martedì 29 maggio 2012

SLA: nuove prospettive di cura


Potrebbero aprirsi i primi spiragli di cura per una terribile malattia degenerativa e progressiva come la Sla, ovvero, la sclerosi laterale amiotrofica, capace, prima di uccidere un paziente, di rendergli impossibile la vita, impedendogli di parlare, deglutire, muoversi, deambulare e, come ultimo effetto devastante, togliendogli anche la capacità di respirare autonomamente.  

La malattia a carico del sistema nervoso, ha tuttavia un lato meno oscuro per quanto concerne la diagnosi. E’ infatti stato possibile, grazie al lavoro di ricercatori italiani dell’Istituto Telethon Dulbecco, coordinato dalla dottoressa Valentina Bonetto e pubblicato sulla rivista “Plos One“, scoprire quelle proteine coinvolte nella malattia che a causa di questa si alterano in maniera specifica solo per questa patologia.

C’è di più. Giungere al rinvenimento di queste particolari proteine parrebbe molto semplice, basterebbe infatti un semplice esame ematico in grado non solo di individuare la Sla, ma anche di quantificarne la gravità e la risposta dell’individuo ai trattamenti medici praticati. Insomma, un prodigioso passo avanti nella diagnosi della malattia per la quale, fino adesso, non esisteva alcun test diagnostico precoce. Infine da segnalare anche che, secondo i ricercatori italiani, i livelli di alcune di queste proteine risultano alterati già prima dell’esordio dei sintomi.La possibilità di giungere ad una diagnosi precoce della Sla aprirebbe la strada a quegli eventuali trattamenti medici che se praticati con largo anticipo potrebbero rendere meno penosa la vita del paziente.

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