lunedì 2 aprile 2012

Iniezione intramuscolare: i trucchi per farla al meglio e al sicuro



Cosa c’è di più semplice del fare una iniezione intramuscolare? Eppure la puntura, a causa di ciò che circonda tale strumento, solitamente la malattia, finisce con l’ammantarsi di un clima di tensione, paura, apprensione anche in chi deve di fatto eseguire la somministrazione di un farmaco con una semplice puntura, soprattutto se non l’ha mai praticata. Oltretutto bisogna anche dire che oggi, rispetto ad un tempo, le possibilità di curare un nostro parente o amico che sia, con una fiala intramuscolare sono di gran lunga più ridotte rispetto a quanto avveniva diversi decenni fa, quando ci si curava per lo più con la terapia iniettiva. Vediamo dunque di non farci prendere dal panico di fronte ad una siringa in mano e cerchiamo di compiere la procedura migliore per raggiungere il nostro scopo. Cominciamo col dire che ciò che è importante, eseguendo una iniezione intramuscolare, è la massima igiene. Per prima cosa bisognerà lavarsi bene le mani, successivamente sarà necessario detergerle con un disinfettante. Ciò servirà per scongiurare il rischio di infettare con il nostro gesto la persona che si è prestata a farsi curare.


Prima fase: aspirazione del farmaco in siringa

Cominciamo col dire che non tutti i farmaci si presentano allo stesso modo. Se abbiamo dubbi su come trasferire un farmaco all’interno della siringa non si abbia timore di leggere il foglietto illustrativo che accompagna la confezione. Riuscire a caricare bene il tutto nella siringa è essenziale affinché la procedura riesca al meglio. Occorre dire anche che alcuni farmaci si presentano con fiale già contenenti il principio attivo da iniettare, pronto all’uso, altre vanno invece preparate solo quando servono, visto che sono costituite da due fiale, l’una contenente la “polverina”, l’altro il liquido.


Nel primo caso, basterà aspirare l’intero contenuto della fiala all’interno della siringa ed il gioco è fatto, nel secondo caso, invece, la soluzione liquida andrà trasferita in quella solida, la polverina e bisognerà aspettare che il tutto si sciolga prima di iniettare il preparato. Di norma entrambe le procedure sono semplici, anche se, talvolta, si possono incontrare alcune difficoltà che richiedono un minimo di accortezza, superate le quali l’intervento che ci siamo prefissi può giungere a termine con successo.

Vediamo quali sono le difficoltà maggiori

La prima, non si riesce a spezzare la testa della fiala. Generalmente rompere la parte sommitale della fiala è cosa semplice, ma
non sempre, esistono anche delle imperfezioni del vetro utilizzato che potrebbe rendere più difficoltosa l’operazione, né dovremo mai sognarci di polverizzare la fialetta pur di aprirla, visto che dovremo accuratamente evitare che infinitesimali porzioni del suo materiale si mischino col contenuto da aspirare e si trasferiscano alla nostrs sventurata "cavia"! Diviene essenziale dunque che per prima cosa, una volta scartata la fiala dalla confezione, alla stessa faremmo fare una rotazione completa per consentire al suo contenuto, in particolar modo se questo è rappresentato dalla polverina, di posizionarsi in fondo. Successivamente, con il dito pollice e con quello medio, con uno scatto a mò di molla, diamo un colpetto sulla testa della fiala, dopodichè con una mano teniamo il contenitore e con l’altra cerchiamo di spezzarne la sommità. Di solito riesce, ma se ci accorgiamo che alla prima prova non abbiamo raggiunto lo scopo, riproviamo, ma non facciamolo più a mani nude, se si rompe il tutto ci taglieremo. Prendiamo un lembo di cotone idrofilo e con questo fra le dita cerchiamo di rompere l’involucro superiore. Attenzione a quei farmaci che richiedono l’aiuto di una sorta di seghetto per iniziare la procedura. In questo caso con questo piccolo arnese tagliente dovremo incidere il collo che separa il corpo con la testa della fiala.

Fatto ciò, se trattasi di fialetta contenente solo il liquido, si tratterà di aspirare l’intero contenuto nella siringa che teniamo in mano, se invece dovremo costituire noi la soluzione, basterà estrarre il liquido dalla prima fialetta e trasferirlo nella seconda, aspettando che il tutto si sciolga al meglio e solo a questo punto potremo aspirare il tutto in siringa, ora si che siamo pronti. Occorre ricordare che nel caso di quei farmaci, per lo più antibiotici, costituiti da un’ampolla che contiene il principio attivo sotto forma di una sostanza solida polverizzata, occorre un minimo di attenzione in più, visto che con l’ago dovremo bucare la parte sommitale in gomma dell’ampolla e trasferirvi il liquido dentro. Facciamolo in modo da inserire più aria possibile dentro il contenitore dunque, spostiamo lo stantuffo della siringa alla massima espansione e una volta bucata la confezione, con delicatezza trasferiamo il tutto, aria compresa. E’ importante tale procedura, altrimenti sarebbe difficile superare la pressione che ci impedirebbe di sciogliere la soluzione. A questo punto conviene agitare la boccetta tenendola nell’incavo della mano e quando pronta, come per incanto, vedremo risalire il tutto nella siringa senza che avremo fatto alcuno sforzo.  

