martedì 10 gennaio 2012

Eiaculazione precoce: se lui è troppo veloce

Per una coppia l’eiaculazione precoce rappresenta una sorta di fantasma contro il quale lottare. Tuttavia, non siamo neanche del tutto certi che chi soffre della patologia e lo stesso coniuge siano sempre in grado di stabilire l’esatta valenza della condizione patologica, così come non è raro il fatto che qualcuno non confonda l’eiaculazione precoce con l’impotenza, ciò per il semplice fatto che entrambe le condizioni rendono difficile, se non impossibile, la vita sessuale all’interno della coppia. 


Oltretutto, bisogna anche sgombrare il campo da quelle false positività che accompagnano la condizione, ritenuto che è possibile in determinati periodi della vita, soffrire di qualche alterazione delle proprie performance sessuali, senza per questo pensare immediatamente ad una patologia, stante il fatto che anche le proprie prestazioni sessuali sono sovente dipendenti da determinati stati patologici insorti e, dunque, prima di parlare di eiaculazione precoce, con tutte le conseguenze che tale stato determina, sarebbe sempre meglio discutere del disturbo col proprio medico curante, al fine di stabilire o meno l’evidenza della condizione patologica insorta.

Premesso ciò, occorre anche dire che anche nei casi in cui si fosse di fronte ad uno stato conclamato rappresentato da un’eiaculazione precoce magari ricorrente, tale condizione, in molti casi, si potrebbe anche risolvere senza ricorso ad alcuna terapia. Dobbiamo concludere dunque che contro l’eiaculazione precoce non esiste terapia, oppure che bisogna aspettare che la condizione torni da sola alla normalità? Assolutamente no!
Dunque prima di parlare di cure, vediamo di inquadrare il problema, insomma, quando possiamo sicuramente pensare ad una forma di eiaculazione precoce e per farlo, dobbiamo capire di cosa stiamo parlando.

Cos’è l’eiaculazione precoce

Si parla di eiaculazione precoce laddove, durante un rapporto sessuale, l’uomo non riesce a soddisfare la propria partner perché l’eiaculazione cui va incontro giunge con largo anticipo non solo rispetto all’orgasmo femminile, ma addirittura, ancor prima della penetrazione della donna, dunque durante i preliminari. Ne deriva che in queste condizioni non solo è impossibile consumare il rapporto sessuale, ma persino impossibile iniziarlo.
Secondo Master e Johnson, due medici che hanno studiato a fondo il problema, il rapporto sessuale è contraddistinto da quattro fasi diverse l’una dall’altra. Si parte dall’Eccitazione: la fase in cui si raggiungono i massimi livelli di tensione sessuale, seguita dal Plateau: la fase in cui vi è il mantenimento dei livelli della fase di eccitazione, culminando nell’ Orgasmo: la “punta” massima della tensione sessuale con raggiunta dei massimi livelli di piacere, seguita, a conclusione dell’amplesso, dalla Risoluzione: il momento in cui si assiste ad un decremento della tensione sessuale fino a raggiungere lo stato iniziale di normalità.

Una chiara classificazione del problema, che evidenzia un dato importante, ovvero, basta che nel rapporto sessuale manca una sola di queste fasi e si giunge ad una certa anomalia della prestazione sessuale. Vediamo dunque perché si va incontro all’eiaculazione precoce e, dunque, quali sono le cause organiche e/o psicologiche che conducono al problema.

