venerdì 15 febbraio 2013

Osteoporosi: alcuni farmaci per curarla possono esporre all'ulcera


Sono stati salutati come l'ultima frontiera di farmaci capaci di curare l'osteoporosi della donna in menopausa, stiamo parlando dei bifosfonati, al punto che tali sostanze farmacologiche sembrano oggi molecole imprescindibili per la paziente affetta da osteoporosi. Eppure, nonostante il successo di tali farmaci, non è possibile escludere che, in certi casi, tali molecole non nascondano insidie a livello dell'apparato digerente di chi li assume. Gli eventuali danni che i bifosfonati sarebbero in grado di arrecare nel paziente, sono di natura erosiva della parete gastrointestinale, alla stregua di quanto di fatto a volte  arrecato dagli stessi Fans, in assenza di gastroprotezione.

--> Lo direbbe  un gruppo di ricercatori della Roche di Nutley negli Stati Uniti che hanno riferito  che nelle donne in menopausa che assumevano bifosfonati  per contrastare l’osteoporosi, si siano verificati sporadici episodi di irritazione del tratto intestinale che ha comportato la sospensione della cura. Tali effetti collaterali erano più gravi se al paziente erano consigliate somministrazioni frequenti di bifosfonati. Per giungere a tale risultato i ricercatori hanno osservato gli eventuali disturbi entro tre mesi dal trattamento con tali farmaci al punto di poter dimostrare che su  8.608 pazienti, 45 di essi in cura con Ibandronato assunto mensilmente e 79 di quelli che ricevevano bifosfonati una volta alla settimana, sono andati incontro ai fenomeni avversi rappresentati da grave sanguinamento gastrico con o senza perforazione.

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Minori effetti avversi si sono invece osservati in quei pazienti che assumevano  Ibandronato rispetto a quelli con bifosonati, visto che l’eventualità di un evento gastrico e stato ridotto del 36% con il primo principio attivo piuttosto che col secondo. La conclusione cui si è giunti avrebbe convinto i ricercatori che i bifosfonati presentano una maggiore gastrolesività rispetto all’Ibandronato ed inoltre, i pazienti riceventi trattamento settimanale con bifosfonati avevano una maggiore probabilità di interrompere la terapia dopo un grave evento gastrointestinale. Si tratta a questo punto di capire se, alla luce di tali risultati, esistano le indicazioni per prevedere anche nei soggetti in cura con farmaci contro l'osteoporosi, fra quelli citati,  l'eventualità di aggiungere al trattamento nfarmacologico anche eventuali gastroprotettori, come di fatto avviene in coloro che assumono farmaci antinfiammatori non steroidei. 
(Xagena)
Blumentals WA et al, Ann Pharmacother 2009; 43: 577-585
Endo2009 Farma2009 Gastro2009

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