sabato 10 marzo 2012

Orticaria: qual è la migliore terapia per curarla



Se qualcuno ancora immagina che l’orticaria, potendosi ascrivere almeno per quanto attiene i sintomi, alle allergie, debba rispettare una propria stagionalità e, dunque, manifestarsi per lo più in primavera come accade con tante altre allergie , si sbaglierebbe, non è così…. Oltretutto l’orticaria è un fenomeno riconducibile ad una moltitudine di cause tanto diverse fra di loro che non è possibile collocarla precisamente in un periodo dell’anno, anche se recenti studi ammettono che incorrere in tale affezione possa essere più frequente nella stagione fredda, dunque d’inverno piuttosto che in primavera o estate, i soggetti predisposti possono andare incontro al fenomeno.

Il classico prurito diffuso su gran parte del corpo, i pomfi rossi che sono i chiari sintomi di un’orticaria in atto, riconoscono più alla stagione fredda piuttosto che a quella calda il periodo di maggior frequenza dei fenomeni di riacutizzazione  per quelle forme soprattutto ascritte a quella che si definisce orticaria “da freddo” e che risente non solo del freddo in sé, ma anche degli sbalzi termici e di quelle attività fisiche svolte generalmente al chiuso come avviene in casa o in palestra.



E se dunque si parla di orticaria non possono non suscitare interesse i dati che riprendono nel suo insieme tale affezione, ovvero, dai più recenti dati a disposizione è emerso che venti persone su cento almeno una volta nella loro vita ha sofferto di uno o più episodi del fenomeno che riguarda però più la donna che l’uomo e che l’età a maggior rischio per incorrere in un’orticaria è quella appartenente alla fascia  che va dai 20 ai 40 anni. Ovviamente parliamo di quelle situazioni in cui la sintomatologia non debba ascriversi a fattori concomitanti in grado da soli a scatenare il fenomeno, ad esempio, l’utilizzo di certi farmaci o l’ingestione di certi alimenti  “vietati” per quei soggetti predisposti.
Secondo Ornella De Pità, Presidente Adoi, l’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani e primario del Laboratorio di Immunologia e Allergologia dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata IRCSS di Roma, “ la forma più diffusa è quella acuta e copre circa i due terzi delle orticarie. Un terzo dei pazienti è affetto poi da una forma cronica, la cui causa resta spesso sconosciuta”.
Come si cura un’orticaria
A parere dei medici l’uso dei cosiddetti farmaci antistaminici resta la soluzione migliore, anche perché garantisce un alto livello di efficacia, sicurezza e praticità di utilizzo, come accade ad esempio con una recente molecola quale di fatto è l’Ebastina, un’antagonista dei recettori dell’istamina.
“Per quanto riguarda la terapia non ci sono state grosse novità in quest’ultimo periodo, il cardine della terapia è l’antistaminico. Il preparato liofilizzato messo sotto la lingua permette assorbimento molto rapido”, ha detto Paolo Pigatto, professore associato di Dermatologia dell’Università di Milano, IRCCS Galeazzi.

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