domenica 3 febbraio 2019

Cancro: un vaccino potrebbe finalmente debellare il tumore e le metastasi




Un passo importantissimo della ricerca medico scientifica che potrebbe, qualora i dati fossero avvalorati nel tempo, dare un “calcio” definitivo al cancro, cancellandolo così con un semplice vaccino! Ovviamente la prudenza non è mai troppa e guai a cantare vittoria prima del risultato definitivo, ma uno studio californiano sembra aver imboccato la strada giusta volta a debellare definitivamente il cancro.
Studiosi della Stanford University School of Medicine, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro scientifico su Science Translational Medicine, avrebbero osservato infatti, che iniettando un vaccino in un gruppo di topi di laboratorio affetti da cancro e approfondendo la
/div> ricerca iniettando due agenti immunostimolanti bersagliando dei tumori solidi che affliggevano questi animali, constatavano non solo la scomparsa della neoplasia, fatto di per sé sicuramente rivoluzionario, ma addirittura ogni traccia di metastasi. Tale metodica appare ancora più interessante se si pensa che il vaccino agirebbe non in un solo tipo tumore, ma per numerosi altri. La particolarità della ricerca scientifica è data anche dal fatto che l’intervento con questo inedito vaccino ancora sperimentale è eseguito in loco, ovvero si inocula il vaccino direttamente sul tumore che consiste in due agenti immunostimolanti e non per via sistemica come di norma si fa con i vaccini in generale. I risultati promettenti, ottenuti con i topi di laboratorio, hanno indotto i ricercatori a sperimentare l’inedita scoperta scientifica anche in umana su un gruppo di pazienti affetti da linfoma. La particolarità della ricerca e di questa sperimentazione risiede anche nel fatto che parliamo di un trattamento a basso costo rispetto a tutti gli altri sperimentati fino ad oggi.
"Quando usiamo questi due agenti immunostimolanti insieme vediamo l'eliminazione dei tumori su tutto il corpo", ha spiegato Ronald Levy, professore di oncologia che guida la ricerca insieme a Idit Sagiv-Barfi. "Questo approccio bypassa la necessità di identificare i target immunitari specifici del tumore e non richiede l'attivazione massiccia del sistema immunitario o la 'modifica' delle cellule immunitarie di un paziente".
L’immunoterapia la nuova frontiera contro il cancro
In sostanza il nuovo baluardo da utilizzare contro il cancro passa dall’immunoterapia e nello specifico, riguardo la sperimentazione
iniziata sui topi e continuata in umana, i ricercatori utilizzano un frammento di DNA che chiamano oligonucleotide CpG che agisce con altre cellule immunitaria ad esso vicino stimolando un recettore chiamato 0X40 ed insieme attivano le cellule T contro le cellule tumorali. Sia il frammento del DNA, sia gli anticorpi che si uniscono alle cellule T vengono iniettati direttamente nella sede del tumore e le cellule T così trattate si dirigono non solo nella sede del tumore che si intende guarire ma anche alle rispettive metastasi. Insomma un modo per schermare le cellule T che dopo aver debellato il tumore primario si dirigono indisturbate verso il tumore secondario, ovvero, le metastasi. In atto, dei tanti studi fatti fino adesso, questa sembra la strada più percorribile per la cura definitiva del cancro in qualsiasi forma esso si presenti.
Fonte: Pharmakronos


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