martedì 12 giugno 2012

Voltaren gel: rischio di danni al fegato, attenti all'uso



C’è chi crede che un farmaco, per il solo fatto di essere spalmato sulla pelle, vista la sua formulazione in crema o pomata, quando non sortisce il suo effetto, ovvero, quando non riceviamo benefici dal prodotto, per lo meno, male non fa. Sbagliato! Il farmaco è farmaco sempre, comunque venga assunto. Ne deriva anche, che una sostanza, pure assunta per uso topico esercita eccome i propri effetti, anche avversi. Come lo stesso produttore, la Novartis,  di uno dei più diffusi gel, il Voltaren Gel, avverte correttamente nel suo foglietto illustrativo.

Ricordiamo che il Voltaren Gel sfrutta lo stesso principio attivo delle compresse o delle fiale, un potente antinfiammatorio usato come antidolorifico e contro le affezioni articolari in genere, il Diclofenac Sodico.  Sotto forma di gel trova impiego anche nelle contrazioni muscolari dove vi sia un’origine infiammatoria di tipo articolare. Ne deriva che le parti del corpo dove siamo soliti spalmare il gel sono le articolazioni in generale, ginocchia, spalla, braccia, in questo caso a livello del gomito etc.

Ebbene, secondo lo stesso produttore del Voltaren Gel, il prodotto in certi casi può esercitare effetti avversi a livello epatico con aumenti dei valori ematici del fegato, ad esempio, si sono riscontrati aumenti delle transaminasi nel 15% dei pazienti trattati con il gel in questione.

Per giungere a queste conclusioni si è effettuato uno studio che ha coinvolto una popolazione di 3.700 persone che sono stati trattati per un periodo compreso fra due e sei mesi con il prodotto, per poi essere osservati per un periodo che andava dalle 8 fino alle 24 settimane. Il risultato è stato che il 4% di questi pazienti hanno subito aumenti degli enzimi epatici in maniera significativa. Gli aumenti delle transaminasi sono stati riscontrati più frequentemente nei pazienti con osteoartrosi rispetto a quelli con artrite reumatoide.

Da dire che tali aumenti degli enzimi del fegato si sono riscontrati prima che l’organo mostrasse segni di sofferenza e comunque, mediamente, dopo due mesi di terapia con Diclofenac Gel. Raramente si sono anche verificati  casi di gravi reazioni avverse epatiche, tra cui necrosi epatica, ittero, epatite fulminante con o senza ittero, e insufficienza epatica.Alcuni di questi casi segnalati hanno avuto esito fatale o hanno richiesto trapianto di fegato.

E’ ovvio che non si deve esercitare alcun tipo di terrorismo psicologico sull’utilizzo di questo o altri farmaci del genere. Semmai l’indicazione dovrebbe servire ai medici, affinché, prima di sottoporre i propri pazienti ad utilizzo di questo o di altri gel similari, dovrebbero richiedere al proprio assistito un esame delle transaminasi preventivo, soprattutto se si prevede un lungo periodo di utilizzo del farmaco. La ricerca delle transaminasi, secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, andrebbe fatta anche durante il trattamento, a circa 4/8 settimane dall’inizio della terapia.

I medici dovrebbero misurare le transaminasi in modo periodico nei pazienti che ricevono la terapia di lungo periodo con Diclofenac, poiché la grave epatotossicità può svilupparsi senza un prodromo di sintomi distinguibili. Per minimizzare la possibilità che il danno epatico diventi grave nell’intervallo tra una misurazione e l’altra delle transaminasi, i medici devono informare i pazienti dei segni e sintomi dell’epatotossicità ( es. nausea, fatigue, letargia, diarrea, prurito, itterizia, dolorabilità del quadrante superiore destro, e sintomi simil-influenzali).

Per minimizzare il potenziale rischio di un evento avverso epatico nei pazienti trattati con Diclofenac, dovrebbe essere impiegata la più bassa dose efficace per il minor tempo possibile.
Cautela nel prescrivere Diclofenac sodio con farmaci concomitanti che sono noti essere potenzialmente epatotossici (es. antibiotici, antiepilettici). (Xagena2009)

Fonte: FDA, 2009 - Reuma2009 Farma2009 Gastro2009

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