giovedì 17 settembre 2015

Cataratta: mai più bisturi!





La notizia non è di quella che ci farà trasalire e ci farà attendere il passaggio fra la sperimentazione e l’uso pratico della scoperta con estrema trepidazione. Tuttavia, atteso che a nessuno fa piacere sottoporsi ad un intervento chirurgico di cataratta, nonostante i sistemi sofisticati utilizzati oggi siano sicuri e poco invasivi, rallegrerà il cuore sapere che da qui a qualche anno tutti coloro i quali soffrono di cataratta non dovranno più entrare in una sala operatoria oculistica per risolvere il loro problema, visto che porranno fine ai loro disturbi con un semplicissimo collirio da istillare in ognuno degli occhi affetto da cataratta.



Il passaggio dalla sperimentazione del farmaco al suo utilizzo terapeutico è breve, si parla di appena qualche anno, atteso che cani sottoposti a questi colliri per risolvere problemi di cataratta congeniti hanno reagito benissimo, risolvendo definitivamente i loro problemi visivi. Secondo i ricercatori americani e cinesi che hanno agito in tandem nello studio, si sarebbe osservato come una particolare mutazione genetica causi forme di cataratta congenita cui è possibile opposi con un particolare gene in grado di codificare un enzima, il lanosterolo sintasi che a sua volta codifica una particolare molecola che prende il nome di lanosterolo che una volta in sito impedisce la formazione della cataratta.


Perché si giunge alla cataratta?


Il processo che porta alla cataratta semplice, ovvero la manifestazione tipica delle persone in età avanzata, consiste nell’opacizzazione del cristallino, che è la lente dell’occhio che va soggetta ad opacizzazione irreversibile, fino a giungere all’assoluta cecità se non si interviene, in quanto le proteine che compongono il cristallino, le alpha-cristalline e le beta- cristalline col tempo tendono ad ossidarsi opacizzando del tutto il cristallino.
Attualmente l’intervento di sostituzione del cristallino è uno dei più eseguiti al mondo e se si considera la vita media dell’individuo che tende sempre ad allungarsi, si presume che in un prossimo ventennio tali interventi si raddoppieranno. Pur trattandosi, come detto, di intervento sicuro, breve e poco invasivo, vero è che si parla pur sempre di un intervento chirurgico dove l’eventuale alea di rischio, sia pure bassissima, esiste pur sempre. E, dunque, perché non sperare che nel brevissimo tempo un semplice trattamento farmacologico costituito da semplicissime gocce oculari, appunto un collirio, non manderà in soffitto il lettino operatorio?
Fonte: Nature

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