Somministrare il farmaco

Siamo giunti all’operazione vera e propria, stavolta il tutto si compirà quando andremo a bucare la nostra vittima designata. E’ un intervento semplice, ma per chi dovrà subirlo può essere fastidioso, per cui cerchiamo di mettere a nostro agio la summenzionata “cavia”. Una volta che il paziente si distende, rassicuriamolo e facciamo scegliere a lui la parte di gluteo dove vuole si faccia la puntura. A questo punto detergiamo la pelle del nostro ”malcapitato”, tenendo presente che nel possibile la puntura andrà fatta nella parte alta del gluteo, evitando la parte più bassa più vascolarizzata.

Fatto ciò, afferriamo con le dita il muscolo a mo’ di pizzicotto, perché sarà questa porzione di tessuto che stringiamo fra le dita che andremo a colpire. L’introduzione dell’ago deve essere decisa senza tentennamenti. Guai ad appoggiarlo sul muscolo spingendolo successivamente, lo sventurato che deve subire un simile trattamento si girerà di scatto per il dolore e ci assesterà una sonora batosta o si abbandonerà ad improperi impronunciabili nei nostri confronti. L’introduzione deve essere decisa e veloce e dovremo assicurarci che l’ago sia penetrato tutto. Una volta che tutto ciò sia avvenuto, dovremo a questo punto ritirare indietro lo stantuffo. Questa è forse l’unico vero momento in cui se dovessimo sbagliare potremmo anche causare un danno, a volte serio, al “nostro paziente”! Ciò perché molti farmaci contengono un anestetico locale per rendere meno doloroso l’introduzione del farmaco, tale anestetico (Lidocaina o Xilocaina) se iniettato in vena può causare anche gravi danni alla persona a livello cardiaco, ne consegue che la fase di aspirazione che andrà fatta sempre, anche laddove non vi sia presenza di anestetici locali, diviene essenziale. Infatti, aspirando, non dovremo assolutamente prelevare sangue, se ciò accade, più spesso di quanto si creda, siamo in un vaso ed in questo caso dovremo venirne fuori, estraendo siringa e relativo ago e riprovando in un'altra parte del gluteo.

Se invece tutto ciò va per il giusto verso, potremo delicatamente premere lo stantuffo, vincendo la forza che il paziente involontariamente sta esercitando contraendo il muscolo, fino alla fine della corsa dello stantuffo stesso. Una volta che avremo scaricato la siringa, questa va estratta con una mossa decisa ma al contempo delicata e nel punto dell’iniezione dovremo praticare un leggero massaggio con il batuffolo di cotone imbevuto del disinfettante per qualche secondo. Se rintracciamo qualche goccia si sangue nel punto della puntura, niente paura, accade sovente, massaggiamo di più e tutto tornerà alla normalità.

Dunque la procedura è conclusa. Ma a questo punto vorremmo completare il tutto con due raccomandazioni, una di ordine pratico, l’altra di tipo precauzionale. Cominciamo con la prima, la siringa usata non va mai abbandonata nei rifiuti senza esserci prima assicurati che l’ago sia protetto. Ne deriva che dovremo assicurarci che il cappuccio in dotazione sia a portata di mano e copra il tutto, ma questo, sovente, durante la manovra di iniezione si perde, magari lo ritroviamo il giorno dopo. Ciò non ci autorizza a gettare nei rifiuti la siringa con l’ago in bella vista col rischio che qualcuno si ferisca per colpa nostra. Se manca il cappuccio, basterà sfilare l’ago dalla parte superiore della siringa e sistemarlo nello spazio compreso fra lo stantuffo ed il fusto della siringa stessa così non farà del male a nessuno!

