dei produttori.

Ecco riportati per intero i consigli di Altroconsumo per un uso corretto ne nel possibile sicuro di tali oggetti

In nessuno dei prodotti è stata trovata la presenza di ftalati, sostanze pericolose perché interferiscono con il sistema endocrino. Però tali sostanze sono state trovate in due delle borse che contengono i puzzle. Sono entrambe confezioni riutilizzabili che potrebbero essere utilizzate come un gioco dal bambino. Che a questo punto potrebbe anche decidere di “assaggiarle”, mettendole in bocca. Gli altri tappetini con borsa riutilizzabile non contengono ftalati. Per gli altri prodotti del test il problema non si pone, perché la pellicola che li avvolge, una volta aperti, è fatta per essere buttata via. Bisogna dire che la legge, purtroppo, non consi-dera la borsa un giocattolo e, quindi, se anche questa contiene ftalati, il produttore non rischia nulla, perché rispetta la normativa. È anche vero che sotto l’attenta sorveglianza dei genitori il bimbo non dovrebbe farne un gioco, ma perché rischiare? Tanto più che degli ftalati si può fare a meno, come dimostrano i prodotti che non li hanno. Per evitare il rischio di un uso improprio alcuni produttori, ma non tutti, stampano sulla confezione frasi come “il sacchetto non è un giocattolo” (Progarden) oppure “prima di dare al bambino rimuovere l’imballaggio” (ItsImagical). Ftalati nella confezione: non lasciatela in giro I rischi non sono immediati, ma i tappetini puzzle bocciati nel  test sono potenzialmente pericolosi nel lungo periodo. Fedeli all’elementare principio di precauzione, il nostro consiglio è di non acquistarli. Mentre i pochi “salvati” sono comunque da utilizzare con una serie di precauzioni. Dopo averli tolti dalla confezione, lasciate i pezzi del puzzle all’aria aperta (sul balcone) per qualche giorno prima di utilizzarli. Infatti, come è stato verificato in laboratorio le emissioni diminuiscono sensibilmente dopo un po’ di tempo, perché i solventi evaporano. Sorvegliate il bambino quando gioca sul tappettino, controllando che non morsichi il puzzle (potrebbero anche staccarsi dei piccoli pezzi, con rischio di soffocamento). Non lasciate mai la confezione al bambino come gioco, neanche se è riutilizzabile.  Verificate periodicamente che il tappeto sia integro, controllando specialmente i bordi. Non comprate prodotti che non riportano in etichetta il marchio CE, il numero di lotto ed i riferimenti dell’importatore.

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