venerdì 1 marzo 2013

Cistite: diagnosi, cura, prognosi, eventuali recidive




Col termine cistite si inquadrano tutta una sequela di infezioni delle vie urinarie senza con questo discernere le varie forme, né classificare di preciso l’area di insorgenza dell’eventuale sepsi. Non spetta certo al paziente stabilire dove abbia avuto origine la malattia, quanto al medico indagare, con la preziosa consulenza del laboratorio d’analisi e localizzare in maniera precisa l’organo che in quel momento sta subendo maggiormente l’attacco degli agenti patogeni. Ciò in quanto parlando di cistite una cosa è certa, ovvero, che il paziente lamenta disturbi a volte insopportabili all’apparato urinario in maniera generica, senza poter stabilire con esattezza se la sede dell’infezione è a livello ad esempio della vescica o dell’uretere o in qualsiasi altro organo vicino. Una cosa è certa, di fronte ad un problema caratterizzato da bruciore alla minzione, senso di spossatezza, spesso aumento della temperatura corporea e veri e propri spasmi con impellente bisogno di urinare, compresa l’evidenza di una scarsa quantità di urina emessa, bisognerà contattare al più presto il proprio medico curante.

L’origine di una cistite, indipendentemente dall’organo coinvolto, è
--> sempre associata alla colonizzazione di agenti patogeni a carico dell’apparato urinario. Come accade in altre malattie, per ammalarsi però concorrono altri fattori, compresa l’incapacità dell’organismo in quel frangente di difendersi adeguatamente. E’ importante quest’ultimo passaggio, perché ci da l’idea che non esiste la malattia finchè il nostro organismo riesce a fronteggiarla.
Qualsiasi malattia per farsi strada necessita di situazioni esterne ma soprattutto endogene tali da non consentire al corpo di difendersi come si deve. In questo delicato momento intervengono fattori noti e meno noti che partecipano attivamente e negativamente alla difesa dell’organismo una volta che viene interessato da una qualsiasi patologia. Primo fra tutti l’età, lo stress, che piega le difese immunitarie, altre eventuali malattie,nonché  lo stato di totale messa a punto del nostro sistema immunitario. Tale premessa, come si comprende, riguarda non solo le cistiti, ma qualsivoglia malattie, soprattutto di natura infettiva.

Quali sono le cause che ci fanno ammalare

Qualcuno ritiene che sia la stessa urina col suo carico di germi a provocare la malattia. Eppure quando ciò accade l’urina non solo essa stessa capace dell’insorgenza di una qualsiasi forma di cistite, altrimenti saremmo continuamente ammalati. Sono fattori collaterali che con l’urina provvedono a creare la patologia. Tali fattori creano tali condizioni ad esempio quando non permettono all’apparato urinario di svuotarsi fisiologicamente creando ristagni di urina che finiscono con l’infettarla e dar vita alla malattia. Stessa cosa accade quando i fattori concomitanti mutano il PH delle urine stesse, situazione questa importante ai fini dell’insorgenza dei primi sintomi. Bisogna infatti
ricordare che il PH dell’urina è fissato intorno al 5/5,5, quando il grado di acidità o basicità muta si creano le condizioni affinchè l’urina infettandosi possa trasmettere l’infezione. Stessa cosa se l’organismo a causa di patologie insorte o malformazioni, non riesce a svuotare per intero la vescica causando ristagno di urine. In maniera diversa ciò potrebbe accadere agli uomini laddove fosse compromessa la secrezione prostatica capace com’è di detenere un importante effetto antibatterico che contrasta naturalmente l’azione degli eventuali germi patogeni. Insomma, tutta una serie di cause e concause capaci di determinare la malattia e se parliamo di ristagno urinario, come non ricordare quei fenomeni meccanici che si oppongono all’allontanamento delle urine dal nostro corpo e fra queste come non individuare le calcolosi urinarie che impediscono lo svuotamento della vescica con relativo ristagno di urina consequenziale. Se poi immaginiamo il nostro corpo impegnato a contrastare la carica batterica dei patogeni, non possiamo al contempo trascurare l’azione di quei farmaci che agiscono abbassando le difese immunitarie come accade con il cortisone o quelle stesse patologie, di norma autoimmuni, che sortiscono lo stesso effetto. Poi ci sono cause di natura meccanica che fanno si che, involontariamente sia lo stesso paziente a contribuire ad estendere o ad innescare la malattia agevolando la trasmigrazione di batteri o virus dall’intestino fino all’apparato urinario. Tale situazione si verifica a volte nella donna che si lava le parti intime con movimento della mano che da dietro convogliano l’acqua fino alle parti intime e non viceversa. Resta tuttavia il fatto che per ammalarsi occorre sempre una certa predisposizione spesso familiare o individuale e a detenere maggiore possibilità ad andare incontro alle cistite è la donna rispetto all’uomo. Il motivo è per lo più anatomico, possedendo la donna un’uretra di dimensioni più ridotte rispetto a quanto avvenga agli appartenenti al sesso “forte”. L’uso di cateteri vescicali è inoltre considerato un fattore importante che apre la strada all’infezione, soprattutto quando non si sia provveduto  a prevenire con i farmaci tale evenienza. Da ricordare anche la gravidanza come fattore aggiunto di una cistite, una gravidanza infatti giunta quasi a termine, può essere causa frequente di infezione urinaria, per la possibilità che la pressione esercitata dal nascituro finisca per rappresentare da sola un ostacolo al normale svuotamento vescicale dell’urina. Un quadro complesso dunque, come si è visto, ma importante non tanto quando la malattia si fa strada raramente nell’individuo, ma quando questa tende a cronicizzarsi o a presentarsi con una certa frequanza nello stesso paziente.

