lunedì 6 agosto 2012

Fare il bagno dopo aver mangiato: il malore è solo una leggenda?



La domanda che assilla soprattutto d’estate le mamme alle prese con figli piccoli è sempre la stessa, si può fare il bagno dopo aver pranzato, si rischia davvero una congestione digestiva tuffandosi in acqua a stomaco pieno o siamo di fronte ad una sorta di leggenda metropolitana capace di atterrire i bagnanti e che sarebbe ora di sfatare?

Non esiste una risposta valida per tutte le occasioni. In linea teorica lo spauracchio di una congestione digestiva, con annessa perdita di sensi ed in qualche caso un malore persino mortale è quasi sempre scongiurata. Per giungere a tanto infatti si dovrebbe verificare il caso che, mettendo in movimento in acqua i muscoli delle gambe e delle braccia in maniera intensa e richiedendo dunque un quantitativo di sangue e di ossigeno maggiore a livello muscolare per garantire il giusto movimento, si produrrebbe una sorta di vero e proprio “furto” di sangue a carico dell’apparato digerente impegnato in quel momento nei processi digestivi al punto da bloccarli.Ma basterebbe citare uno degli studi più recenti sulla materia, quello svolto a New York dalla University School of Medicine, per fugare ogni dubbio. La semplice ingestione di un pasto e relativa nuotata subito dopo, non espone il soggetto ad alcun particolare rischio, qualora lo stesso non abbia assunto bevande alcoliche. Secondo i ricercatori il rischio non sussisterebbe per i bagnanti nuotatori dilettanti che non sono in nessun caso nelle condizioni di far venir meno sangue al digerente a seguito del loro esercizio fisico, anche se intenso, Discorso ben diverso è quello che riguarda un campione olimpionico, impegnato in defaticanti esercizi che potrebbero davvero dar vita ad una congestione a livello digestivo. Normalmente, invece, secondo la ricerca scientifica, solo l’ 1% degli annegamenti avvenuti in America, sarebbero avvenuti dopo un pasto. Semmai, molto più pericoloso tuffarsi in acqua dopo aver ecceduto con i drink alcolici, in questo caso, l’eventualità di morire annegati, una volta entrati in acqua, sale ad oltre il 25% . 

Ma allora è giusto ritenere le mamme eccessivamente apprensive e bisognerebbe assecondare le richieste dei piccoli che vogliono fare il bagno impazientemente subito dopo aver pranzato? Sicuramente no, perché se è vero che, come visto, le possibilità di un malore seguito da un blocco della digestione sono remote, vero è anche che il semplice fatto di esporsi al sole, impegnarsi in qualche attività faticosa, anche fuori dall’acqua, pur non prevedendo conseguenze estreme, espongono il soggetto alla possibilità di un malore, sia pure di minore entità, spesso indipendentemente dall’età del bagnante. Ciò significa che non è l’acqua di mare o dolce che sia  a provocare il peggio, semmai la fatica. Stiamo comunque parlando di persone che hanno consumato pasti completi, spesso per certuni addirittura pantagruelici e ci riferiamo alle ore più calde della giornata spesso trascorse in riva al mare. Ben altro discorso è invece quello che considera la possibilità di un veloce spuntino che non richiede alcuna precauzione successiva, in fatto di bagni di mare e di fatica fisica. 

La maggior parte dei malori che si registrano in acqua, comunque, sono per lo più imputabili al fatto di entrare in acqua senza dare la possibilità al corpo di ambientarsi, col risultato di passare da una temperatura corporea elevata, che è quella che si ottiene standosene a lungo sotto al sole in spiaggia, ad una molto più bassa, che è quella dell’acqua. 

In questo caso, lo stress subito dall’organismo che deve adattarsi immediatamente alle due condizioni diametralmente opposte, in particolari condizioni, pensiamo ai bambini molto piccoli, agli anziani, ai soggetti non in perfetta forma fisica, è tale, da far rischiare la perdita repentina di coscienza del soggetto, fatto questo sicuramente pericoloso in un ambiente quale è l’acqua, dove, ricordiamoci, si può annegare e morire anche in pochi centimetri, se non si è in grado di reagire!

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