sabato 5 gennaio 2019

Sono inutili gli integratori? A volte si altre no, ma il problema resta!




Certo che se un giorno scoprissimo che gli integratori alimentari sono prodotti completamente inutili, bisognerebbe lo stesso dar atto ai produttori di queste sostanze di aver fatto una incisiva campagna di marketing negli anni che ha dato, eccome, i suoi frutti. Basti pensare che secondo un’indagine di GFK per Federsalus, in un solo anno un italiano su due ha utilizzato un integratore, tant’è che le vendite si sono posizionate ben oltre i 32 milioni di pezzi venduti all’anno.


Ne deriva che ogni italiano ogni anno consuma almeno due tipologie di integratori alimentari, considerato che nella categoria rientrano pure i fermenti lattici e gli integratori di sali minerali. Ne deriva che non possiamo ovviamente definire inutile un prodotto come l’integratore alimentare,se pensiamo che a volte resta quasi l’unico vero presidio per certi disturbi, semmai, come spesso accade, si tende a utilizzarlo alla stregua dei farmaci, molto spesso, superando la ritrosia di coloro che non si affidano al farmaco di sintesi per paura di eventuali interazioni o controindicazioni e ritengono che un prodotto naturale, in quanto naturale, faccia sempre bene o al massimo sia del tutto innocuo.

Ma se ciò può valere per i fermenti lattici, si può dire la stessa cosa per quegli integratori a base di potassio o altri sali minerali che,martellati come siamo pure dalla insistente pubblicità siamo indotti ad assumere ad ogni piè sospinto? Siamo proprio del tutto sicuri che tutti siamo a conoscenza del rischio che in determinate condizioni della nostra vita comporta l’implementazione del solo potassio assunto senza regole o se al contrario tale abuso non possa avere effetti pericolosi per la nostra salute? Siamo sicuri che tutti sanno che in cura per certe malattie aggiungere sali minerali senza controllo non possa nuocere gravemente alla nostra salute? Siamo così certi che tutti coloro che assumono un integratore lo facciano sotto controllo medico oppure riempiono il carrello al supermercato anche di queste sostanze, alla stregua di quanto farebbero con le merendine per bambini?

E che dire di quegli integratori ben travestiti da farmaci, privi di effetti collaterali, apparentemente, che vengono spacciati per prevenire malattie cardiovascolari, protettivi delle ossa e delle articolazioni, somministrati per risolvere stati d’ansia nel lungo tempo, consigliati per le donne in menopausa e per tante altre patologie dispensati a pioggia con la scusa che al limite male non fanno? Se qualcuno avesse il coraggio di gridare allo scandalo per il solo fatto che la salute delle persone viene barattata in tv fra uno spot e un altro, completamente scevra da controlli medici, abituati sempre di più al fai da te con i farmaci, figurarsi con gli integratori che sempre di più finiscono per assurgere alla nuova frontiera della cura delle malattie, in maniera del tutto autonoma e nel chiuso della nostra casa. Alla luce di tutto ciò, potrebbe esserci qualcuno disposto ad ascoltare questo allarme che prima o poi dovrà pur essere lanciato, condannando in maniera incisiva un fenomeno tanto delicato, se si pensa che agisce sulla nostra salute e così tanto poco regolamentato? 

Certo, fronteggiare un’industria come quella degli integratori che oggi pare voler superare quella del farmaco con i suoi quasi 3 miliardi di euro di fatturato in un anno e ben 200 tipi di confezioni diverse vendute è cosa ormai troppo ardua. Chiederlo alle stesse farmacie che sono il primo canale distributivo più importante con il 92% dei prodotti venduti, è cosa molto difficile, ma siamo certi che i farmacisti siano del tutto preparati a dispensare una sostanza senza l’ausilio del medico o se sono mossi da altre motivazioni quando vendono un integratore?

Ci si chiede anche perché un integratore debba costare così tanto in farmacia e molto meno presso altri canali distributivi a parità di componenti, se si considera oltretutto, che i principi attivi di un integratore non sono soggetti a quell’iter costosissimo che riguarda i farmaci prima di essere immessi sul mercato.

Pertanto, ritornando alla domanda iniziale, sono utili o meno gli integratori alimentari, non è possibile dare una risposta univoca. In certi casi gli integratori sono sicuramente utili, ad esempio, nella cura di certe affezioni che riguardano la protezione dei vasi venosi il cui trattamento è affidato quasi esclusivamente agli integratori. L’implementazione di sali minerali, quando non è possibile porvi rimedio con la dieta, è anch’essa appannaggio degli integratori. Su molte altre patologie, la validità degli integratori è tutta da dimostrare, visto che i produttori si guardano bene dal pubblicare studi validati da un punto di vista scientifico. Così come è tutto da dimostrare che l’individuo, anche giovane, debba far ricorso continuamente a composti multivitaminici per star meglio, o dopo una qualsiasi malattia da raffreddamento, come invece si viene indotti a credere dai continui spot pubblicitari. E che dire dell’alimentazione, si preferisce non puntare più su stili di vita corretti, da un punto di vista alimentare, tanto a porvi rimedio esistono gli integratori.

Ma sarebbe da attenzionare un altro dato. Possibile non tenere in nessuna considerazione il pericolo di una pubblicità martellante nei confronti di sostanze assunte senza criterio e senza neanche consultarsi con un medico? Possibile trascurare il fatto che tali sostanze possono arrecare danni anche importanti all’organismo, in assenza di una informazione adeguata? Perchè i medici tacciono rispetto ad un fenomeno così poco regolamentato? Troppe domande, molte senza risposta, per il solo fatto che in troppi non hanno interesse a fornirne alcuna!


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