giovedì 7 giugno 2012

Cistite: il ruolo dell'alimentazione


Soprattutto le donne, ben sanno cosa significhi soffrire di cistiti ricorrenti, così come sanno bene  come il ricorso agli antibiotici per queste infezioni delle vie urinarie sia “conditio sine qua non” per limitare i danni della malattia e contrastare le recidive.
Ma adesso, recenti acquisizioni scientifiche, annetterebbero un ruolo importante all’alimentazione anche nella prevenzione delle cistiti, soprattutto se ricorrenti. Si tratta di capire il nesso che vi sia fra le infezioni delle vie urinarie e la dieta. La risposta sta tutta nel fatto che la stragrande maggioranza degli agenti patogeni che svolgono un ruolo importante nelle cistiti ed in altre infezioni delle vie urinarie, solitamente migra dalle feci in direzione dell’apparato urinario della donna.
Si è così potuto osservare che la modificazione della flora batterica delle feci, ricorrendo a particolari cibi, modifica la prognosi delle pazienti, quando addirittura non previene la malattia stessa.
A ciò si è giunti seguendo le conclusioni di un articolato lavoro scientifico compiuto da Ricercatori dell’Università di Oulu, in Finlandia, che hanno voluto stabilire quali fossero realmente i fattori di rischio per le cistiti nel “sesso debole”. Per capirlo si è studiato un  totale di 139 donne, di età media intorno ai 30,5 anni, con diagnosi di infezione del tratto urinario, confrontandole  con 185 donne senza infezione del tratto urinario negli ultimi 5 anni. Parametrando i risultati ottenuti dai due gruppi si sarebbe visto che la regolare assunzione di succhi di frutta freschi e di prodotti fermentati del latte, contenenti batteri probiotici, è risultata associata ad una riduzione del rischio di recidive di infezioni del tratto urinario in una percentuale sicuramente significativa e non solo.
Sempre a  parere dei  Ricercatori finlandesi, l’assunzione di particolari alimenti potrebbe essere anche associata ad una minore frequenza delle infezioni anche in soggetti esposti alle recidive, soprattutto se trattasi di donne fertili soggette a cistiti ed altre infezioni del tratto basso delle vie urinarie.
 
Fonte: Kontiokari T et al, Am J Clin Nutr 2003; 77:600-604



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