Le cause dell’eiaculazione precoce

Troppo semplice pensare che l’eiaculazione precoce sia determinata da sole cause di natura psicologica, spesso spiegate con un rapporto sessuale consumato con un partner poco attento alle nostre esigenze, magari occasionale, oppure frettoloso o molto più giovane di noi. Esiste anche questa situazione, ovviamente, così come esistono condizioni patologiche che finiscono con il riflettersi assai negativamente sulle prestazioni sessuali dell’individuo. Semmai le cause psicologiche finiscono con l’aggravare il problema, atteso che chi non riesce a portare a termine una prestazione sessuale o, addirittura, a cominciarla, prima ancora di mettersi seriamente in discussione, prova un senso di vergogna e di colpa nei confronti della partner.
Dovendo esaminare le cause organiche di un’eiaculazione precoce, non possiamo non considerare le motivazioni congenite della condizione patologica. Fra queste menzioniamo le malformazioni di interesse urologico rappresentate dal frenulo breve, una struttura costituita da un sottile lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio che, se non di adeguata lunghezza, finisce per non consentire un’erezione regolare. Ovviamente una causa congenita generalmente si fa strada in soggetti giovani appena giunti alla maturità sessuale in quanto è difficile che un uomo adulto abbia potuto vivere una propria vita sessuale senza risentire del peso di un’anomalia congenita.
Dunque, nel novero delle cause organiche che hanno incidenza in un’eiaculazione precoce dobbiamo ricordare i disturbi insorti nel maschio durante la propria vita e fra questi, impossibile non citare le flogosi a carico degli organi genitali, per lo più causata da agenti infettivi, dove possiamo anche assistere ad una vera e propria infiammazione della prostata o delle vescicole che la compongono.

Così come sono da ricordare anche le patologie a carattere neurologico e di natura metabolica come il diabete che per la sua origine si conclama con danni a carico di nervi e vasi a causa delle neuropatie periferiche cui il soggetto diabetico va incontro anche a carico degli organi sessuali, un’evidenza questa che riscontriamo anche nei soggetti affetti da etilismo cronico. Un’altra causa neurologica che può determinare eiaculazione precoce, bisogna ricordare la sclerosi multipla in grado di determinare, di norma, lesioni a carattere permanente a carico del sistema nervoso. Insomma, la rilevanza che le cause organiche e, dunque patologiche, che si riflettono sull’eiaculazione precoce, è abbastanza significativa ma non preponderante, se si considera che su cento diagnosi di eiaculazione precoce, almeno 20 sono ascrivibili a cause organiche, resta l’altro 80%, ovvero, la quota più alta che è quasi sempre di pertinenza psicologica. Possiamo dunque concludere che una tale situazione patologica debba essere solamente studiata e risolta dalla psicoterapia? No, per il semplice fatto che prima di giungere dallo psicoterapeuta il paziente dovrà essere visto dal medico al fine di individuare il problema escludendo eventuali malattie che si riflettono sulla condizione patologica, compresa l’eventualità che un’eiaculazione precoce nasconda l’a possibile presenza di tumori a carico degli organi genitali, oppure sia stata causa di traumi insorti cui si è data scarsa rilevanza.

Ma non sono da escludere le azioni, spesso combinate, di quei farmaci che presentino, come effetto collaterale, disturbi della sfera sessuale, ricordiamo gli antipertensivi, le anfetamine, per non considerare le sostanze stupefacenti che possono avere un  peso importante anche nella performance sessuale della persona. Una volta esclusa ogni altra causa di pertinenza medica, l’apporto dello psicoterapeuta diviene centrale nella cura della condizione patologica.

Come si diagnostica e si cura un’eiaculazione precoce

Oggi la medicina dispone di accertamenti diagnostici costituiti dall’ecografia e dagli esami ematici in grado di centrare il problema che sta alla base del disturbo. Eventualmente il medico può anche disporre il ricorso all’ecocolordopplergrafia, soprattutto in quei soggetti, diabetici ad esempio, che soffrono di patologie della circolazione del sangue, aggravate da eventuali forme di aterosclerosi a carico anche degli organi genitali.

Il ricorso alla chirurgia è necessario quando si vogliono risolvere  eventuali malformazioni per lo più congenite, così come il ricorso all’urologia è determinante  per il trattamento farmacologico del disturbo e diviene risolutorio  in quelle cause in cui l’affezione sia di pertinenza medico-specialistica. Grandi successi terapeutici invece sono ascrivibili alla psicoterapia di coppia che potrà essere completata, di concerto col medico, con un adeguato trattamento farmacologico quando necessario.
Sarà compito sia del medico che dello psicoterapeuta convincere il paziente che il suo disturbo non si dovrà ascrivere nella sfera delle nevrosi, o di quelle turbe della personalità cui spesso molti ritengono di appartenere per via dei troppi pregiudizi che ancora oggi costellano il disturbo. Una cosa è certa, un’eiaculazione precoce non trattata per diverso tempo, può contribuire a minare, a volte in maniera definitiva, l’equilibrio di una coppia.

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