martedì 26 giugno 2012

Aspirina: è vero che riduce di molto il tumore allo stomaco?


Ha creato un po’ di scompiglio nel mondo scientifico la notizia riportata sulla rivista scientifica Lancet secondo la quale l’assunzione di acido acetilsalicilico, che ricordiamo essere il principio attivo dell’Aspirina, ridurrebbe in maniera significativa l’incidenza del tumore allo stomaco.
Il dato era dipendente da uno studio che aveva monitorato 25 mila pazienti in cura con Aspirina a basso dosaggio per la prevenzione di ictus e infarti e si è visto che un dosaggio di 75 mg o più di Aspirina al giorno avrebbe ridotto le morti del 3% circa quando causate da tumore. A questo punto il rischio che si vuole evitare è che la gente immagini l’Aspirina un ottimo rimedio preventivo contro le neoplasie alla luce degli studi da recente avvenuti. Perché se è vero che
le morti verrebbero quindi ridotte di un quinto, vero è anche che stiamo parlando di  "una diminuzione significativa ma modesta - scrive Altroconsumo - osservabile non prima di 5 anni di assunzione quotidiana di aspirina, anche a basse dosi".

"Se è vero che l'effetto è evidente per i tumori dell'apparato gastrointestinale, le cui morti diminuiscono della metà, è anche vero che per gli altri tumori l'effettivo beneficio è incerto. Questi effetti sulla mortalità permangono a 20 anni di distanza e sembrano più evidenti tra le persone che hanno assunto aspirina per più di 7 anni". Allora perché oggi non è possibile consigliare a tutti di prendere un'aspirina ogni giorno? Altroconsumo ne elenca i motivi:
  • L'assunzione regolare di aspirina non sembra dare benefici prima di 5 anni, ma un uso giornaliero del farmaco per un lasso di tempo così prolungato ha un effetto sulla fluidità del sangue, che coagulerà in tempi più lunghi in caso di ferite. Inoltre l'acido acetilsalicilico, come gli altri antinfiammatori non steroidei, può causare gravi effetti indesiderati a livello gastrointestinale (sanguinamento, ulcera, perforazione). Perciò non è da sottovalutare il pericolo di incorrere in un'emorragia gastrica.
  • Il rischio di morire di tumore è diminuito in assoluto dello 0,6%. Tradotto, quasi 200 persone devono assumere aspirina tutti i giorni per almeno 5 anni affinché uno solo di loro non muoia a causa di tumore. A conti fatti, perciò, 199 persone assumerebbero aspirina inutilmente, con tutti i rischi che questo comporta.
  • La riduzione del numero di morti per tumore non ha avuto un impatto sul dato della mortalità generale del gruppo studiato. In totale nei 2 gruppi (con aspirina e senza aspirina) non c'è stata una differenza significativa nella mortalità generale. E' perché un numero maggiore di soggetti è morto per altre cause?
  • L'effetto è limitato solo ad alcuni tumori, nello specifico a quelli gastrointestinali. Nessun effetto è visibile per molti tumori come quelli del rene, della prostata e tutti i tumori del sangue. Per altri tumori come quelli della mammella e, in generale, tutti i tumori femminili non contemplati dallo studio, non si ha alcun dato.
  • Nonostante i ricercatori sostengano che l'effetto è riscontrabile anche a seguito della somministrazione di basse dosi, in realtà non si ha nessuna certezza su quale sia l'effettiva quantità di farmaco da assumere per avere un beneficio.

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