Cistite, i fattori da conoscere, i miti da sfatare, la sintomatologia

Qualcuno crede che la cistite privilegi il freddo per farsi strada. Qualche altro invece annovera alla stagione calda la causa primaria della malattia. Non esiste invece alcun periodo dell’anno particolare che favorisca l’insorgenza di una qualsiasi infezione urinaria. Meglio annoverare eventuali focus infettivi in loco o anche distanti dalla vescica come motivo valido che spieghi la patologia.
--> Una patologia che ha dei segni molto precisi e che conviene ben interpretare cercando di ricordarli bene perché poi andranno riferiti al medico. Il primo segno importante è rappresentato dal bisogno impellente di urinare, salvo constatare poi che l’urina emessa si limita a qualche goccia, per di più espulsa con fatica. Bruciore, senso di pesantezza o addirittura dolore al momento di fare pipì, spesso anche prima e quasi sempre dopo la minzione, fanno il resto. Tale situazione è ancora più spiacevole se consideriamo che non è raro che il paziente avverta l’urgenza di tornare in bagno pochi minuti dopo essersi rimesso a letto. Né serve pensare che resistere oltre, posto che ci si riesca, risolva in qualche modo la situazione. Altro sintomo da riferire al medico è l’eventuale presenza di sangue nelle urine, l’ematuria in gergo medico, segno che chissà, magari qualche calcoletto di proporzioni infinitesimali, sia causa esso stesso dell’esacerbarsi della malattia. Lafebbre, i dolori spesso lancinanti pelvici sono altri sintomi che consentono la diagnosi. A questi si aggiunge un sintomo che potrebbe farsi strada, anche se non frequentemente e che indica un’eventuale forma di cistite più impegnativa sicuramente da trattare al più presto. Tale sintomo è il tremore, non associato a febbre, un tremore incontrollabile cui il paziente va incontro in certi momenti della giornata e che spesso non è del tutto proporzionato all’intensità degli altri sintomi appena visti.

Cistite, come curarla

La diagnosi si basa sull’esame obbiettivo da parte del paziente e sui referti del laboratorio d’analisi che, grazie all’urinocoltura offre un importante indizio diagnostico che palesa al medico la possibilità di rendersi conto della presenza di quali agenti patogeni in maggior misura sono entrati a far parte della carica batterica che abbia determinato la patologia. Il successivo ricorso all’antibiogramma è in grado di stabilire con precisione la famiglia di antibiotici che meglio di altre reagisce ai patogeni. Esistono anche cistiti virali che però per la loro complessità richiedono un approccio terapeutico e diagnostico del tutto particolare. Ne deriva che parlando delle cistiti classiche, quelle causate da batteri, il ricorso agli antibiotici diviene conditio sine qua non. Oltretutto oggi la moderna farmacologia ci consente di disporre di potenti molecole, anche in monosomministrazione, capace di fronteggiare in breve tempo il problema. A queste vanno associati spasmolitici per contrastare il dolore per lo più pelvico  e liquidi in abbondanza da assumersi per bocca o in flebo qualora il paziente sia afflitto anche dal vomito, in ragione di non meno di 3 litri di liquidi al giorno. Utile ricordare infine che ogni forma di infezione a carico dell’apparato urinario andrà curata al meglio, proprio per scongiurare l’eventuale insorgenza di una colica renale sempre in agguato in presenza di certe malattie.



Prognosi

Con una buona cura tempestiva, bastano pochi giorni per risolvere il tutto, senza dimenticare però che soggetti che vanno incontro a queste malattie con una certa frequenza non potranno limitarsi a ritenere che l’assenza dei sintomi indica sicuramente la guarigione. Laddove si incorra sovente in questo tipo di infezioni, bisognerà investigare con i mezzi a disposizione  anche strumentali, riguardo lo stato generale dell’intero apparato urinario al fine di scongiurare un eventuale attacco nel tempo, senza contare che è spesso la stessa cistite ad aprire la strada a più pericolose infezioni, come ad esempio, le nefriti.
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