lunedì 13 maggio 2013

Bibite gassate: allarme obesità, infarti e tumori



Aumento di peso, maggiore propensione alle malattie cardiovascolari e ad alcuni tipi di tumore. Sono questi i rischi che si corrono consumando elevati quantità di bibite gassate. L’allarme arriva oltre oceano: la Harvard School of Public Health di Boston ha presentato, in questi giorni, na ricerca dalla quale emerge che queste bevande sono responsabili ogni anno della morte di 180mila persone, 500 al giorno.

--> Sotto accusa sono finite le bibite zuccherate a base di soda, succhi di frutta dolci ed Energy drink. Insomma, bevande finite nel mirino anche del nostro ex ministro della Salute Renato Balduzzi che in occasione del decreto di riforma della sanità aveva proposto l’introduzione di una tassa come possibile deterrente.

La previsione aveva suscitato non poche critiche, non solo – come era prevedibile – da parte dei produttori ma anche dei consumatori preoccupati a difendere il ‘portafoglio’ delle famiglie italiane in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando. Di quella tassa non si è fatto più nulla, però il dibattito sui rischi per la salute è sempre aperto e difficile a placarsi. Per arginare il fenomeno (negativo) della crescenteobesità soprattutto tra i giovani, Balduzzi nel contestato decreto aveva inserito una norma che prevedeva l’aumento, dal 12 al 20%, della percentuale di frutta nelle bevande a base di frutta. Un buon passo in avanti, peccati, però, che quella norma non è ancora operativa. “Uno stop alla aranciate senza arance che – rileva la Coldiretti – servirebbe a rendere piu’ salutari le bibite con un consumo stimato di ben 200 milioni di arance in piu’ all’anno da parte degli italiani”.

La Coldiretti si spinge oltre sottolineando che sugli stili di alimentazione sbagliati incide anche il “pericoloso abbandono dei principi base della dieta mediterranea che è universalmente conosciuta come importante nella prevenzione delle malattie e che ha fino ad ora garantito agli italiani una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo. Nel corso del 2012 molti italiani – conclude la Coldiretti – hanno invece abbandonato i principi base della dieta mediterranea con un calo nei consumi familiari di pesce fresco (-3 per cento), vino (-3 per cento), ortofrutta (-2 per cento) e olio di oliva (-1 per cento) anche se hanno portato in tavola piu’ pasta (+1 per cento), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea”.
-->
Articolo redatto da Help Consumatori

Nessun commento:

Posta un commento