martedì 8 gennaio 2019

Prima colazione degli italiani: ma quanti errori che facciamo!




Sappiamo veramente tutto della prima colazione al mattino? Forse no, visto che i dubbi sono tanti, a cominciare dalla scelta se lasciarsi andare ad una colazione salata o dolce, se conviene saltarla, abitudine questa riservata al 7% della popolazione italiana, o limitarsi a qualche bevanda e null’altro. Appare interessante quindi l’indagine realizzata dalla Doxa e dall’Aidepi, l’associazione che racchiude le industrie dolciarie e della pasta in Italia.

Ed ecco il responso. Cominciamo da quelli che sostengono che la prima colazione degli italiani è sicuramente squilibrata. Lo dicono un italiano su cinque ma soprattutto quasi sei italiani su dieci pensa che a colazione sia meglio aumentare la dose di proteine a scapito dei carboidrati, addirittura, quattro italiani su dieci pensa che durante la prima colazione il menù debba essere privato dei carboidrati, scatenando solo per questo le ira dei nutrizionisti che sostengono che i carboidrati abbiano un ruolo basilare nella prima colazione. E che dire dei quasi 10 milioni di nostri connazionali che pensa che la colazione debba essere interamente salata mentre sette italiani su dieci sostengono che la prima colazione dovrebbe essere del tutto privata dei grassi. Secondo Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport:

Il consiglio è che ogni pasto sia il più completo possibile e che apporti tutti i nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, acqua, fibra, sali minerali e vitamine). La ripartizione più corretta è data dal 70% di carboidrati, il 20% di proteine e il 10% di grassi. Tradotto in un menù, un buon mix è dato da una porzione (50 grammi) di pane, oppure tre fette biscottate (30 grammi) o quantità equivalenti di altri prodotti da forno, cereali (30 grammi), muesli o biscotti; una tazza (125 ml) di latte o uno yogurt; e un frutto. Non c’è motivo di rinunciare alla colazione dolce, tipica del nostro Paese.”

Resta l’argomento controverso che è quello di chi ritiene dover fare colazione con il latte vegetale o bevande similari, lo pensa quasi la metà del campione intervistato ritenendo questi latti più digeribili del classico latte vaccino. Sbagliato, sostiene ancora Gianpietro.
Il latte ha sostanze specifiche che le bevande ottenute dai vegetali non hanno, non vanno considerate un’alternativa, ma una scelta diversa, dettata dal gusto o da specifiche e comprovate necessità. Il latte è da escludere solo nella dieta di chi ha un’allergia alle proteine del latte vaccino, mentre chi è intollerante può usare un latte delattosato o lo yogurt.” Fanno presa anche i prodotti senza glutine, tanto che un italiano su tre ritiene utile eliminarlo a colazione, mentre per chi non soffre di celiachia non c’è motivo di fare questa scelta e anzi, si rischia di avere una dieta più ricca di grassi. E concludiamo con quegli italiani che si affidano allo zenzero e alle bacche di Goji, una fetta di popolazione sicuramente molto nutrita, un po’ meno diffusa,invece, ma fino ad un certo punto, visto che coinvolge il 55% della popolazione, è quella che ritiene che bere dell’acqua e del limone di prima mattina e, nulla più, serva a fare dimagrire, peccato che questa convinzione non poggi su nulla. Resta il fatto che l’83% degli italiani pensa sia necessaria la prima colazione, indipendentemente da come la si faccia, il 17% ritiene utile non farla, così come è prevalente il numero di persone che preferiscano farla a casa piuttosto che al bar, sarà questo dovuto anche ad un fatto puramente economico?


Fonte: Help Consumatori


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