lunedì 4 febbraio 2013

Emicrania: a volte "a braccetto" con il reflusso gastroesofageo

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Il dubbio balzato agli occhi dei ricercatori nasceva dal fatto di sapere che l’emicrania poteva in qualche modo connettersi con eventuali patologie dell’apparato digerente, pirosi gastrica e reflusso gastroesofageo in primis. Tale dubbio serpeggiava nei ricercatori ben sapendo quanto, in particolar modo le donne, siano consumatrici abituali di Fans (farmaciantinfiammatori non steroidei) per curare i disturbi della cefalea o dell’emicrania se sofferenti della patologia, al fine di  fronteggiare gli attacchi acuti del disturbo.

Per meglio comprendere la relazione esistente fra le malattie del digerente ed il consumo di farmaci per curare l’emicrania o la cefalea, si è proceduto con uno studio duplice riferendosi alle risposte che questi pazienti hanno dato ad un’indagine svoltasi sul web volta a quantificare il consumo di farmaci del tipo citato o altre sostanze come i triptani assunti per lo stesso motivo.

Tale studio ha riguardato una popolazione di 1.832 pazienti emicranici rispetto alla quale si è osservato che almeno 366 di loro soffriva di reflusso gastroesofageo, una malattia che prevede ipersecrezione acida i cui prodotti secreti dallo stomaco superano la valvola che mette in comunicazione lo stomaco con l’esofago, il cardias e finiscono alla lunga per danneggiare anche l’esofago stesso.

Dall’analisi effettuata non sfuggiva anche un numero di persone, pari a circa 200 pazienti che presentava pirosi gastrica, mentre il restante 16% della popolazione intervistata manifestava i sintomi relativi al reflusso gastroesofageo, anche se in essi mancava una diagnosi che attestasse la malattia. Tali pazienti erano stati trattati per controllare l’emicrania e la cefalea con fans e con un’altra classe di farmaci quale di fatto sono i triptani.

Come si vede, oltre la metà della popolazione presa ad esame ha manifestato i sintomi della malattia al digerente nel tentativo di curare l’emicrania, da considerare inoltre che la stragrande maggioranza di questi pazienti erano di sesso femminile e, dunque, consumatori abituali di Fans anche per fronteggiare i dolori annessi con il ciclo mestruale.

Traendo dunque anche una conclusione pratica del problema, non si può non considerare che, stante il fatto che il rimedio all’inconveniente  spetta sempre al medico che dovrà monitorare con attenzione l’utilizzo che i suoi pazienti fanno di queste classi di farmaci, allo stesso tempo risulta sicuramente indicato in quei pazienti che associano all’emicrania anche eventuali disturbi ipersecretivi dello stomaco, il ricorso a quelle classi di farmaci, inibitori di pompa protonica in primis, che se da un lato curano la malattia gastrica, dall’altra proteggono la stessa mucosa gastrica messa in pericolo da quei farmaci che siano gastrolesivi, come appunto, i Fans.

Katic BJ et al, J Headache Pain 2008; Epub ahead of print

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