lunedì 14 maggio 2012

Herpes Simplex: la conseguenza, una lieve lesione ma che va contrastata al più presto


Prima o poi capita, vuoi a causa di un periodo di stress, vuoi perché reduci da una febbre, ma arriva “lui”, il fastidioso Herpes simplex labiale fonte di tanti fastidi. Eppure non tutti sanno che lo stesso virus capace di infastidirci con le sue microlesioni a livello delle labbra è al contempo capace di determinare danni ben più seri in altri organi dell’organismo. Gli altri organi, nello specifico, sono gli organi genitali che una volta che si siano infettati possono contagiare altri con i rapporti sessuali. Si comprende bene che tale virus conviene conoscerlo meglio, ricordando che spesso è un compagno della nostra vita fin dall’infanzia.
Infatti l’Herpes Simplex fa solitamente ingresso nel nostro corpo nell’infanzia e da allora, in mancanza di eventuali sollecitazioni esterne, resta inattivo. Ma basta a volte una febbre alta che sia durata qualche giorno in più del previsto, un’infezione determinata magari da batteri, un lungo periodo di stress o anche la prolungata esposizione ai raggi solari, per risvegliare l’agente patogeno e fargli riprendere il suo ciclo vitale.

Le lesioni da Herpes Simplex
La lesione che appare sulle labbra si presenta sotto forma di vescicole colme di liquido che tendono a conglobarsi in un’unica formazione più grande e sovrapposta. Tale bolla tende a scoppiare per poi ulcerarsi, per poi scomparire del tutto in una quindicina di giorni. La persona interessata dal problema avverte una sensazione di fastidio a causa del bruciore provocato dalla lesione, accompagnato da senso di corpo estraneo sul labbro, dolenzia e scarsa sensibilità. Nei casi più impegnativi si possono associare sintomi di tipo sistemico con una sensazione riferita ad una simil influenza, in questo caso il paziente avvertirà senso di malessere e dolore diffuso alle articolazioni con febbre eventuale.
La diagnosi è semplice, solitamente il paziente che sia andato incontro una prima volta ad un’infezione del genere è in grado di riconoscerla al suo prossimo manifestarsi. Per quanto concerne la terapia, anche se i farmaci per la cura si reperiscono senza difficoltà in farmacia, dovrebbe ugualmente essere prescritta dal medico che offrirà una buona occasione per scongiurare l’ipotesi che dietro quell’infezione, soprattutto se ricorrente, si annidi qualche altra patologia più impegnativa. La terapia locale è a base di antivirali per uso locale, l’aciclovir è il capostipite di questi. Nel caso gli attacchi si ripetessero nel tempo in forma ravvicinata o quando il medico stesso vuole escludere eventuali malattie sovrapposte a quella virale, è possibile, mediante esami ematici, riscontrare la presenza di anticorpi che si oppongono al virus stesso, seguiti da un tampone labiale che manifesti o meno la presenza del virus dell’Herpes. L’impiego di farmaci virali non per uso topico è esclusiva del medico.
Ultimamente si va facendo strada la possibilità che persino degli alimenti possono contribuire a scatenare l’attacco del virus. Tali cibi sono per lo più rappresentatti dal cioccolato, dalle noci, dalle arachidi etc.; Il riscontro sarebbe dato dall’osservazione che tali elementi detengono sostanze in grado di ridurre i livelli di un amminoacido presente nel nostro corpo, quale la lisina, che nell’organismo si oppone in maniera egregia all’attacco dei virus. Su quest’ultima ipotesi comunque il mondo scientifico è poco concorde.

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