Occhio alle reazioni

L’altra osservazione riguarda la nostra vittima designata. Una puntura che a volte può salvarci la vita e comunque la si prescrive per far star meglio e guarire le malattie, come tutti i farmaci, in rari casi, può scatenare una reazione individuale del soggetto di tipo allergico qualche volta pure letale. Dicevamo che ciò accade con tutti i farmaci, dunque anche con una pastiglia, ma nel caso di un’iniezione la possibilità che si assista ad una crisi allergica seguita da un eventuale shock anafilattico anche grave è accelerata dal fatto che la somministrazione della sostanza farmacologica è avvenuta in un tempo più breve rispetto a qualsiasi altra sostanza assunta in altro modo. Ciò significa che dovremmo poter cogliere ancor prima dalla persona a cui abbiamo somministrato il farmaco, eventuali trasformazioni e più tempestivamente ce ne accorgeremo, tanto maggiori sono le possibilità di salvare la vita allo sfortunato paziente. Occorre dire che nella malaugurata ipotesi in cui ciò accade, noi non avremo nessuna responsabilità sull’accaduto, perché ciò non dipenderà dal in cui avremo somministrato il farmaco, purchè avremo aspirato bene il preparato prima di iniettarlo, semmai dalla sensibilità individuale della persona che si è sottoposta alla cura.

Se notassimo un improvviso pallore della persona, un cambiamento rapido del colore della sua pelle, un accentuato gonfiore anomalo del viso, delle mani o di ogni altra parte del corpo, un cambiamento repentino del suo stato, con difficoltà respiratorie, senso di smarrimento, tendenza a perdere conoscenza….  non ci venga per nulla in mente di aspettare che tutto passi da solo, quella persona che sta subendo tali modificazioni può essere ad un passo dalla morte, bisogna immediatamente chiamare i soccorsi, il 118, comunicando tempestivamente all’operatore quel che sta accadendo e informandolo che ciò è avvenuto dopo la nostra puntura. Non fatevi prendere dal panico, magari sottacendo ai soccorritori la somministrazione del farmaco perché, chissà, magari vi sentite in colpa; più cose i medici sapranno sul paziente, maggiori possibilità ha quest'ultimo di salvarsi. Ovviamente stiamo parlando di casi limite ma che  occorre conoscere, per il resto, come visto, fare un’iniezione è un’operazione semplice e di norma, facilmente eseguibile.

Fare una puntura intramuscolo non è per nulla difficile, eppure, spesso abbiamo paura di far male alla nostra vittima designata. Il nostro timore è quasi sempre immotivato e va superata ogni ritrosia di natura emotiva, visto che se siamo in grado di somministrare correttamente il farmaco avremo reso un ottimo servizio a chi ci ha richiesto tale cortesia. Ma impariamo bene le regole fondamentali prima di cimentarci nell’opera, alla fine ci accorgeremo che nulla è complicato!


12 commenti:

  1. Complimenti per la spiegazione! Grazie!

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  2. Grazie per la spiegazione a me e stato insegnato per neccessita' a fare le iniezioni,.e lo faccio come sopra riportato..pero' mi e' capitato due volte di iniettare un farmaco per il distacco di placenta..molto oleoso..al momento della puntura tutto okk..ma dopo un paio d ore la sfortinata si e' ttovata la nocciolina dolente...dove sbaglio??

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  3. Salve a tutti. Sono una studentessa universitaria e ho una domanda. Eseguendo un iniezione intramuscolo, alla manovra di Lesser non compare sangue nella siringa. Ma quando ho estratto la siringa è uscito un bel po di sangue. È possibile che abbia trapassato un vaso?

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  4. No, probabilmente hai rotto qualche capillare nel tentativo di tirare fuori l'ago dal muscolo, ma ciò non comporta alcun problema

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  5. Salve a tutti in vaso di sangue all aspirazione vasta tirare fuori e riprovare in altra sede o bisogna cambiare l ago o ancora la siringa con nuova fiala? Grazie

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  6. Da Linee Guida Best Practice il gluteo non è l'Oscar dei "siti indicati". Il pizzicotto non si usa più. Non si massaggia assolutamente dopo l'estrazione dell'ago per possibilità di risalita del farmaco nei piani muscolari. Si applica, invece, pressione. L'aggiornamento non sarebbe male. Gianni: Infermiere Legale Forense

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  7. Salve, ho fatto una puntura a mio marito. Ho eseguito la manovra di Lesser ma nel momento in cui ho iniziato ad iniettare il farmaco, ho sentito una sorta di resistenza e il liquido non scendeva in modo fluido. Dopo il 1 mg mio marito ha sentito una sorta di tappo che si stappare e il liquido dentro la siringa ha iniziato ad uscire in modo fluido. Cosa può essere stato? Mi devo preoccupare? È meglio che nelle prossime ore osservo ogni reazione di mio marito?

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  8. salve a tutti, per quanti ml bisogna aspirare prima di iniettare per essere sicuri di non essere in un capillare o in una vena?
    grazie a chi risponderà

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  9. basta mezzo ml se c'è spazio anche uno

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