mercoledì 28 novembre 2012

Verginità: ecco come la si fa tornare

-->

Possibile che la nostra Società proiettata sempre di più al futuro, aperta sempre a nuove esperienze, che pare abbiano lasciato indietro i retaggi del passato, ha finito per riconsiderare un valore la verginità? Ebbene si! Pur se inaspettatamente rileviamo che negli ospedali italiani sono stati richiesti ed effettuati qualcosa come 47 interventi della cosiddetta “rivergination”, ovvero, l’intervento chirurgico in grado di far tornare la verginità a quella donna che l’abbia persa.
-->
Ma non è tutto, per chi ritiene imbarazzante recarsi presso i luoghi di cura italiani, è pronto un viaggio, destinazione America del Sud, dove questi interventi sono divenuti la norma, al punto che dall’Italia, almeno per quello che ci riguarda, partono veri e propri tour per raggiungere quella parte del mondo al di là dell’Oceano. Ma ciò che stupisce è anche il fatto di assistere ad un numero maggiore di interventi del genere non in regioni ritenute falsamente “bigotte” d’Italia, soprattutto al Sud, ma anche nelle regioni che più e prima hanno guardato all’emancipazione femminile come ad un traguardo possibile e raggiungibile. Un esempio, dove si pratica il maggior numero di interventi è in regioni quali la Lombardia, seguita dal Veneto, dalla Puglia e dalla Sicilia.

L’intervento chirurgico è abbastanza semplice, in pratica si tratta di costruire l’imene deflorato durante il primo rapporto sessuale. In termini tecnici si chiama imenoplastica. La donna a questo punto sembrerà vergine al suo primo rapporto post intervento. L’intervento operatorio, eseguito in narcosi, dura una mezz'ora circa e prevede una degenza limitatissima o se si opta per l’anestesia locale si opera in regime di day Hospital. Occorre comunque dire, concludendo, che riflussi storici o meno, ad essere interessati a questo intervento sono in larga parte le donne extracomunitarie per ovvi motivi loro socio-culturali. 
-->

Nessun commento:

Posta un commento