giovedì 20 settembre 2012

Tumore ovarico: fa meno paura coi "biologici"


Potrebbe rappresentare una soluzione a breve nella lotta contro il tumore ovarico. Parliamo di un farmaco, del tutto nuovo, parliamo di bevacizumab realizzato dalla svizzera Roche e già approvato in Usa ed in parte dell’Unione Europea nell’utilizzo terapeutico contro determinate neoplasie.

Lo studio che ha portato il farmaco sulla scena nella lotta al tumore ovarico è stato realizzato su 484 donne già in cura per carcinoma ovarico peritoneale sottoposte a chemioterapia antiblastica. Le pazienti sono state trattare con bevacizumab precedentemente insieme alla chemioterapia, successivamente in monoterapia escludendo dunque la terapia antiblastica che stavano già seguendo.

I risultati sembrano incoraggianti, le pazienti in cura con bevacizumab in monoterapia, vivono più a lungo senza che la malattia peggiori, rispetto alle donne trattate solo con la chemio. I risultati di 'Oceans' sono in linea con quelli ottenuti nei due precedenti studi di fase III 'Gog 0218' e 'Icon 7', condotti in pazienti con carcinoma ovarico di nuova diagnosi. Roche ha già presentato all'autorità regolatoria Ue domanda di via libera all'estensione dell'indicazione per l'uso di bevacizumab in prima linea contro il tumore ovarico, e si attende una decisione da parte del comitato tecnico Chmp dell'Ema entro questo mese. Genentech, società del gruppo basilese, prevede di presentare negli Usa la richiesta di ok all'uso di bevacizumab nel carcinoma ovarico durante l'esercizio in corso.

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